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Di Salvatore Santoru

In Italia ufficialmente il berlusconismo è finito da un pezzo, non essendo più il Cav presidente del Consiglio dal 2011.

Quello che però si può ben constatare è che però la sua presa sia tutt'altro che finita, tanto che si può ben parlare di un "berlusconismo senza Berlusconi".

Tale termine è indubbiamente da applicare al fenomeno del cosiddetto "renzismo", tutto fondato sull'immagine e il "culto", o meglio la cura della personalità.

Renzi non è altro che un "berlusconiano liberal", che fonde gli aspetti da show/man del Cav a quelli comunicativi di Obama insieme, i due demagoghi a cui l'attuale Presidente del Consiglio si ispira.


A proposito di "berlusconismo senza Berlusconi" risultano molto interessanti le recenti dichiarazioni della piddina Alessandra Moretti, la quale in un'intervista al Corriere della Sera ha parlato dell'importanza della bellezza fisica in politica, sostenendo che Rosy Bindi " mortificava la bellezza, la capacità di mostrare un volto piacente, per fortuna era diverso dal nostro: ma si sa, i tempi sono cambiati ", riproponendo in versione soft e molto edulcorata le stesse idee dominanti ( solo se sei bello/a puoi fare politica ) al tempo di Silvio.


Per fortuna che al tempo gli stessi che ora ripropongono o sostengono il "berlusconismo" sotto altra forma, per dichiarazioni del genere organizzavano manifestazioni e un giorno sì e l'altro pure lanciavano anatemi contro la corruzione e il "degrado etico e morale" che stava distruggendo l'Italia.

Ora ovviamente non essendoci più al governo il kompagno Berlusconi, tutto cambia, e ciò è la dimostrazione anche del bluff di certo "antiberlusconismo militante" che per anni e anni ha assillato l'Italia, dando all'ex premier tutte le colpe della crisi italiana, dai 90 in poi.

Tra l'altro bisogna anche precisare che Berlusconi non ha di certo inventato niente, ma ha semplicemente radicalizzato una certa mentalità molto diffusa in Italia, insieme ad aver esportato lo stile politico e la way of life USA unito insieme a certe influenze radical/prog/liberiste, ovvero il mito dello showman, l'esibizionismo a tutti i costi e così via, tutti "valori" che anche la sinistra "moderna" italiana segue.

Sin troppo facile è stato fare di Berlusconi un capro espiatorio per poi arrivati al potere, proporre le stesse cose, ma in modo molto più soft e forse anche subdolo.

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