MA QUALE DEMOCRAZIA, QUESTA E’ SOLO UNA OLIGARCHIA

giu 3, 2012 0 comments
Di  Gian Luigi Lombardi Cerri
Si continua a parlare di democrazia, spesso a sproposito. Anzitutto è indispensabile fare alcune distinzioni e precisazioni. Democrazia che cosa è?
- Fare la volontà (reale, non presunta) del popolo (questa  è democrazia), con la possibilità, da parte del popolo stesso di approvare o disapprovare un provvedimento;
- Fare il “bene” del popolo (e quindi interpretare ciò che si ritiene volontà), e questa si chiama dittatura, senza se e senza ma.
Viviamo perciò un’autentica democrazia? Specialmente in Italia la risposta è no! Che cosa si limita a dare ai cittadini l’attuale cosiddetta democrazia italica? Semplicemente la possibilità di andare a votare. Votare chi? Personaggi presentati dai partite in liste totalmente bloccate. Personaggi che spesso hanno un passato di esperienza gestionale ridotta, quando non nulla, o addirittura che hanno una cultura personale da quarto mondo senza neanche il buon senso dei vecchi contadini, oppure ancora che vantano una non invidiabile fedina penale. Questi personaggi si sono “scudati” con una norma diabolicamente inserita nel dettato costituzionale che recita: “Il mandato parlamentare non è vincolante”. Completato da una prassi che chi anche accetta di candidarsi non ha il diritto di porre un vincolo alle decisioni precedenti, di altri, sganciandosi ufficialmente da ogni responsabilità. Riassumendo:
- Il cittadino votante non ha nessuna possibilità di scelta al di fuori di quella di scegliere un partito che, presso a poco (molto presso a poco e, comunque mai definitivamente), rappresenta le idee del votante;
- Il partito, con i suoi eletti, non risponde di nulla. Non per niente Giulio Andreotti ebbe a dire al sottoscritto: “Le promesse elettorali non sono una cambiale che si può scontare in banca”;
- Il partito, assieme ad altri consimili, decide per gli interessi di casta come vuole, senza sottoporre nulla agli elettori, se non di abrogare per referendum una certa legge, che, abrogata per referendum ritorna ad operare, a volontà dei partiti, sotto non troppo mentite spoglie prendendo in giro gli elettori nella maniera più clamorosa;
- Le regole elettorali sono contorte e così complesse per cui le segreterie dei partiti candidano ancor meglio i loro preferiti.
A ciò si aggiunga la facile possibilità di truccare i risultati elettorali in modi spesso conosciuti da tutti. Sono rimasto allibito nel conoscere come, nell’Italia meridionale, i voti vengano garantiti e controllati a livello del singolo, con un meccanismo di una semplicità disarmante. Per non parlare del “gioco dei resti”: utilizzando i voti eccedenti il minimo necessario per eleggere un candidato si riesce a far nominare anche un somaro. Uno che per non essere stato valutato abbastanza da risultare eletto, si approfitta dell’eccesso dei voti dati ad altri per farsi comunque eleggere. Altro che “porcellum”!
Ed ecco la prima autentica forza (in senso negativo) del paese: la burocrazia, che a tutto questo bailamme aggiunge un potere superiore ai parlamentari, potere che se ne infischia delle cosiddette regole democratiche. Giudici, burocrati, poliziotti, Forze Armate, dirigenti di enti statali e parastatali, hanno forze di ricatto eccezionali, tali da modificare le Leggi a loro piacimento e di rispettarle se, come e quando loro aggrada. Quando, a parità di prove, un tizio viene considerato delinquente da un giudice e santo da un altro, i casi sono solo due: o è sbagliata la legge o sono sbagliati i giudici. Questi personaggi sono tutti (ahimè) auto-referenti e nessuno li può toccare, neanche se commettono reati.
Da ultimo una rilevante considerazione.
Qualunque insieme di regole, per qualsivoglia settore viene posto sotto controllo periodico per verificarne la permanente validità. C’è chi studia la logica di queste regole e c’è chi studia la necessità ed i modi di modificarle. In democrazia, specialmente la cosiddetta democrazia italica non succede niente di tutto questo. Si dichiara che “tutto va bene” e si invoca ,ad unica difesa, la famosa frase di Churchill: “La democrazia è il peggior sistema politico possibile, escluso tutti gli altri”; che non significa assolutamente nulla al di fuori dello spirito di una inconsistente battuta.
Addirittura si arriva a citare la”democrazia” greca, quando è arcinoto a chi conosce un poco di storia, che in quella tanto decantata democrazia non avevano diritto di voto le donne ed i poco abbienti. I cambiamenti, ad uso e consumo di chi governa vengono effettuati attraverso “colpi di mano” con il silenziatore, come, ad esempio , quanto è stato fatto per capovolgere i risultati dei referendum. E’ indubbiamente importante che i teorici della politica (quelli seri) studino vantaggi e modi di un cambio della struttura dello Stato, ma sarebbe di pari importanza che venissero studiate modalità di gestione che impedissero (almeno sino ai limiti del possibile) che venga chiamata DEMOCRAZIA una autentica OLIGARCHIA.

Fonte: http://www.lindipendenza.com/democrazia-oligarchia/

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