La Tunisia adesso sfida Salvini: “No a hotspot per migranti da noi”

giu 26, 2018 0 comments
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Di Mauro Indelicato
La pioggia ed il vento nel canale di Sicilia sembrano rinviare le vere prove del nove tra Italia e Tunisia. Da giorni il maltempo imperversa sull’isola più grande del Mediterrane. Impossibile dire se per questa estate lo spauracchio degli sbarchi fantasma potrà essere o meno scongiurato: lo scorso anno il fenomeno degli approdi indisturbati sulle coste siciliane è iniziato precisamente il 22 giugno, con uno sbarco ad Agrigento, ma dodici mesi fa le condizioni erano già quelle tipicamente estive.
Sarà importante notare, quando nuvole e vento lasceranno spazio alla classica estate della Sicilia, quanti sbarchi fantasma si registreranno sull’isola. Il fenomeno degli sbarchi fantasma, è bene ricordarlo, coinvolge imbarcazioni che partono dalla Tunisia. Dopo gli alti e bassi tra Roma ed il governo del paese africano di questi giorni, la situazione sarà migliore rispetto al 2017?

Il no di Tunisi ad hotspot sul proprio territorio

Proprio nella giornata della visita del ministro dell’Interno Matteo Salvini a Tripoli, da Roma ha fatto sentire la propria voce l’ambasciatore tunisino in Italia, Moez Sinaoui: “La Tunisia non intende ospitare alcun hotspot per migranti sul suo territorio – si legge nelle sue dichiarazioni rilasciate ad AgenziaNova – Questa è una posizione di principio dello Stato tunisino”. Il riferimento è alle proposte circolanti da diversi giorni circa la creazione di hotspot nei Paesi di transito dei flussi migratori. Anche se lo stesso Salvini non ha mai esplicitamente parlato di strutture del genere in Tunisia, il rappresentante del governo del Paese africano in Italia sembra voler mettere le mani avanti portando quella che è la posizione dell’esecutivo tunisino ad un’eventuale richiesta del genere.
Sia Salvini che Conte hanno parlato, tra domenica e lunedì, di hotspot da realizzare nel sud della Libia e non in Tunisia ma nell’ottica di un’estensione di questa strategia anche ad altri paesi da dove partono numerosi barconi, Tunisi vuole da subito bloccare ogni velleità in tal senso. Secondo le autorità locali, le forze di polizia e di sicurezza tunisine sono in grado di compiere il proprio lavoro e di cooperare con gli altri paesi per la risoluzione del problema.

Rapporti Italia – Tunisia nel mirino

Nel corso della sua intervista ad AgenziaNova, l’ambasciatore Sinaoui ha voluto fare il punto sui rapporti tra Tunisi e Roma. Pochi giorni dopo l’insediamento del governo Conte, il ministro dell’Interno Salvini ha accusato la Tunisia di esportare galeotti in Italia tramite i barconi. Tra i due Paesi sono nati contrasti diplomatici che però, ad oggi, sembrano essersi appianati: “Il nostro ministro degli esteri Khemaies Jhinaoui – tiene a sottolineare Sinaoui – È stato il primo ministro degli Esteri a incontrare Moavero alla Farnesina”. Dunque, nonostante le tensioni dovute al problema dell’immigrazione, tra Italia e Tunisia vi sarebbero adesso rapporti volti ad una reciproca collaborazione.
Non solo prevenzione di sbarchi fantasma, ma anche la Libia sul piatto della relazione dei due Paesi: quest’ultimo è un problema comune, visto che per l’Italia vuol dire aumento della crisi dovuta alla pressione migratoria, per la Tunisia invece implica lo spauracchio di confini orientali meno sicuri e possibile infiltrazioni jihadiste.
Ma al di là degli alti e bassi tra i due governi, Italia e Tunisia sembrano due vicini dirimpettai che si guardano con sospetto. Se da un lato la relativa stabilità politica nel piccolo paese nordafricano consente la possibilità di stabilire concreti accordi tra le due sponde del Mediterraneo, dall’altro c’è il timore di Roma sul fatto che la Tunisia non stia effettuando tutti gli sforzi possibili per frenare il fenomeno degli sbarchi fantasma. Lo scorso anno l’allora ministro dell’Interno Marco Minniti si è più volte incontrato con i vertici tunisini.
Soltanto a stagione finita si sono registrate alcune operazioni della polizia tunisina volte a smantellare organizzazioni malavitose, specie tra Biserta e Sfax, in grado di organizzare i viaggi della speranza. Adesso, dopo gli alti e bassi dell’ultimo mese iniziati con l’insediamento del nuovo governo italiano, c’è attesa per vedere non solo a che punto sono i rapporti tra i due Paesi ma anche per constatare se per davvero dalla Tunisia si inizia a far sul serio nel contrasto ai trafficanti di esseri umani.

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