Non suonano l’inno ad Abu Dhabi, atleta israeliano se lo canta da solo



Di Giordano Stabile

Il campione di judo israeliano Tal Flicker si è imposto al Grand Slam di Abu Dhabi nella categoria fino a 66 chilogrammi ma poi ha dovuto cantarsi l’inno da solo alla cerimonia di premiazione. Anche se l’Emirato è in buoni rapporti con Israele non ha ancora relazioni diplomatiche. Gli organizzatori hanno così applicato il divieto di alzare la bandiera dello Stato ebraico e suonare l’inno. Ma il judoka, da solo sul podio, lo ha intonato per conto suo in una prova di patriottismo. 

Le autorità di Abu Dhabi hanno detto che il divieto di mostrare simboli israeliani era volto a garantire “la sicurezza della delegazione” dello Stato ebraico. Le stesse regole erano state applicate a un evento simile due anni fa, ma allora nessun atleta israeliano era salito sul gradino più alto del podio. 

Flicker ha vinto la finale nel modo più spettacolare, un ippon, l’equivalente del KO nell’arte marziale giapponese, a 25 secondi dalla fine del match, e ha sconfitto l’azero Nijat Shikhalizada, medaglia di bronzo ai mondiali. Il judo è stata la prima arte marziale moderna a essere ammessa alle Olimpiadi. 

«Sono molto contento di essere qui, con o senza la bandiera – ha commentato l’allenatore Oren Smadja -: per noi è importante arrivare a questi livelli e dimostrare a tutti che è impossibile fermare lo Stato di Israele». Flicker aveva già vinto una medaglia di bronzo ai campionati mondiali di Budapest lo scorso agosto. 

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