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Eclissi: dai druidi alle SS, tutti i cultori del “Sole Nero”

Di  Francesco Meneguzzo L’ eclissi di Sole  significa anche  mito e leggenda . Le culture tradizionali hanno escogitato ogni sorta di sp...



Di Francesco Meneguzzo

L’eclissi di Sole significa anche mito e leggenda. Le culture tradizionali hanno escogitato ogni sorta di spiegazione per fenomeni così straordinari come le eclissi, sia solari che lunari. Con una costante: “Con poche eccezioni, si tratta sempre di una rottura dell’ordine costituito”, spiega E. C. Krupp, direttore del Griffith Observatory di Los Angeles, in California. “L’uomo dipende dal movimento del Sole. È regolare, affidabile, non lo si può manomettere. Poi, all’improvviso, ecco la tragedia: il tempo va fuori sesto, il Sole e la Luna si comportano come non dovrebbero”.
Il significato di questa rottura dell’ordine cambia da una cultura all’altra, e non tutte vedono le eclissi come eventi negativi, aggiunge Jarita Holbrook, studiosa di cultura dell’astronomia alla University of the Western Cape di Bellville, in Sudafrica. Per alcune l’eclissi è un momento che ispira terrore, per altre un fenomeno naturale che merita rispetto, per altre ancora un momento di riflessione e riconciliazione.
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Eclissi di Sole nella mitologia induista
Secondo Krupp una delle storie più affascinanti appartiene alla mitologia induista. Il demone Rahu si travestì da dio per poter rubare un sorso di un elisir che gli avrebbe dato l’immortalità. Ma il sole e la luna lo videro e avvisarono il dio Vishnu, che tagliò la testa al demone un attimo prima che l’elisir gli passasse nella gola. Da allora, solo la testa di Rahu è diventata immortale, e continua a inseguire il sole e la luna nel cielo per vendicarsi. “Ogni tanto li raggiunge e li divora, ed è allora che avviene l’eclissi. Ma siccome Rahu non ha la gola, il sole e la luna ricadono giù dal fondo della testa”.
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Sole contro Luna: mitologia dell’Africa occidentale
Il mio mito preferito viene dal popolo dei Batammaliba, che abitano in Togo e in Benin”, dice Holbrook. “Per loro, durante l’eclissi il sole e la luna litigano, e la gente li incoraggia a fare pace. Vedono l’eclissi come un momento per tornare a parlarsi e lasciarsi alle spalle litigi e rancori. È una credenza sopravvissuta fino a oggi”.
Anche i Navajo, sottolinea Maryboy, hanno preservato le loro credenze tradizionali sulle eclissi. Per loro, l’ordine cosmico dell’universo si basa sulla tenuta dell’equilibrio. “Le eclissi rientrano nell’equilibrio naturale: quando accadono ci si ferma per riconoscere che si tratta di eventi particolari e per riflettere sull’ordine del cosmo“.
Alcuni Navajo, prosegue la studiosa, seguono ancora i precetti tradizionali: durante un’eclissi bisogna stare in casa con la famiglia, intonare canti speciali per l’occasione e astenersi dal cibo, dal bere e dal sonno. “È anche vietato guardare l’eclissi, specie quella solare, pena gravi conseguenze per gli occhi in futuro”, prosegue la studiosa.
Secondo Krupp, “I Vichinghi immaginavano una coppia di cani celesti che li inseguivano: quando uno dei due ci riusciva, ecco che si verificava l’eclissi. In Vietnam è una rana o un rospo a divorare il Sole o la Luna, mentre secondo i nativi Kwakiutl della costa occidentale del Canada è la bocca del paradiso a consumarli. In cinese, la parola più antica per descrivere l’eclisse è shih, che significa ‘mangiare’”.
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Una rappresentazione del Sole Nero per l’antico sciamanesimo druidico
Nell’esoterismo dell’antico sciamanesimo druidico l’eclissi di Sole rivestiva una grande rilevanza, tanto da aver costituito il simbolo esoterico conosciuto con il nome di “Sole Nero”, raffigurato da un disco completamente nero che si sovrappone a un alone di luce che emerge oltre il suo bordo.
Il Sole Nero simboleggia l’esperienza centrale della mistica sviluppata nell’esperienza della Kemò-vad. In questo simbolo è evidenziato il rapporto interiore tra il praticante di questa antica disciplina e il Mistero che permea l’esistenza e che dà significato all’universo e all’individuo.
Nel simbolo del Sole Nero l’eclissi rappresenta l’allegoria della Natura che, inderogabilmente, si impone sulle vicende umane con tutta la grandezza del suo fenomeno astronomico, ricordando la relatività delle aspettative umane sottese alla logica imprescindibile dello Shan, il vero piano di esistenza che è vissuto nel corso della vita terrena e prosegue oltre ad essa.
La stessa lezione di relatività delle cose che suggerisce l’evento della morte che richiama l’individuo all’immanenza del Mistero a cui è sottesa la sua vita.
Nella Kemò-vad, il significato del Sole Nero simboleggia soprattutto la luce dello spirito che schwarze_sonne_by_arminius1871-d5c1e81occasionalmente può essere occultata dalla mente, la quale prende il sopravvento sulla sfera dell’individuo per impreparazione di questi o a causa del plagio culturale che viene attuato sul piano sociale. Luce che tuttavia non è destinata a spegnersi poiché la sua dimensione è insopprimibile e eterna.
Lo Schwarze Sonne, come noto, conoscerà una certa popolarità anche sotto il nazionalsocialismo. Il simbolo presente in un
mosaico marmoreo nel vano della ex “Oberguppenführersaal”, un salone rivestito di pietra nella Torre Nord del castello di Wewelsburg, dove in precedenza era posta la cappella privata del Principe-Vescovo. Originariamente, al centro di detto ornamento era collocato un disco d’oro.
wewelsburgCostruito originariamente tra il 1603 e il 1609, in stile “Weser-Renaissance”, come residenza secondaria del Principe-Vescovo di Paderborn, sul luogo di un precedente maniero sassone, Wewelsburg era stato con gli anni lasciato all’abbandono fino a che, nel 1934, le SS ne avevano preso possesso.
Nella “Oberguppenführersaal”, Himmler aveva fatto installare una tavola rotonda in stile arturiano con 12 posti a sedere che dovevano accogliere i 12 ufficiali maggiori delle SS. Sotto la sala vi era la “cripta” o “terra dei morti”, una grande sala circolare con dodici colonne di granito e un soffitto adornato da un’altra grande svastica.

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