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Beppe Grillo recensisce un libro sulla canapa: “Assurdo metterla fuorilegge!”


Di Giovanni Macchi
Canapa light Grillo – Il 17 aprile 2019 è uscito per Chinaski Edizioni il libro “Canapa, una storia incredibile”, scritto da Matteo Gracis, direttore del sito web Dolcevita.
Un testo che racconta il ruolo centrale avuto dalla canapa sul mondo economico e di sviluppo tecnico industriale dalla storia antica fino agli anni ’30.
Particolarità del volume è che a scrivere la prefazione è stato il fondatore del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo.
Grillo si esprime senza mezzi termini, sostenendo come sia assurdo mettere fuorilegge la canapa: “Abbiamo messo fuorilegge una pianta. A causa di uno degli usi più stupidi. Fumarla è uno degli usi più stupidi. È come se tu bevi, ti viene un po’ di cirrosi e mettiamo fuorilegge la vigna!”.
Una posizione particolare, se pensiamo che proprio in questi giorni si è acceso nella maggioranza di governo il dibattito sulla cannabis light.
Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo, ha infatti criticando la proposta di legge dei Cinque Stelle che vuole legalizzare la cannabis: “Io non aspetto i tempi della giustizia, la droga è un’emergenza nazionale devastante e dunque dobbiamo usare tutti i metodi democratici per chiudere questi luoghi di rieducazione di massa”, ha detto Salvini.
“Da domani ci saranno controlli a tappeto per andarli a controllare uno per uno con l’obiettivo di chiuderli uno per uno”, ha avvertito il vicepremier e ministro dell’Interno, parlando appunto dei negozi che vendono cannabis light. Secondo Salvini, “evidentemente un cannabis shop vende qualcosa che bene non fa”.
In seguito alle sue dichiarazioni, nelle Marche due negozi che vendono la cannabis legale sono stati chiusi per ordine del questore di Macerata.
A Torino, invece, gli organizzatori del Festival internazionale della canapa di Torino hanno deciso di annullare l’evento, in programma dal 17 al 19 maggio al Pala Alpitour.
L’altro vicepremier, Luigi Di Maio, ha preso le distanze da Salvini, dichiarando: “Evidentemente nella Lega dopo aver visto gli ultimi sondaggi che davano in ripresa il Movimento sono andati in paranoia. Non a caso hanno ricominciato a parlare di grembiulini, armiprovince e ora arrivano persino ad inventarsi che siamo a favore della droga (che è folle solo pensarlo)”.
Sulla cannabis light, quindi, si è aperto un nuovo scontro nel governo.
Ecco quindi che la prefazione di Grillo al libro di Gracis, in un momento del genere, assume un valore particolare.
Canapa light Grillo | IL TESTO COMPLETO DELLA PREFAZIONE
Spinello sì o spinello no? È una domanda stupida. La grande domanda è: che fine ha fatto la canapa? Come fa una pianta ad essere fuorilegge? Abbiamo messo fuorilegge una pianta. A causa di uno degli usi più stupidi. Fumarla è uno degli usi più stupidi. È come se tu bevi, ti viene un po’ di cirrosi e mettiamo fuorilegge la vigna!
Iniziava così il mio monologo durante un mio spettacolo nel ’97. Fui accusato da tutti per aver solo semplicemente utilizzato il termine spinello. Da allora non ho mai taciuto il mio pensiero, come sempre d’altronde.
Quando ho ricevuto il libro di Matteo, a mio avviso uno dei testi più completi sull’argomento canapa, non ho potuto che esaltare il suo impegno e sostenerlo in una delle battaglie più controverse del nostro Paese.
Sono queste le grandi battaglie da compiere, che possono stravolgere interessi economici cosmici e cambiare la vita di ognuno di noi. La politica è questo, si fa fuori dal palazzo, è tra le pagine di questo libro, in cui Matteo ci accompagna in un mondo affascinante, ai più sconosciuto, attraverso storie, aneddoti e luoghi.
Lo fa con la sua vita pazzesca, con il suo lavoro e con il suo giornale. Complimenti quindi a questo giovane scrittore che ci racconta del mondo della canapa con passione, preparazione e curiosità. Leggetelo e passate parola! In alto la canapa!

Beppe Grillo parteciperà al convegno dei terrapiattisti: «Cervelli che non scappano davanti a nulla»


Di Valerio Berra

«I terrapiattisti sono cervelli che non fuggono». Forse provocatorio, forse ironico, forse deciso. Beppe Grillo ha annunciato con un post sul suo profilo Facebook che parteciperà a Terra piatta: tutta la verità, il convegno che si terrà a Palermo domenica 12 maggio. Se mai doveste incontrare qualcuno dei relatori per strade o a cena, noi di Open abbiamo scritto una guida per rispondere punto su punto alle loro tesi
Programma e intenzioni dei relatori sono diventati virali nelle ultime settimane. Scopo dell'evento è soprattutto quello di dimostrare che la forma della Terra non è quella di un geoide, ma piuttosto quella di un disco, con ai margini una barriera di ghiaccio alta centinaia di metri.

Le parole del fondatore del Movimento 5 Stelle


Difficile pensare che Beppe Grillo si stia convincendo che la Terra è piatta. Il motivo della sua adesione sembra essere un altro: «Ho deciso di partecipare, a maggio, al primo congresso dei terrapiattisti italiani. Voglio stare in mezzo a un po’ di cervelli che non scappano davanti a nulla, nessun pregiudizio, nessuna legge della fisica é definitiva».



Durante il convegno cinque esperti si alterneranno per affrontare diversi temi. Si parte ovviamente dalla forma del nostro Pianeta, ma il programma si allarga verso varie derive complottiste. Dalle "bugie" sulla conquista della Luna, a Tartaria (dimenticato impero dei giganti), fino agli esperimenti pratici sulla differenza di pressione tra atmosfera e spazio siderale.

“Assange è l’eroe dei nostri tempi”: Di Battista e Freccero insieme (sul blog di Grillo) in difesa dell’ideatore di Wikileaks



Il titolo non è immediatamente comprensibile: “L’ultimo parresiasta“. Più diretto l’inizio di una lunga difesa di Julian Assange che l’ex deputato del M5s Alessandro Di Battista e il direttore di Rai2 Carlo Freccero firmano insieme sul blog di Beppe Grillo: “Julian Assange – scrivono – è l’eroe dei nostri tempi“. Come lui, aggiungono Di Battista e Freccero, ce ne sono pochi altri, tutte figure simili: Edward SnowdenChelsea Manning “e tutta la platea degli hacker anonimi che combattono il sistema”.
Un tempo, si sottolinea nell’articolo, “gli eroi uccidevano il drago, sbaragliavano con la loro forza le falange nemiche, si cimentavano in imprese fisiche impossibili. Ma anche allora la forza non era sufficiente. L’eroe, per essere tale, doveva combattere il male”. Per Di Battista e Freccero “non è Assange che denuncia il lato oscuro del potere che dovrebbe restare segreto. E’ il potere stesso, messo a nudo, che testimonia le sue nefandezze attraverso mail, documenti, filmati” scrivono. “Forse non tutti sanno che Assange ha studiato filosofia. Tutta la sua vita è un esempio che ci incita a combattere non solo per benefici economici concreti, ma per valori come dignità e verità – sostengono Freccero e Di Battista – Essere complici o solo indifferenti nei confronti di quel potere che ci nega la verità perché ci ritiene incapaci di intendere e di volere, ci spoglia della dignità di cittadini che la democrazia, prima di trasformarsi in neodemocrazia, riconosceva tutti”.

Che cos’è oggi il male?, si chiedono ancora Di Battista e Freccero nel post. “C’è un male ufficiale e un male reale. La propaganda capovolge il concetto di male, ma, per chi dissente, il male è la propaganda stessa. Nell’epoca del pensiero unico qualsiasi nefandezza diventa presentabile: guerresfruttamento, riduzione in schiavitù. La propaganda, con la sua neolingua, ce le presenterà come missione di pace, aiuti umanitari, soccorso agli ultimi. Tutto questo è il “bene” che il cittadino comune non può mettere in discussione, pena l’emarginazione sociale. C’è oggi, socialmente come il caso Assange ci insegna, un unico delitto veramente grave: mettere in discussione il pensiero unico. Ma per chi pensa che il pensiero unico sia il male, Assange è un eroe, perché del pensiero unico, ci mostra il lato segreto”. E viene ricordato tutto ciò che è diventato noto con l’attività di Assange: “I militari americani in Iraq che giocano a tirassegno con i civili e si compiacciono della loro mira; Hillary Clintonla cui ambizione personale ha causato la distruzione dello Stato libico e il colpo di Stato in Honduras. E’ l’autofalsificazione di una narrazione buonista che la propaganda non è in grado né di combattere né di recuperare, perché le testimonianze derivano dalla fonte stessa che si vorrebbe scagionare”.
Insomma: “La verità è potere, è cosa per le élites, interdetta al popolo. Come ci ricorda Varoufakis nel suo diario Adulti nella camera – tradotto in francese come Conversazioni tra adulti – la divisione della società tra popolo ed élites, fa della verità un obiettivo coscientemente negato al popolo in quanto immaturo, infantile, incapace di gestirla. Come Prometeo ha rubato il fuoco agli dei per darlo agli uomini, così Assange ruba la verità alle élites per renderla pubblica”.

Grillo e Renzi firmano patto pro vax di Burioni. Ecco cosa prevede


(AdnKronos Salute) - Matteo Renzi e Beppe Grillo insieme a difesa della scienza. I due hanno firmato un patto trasversale contro pseudoscianza, ciarlatani e fake news. A compiere il 'miracolo' il virologo Roberto Burioni, che ha pubblicato il 'Patto trasversale per la scienza' - firmato oltre che da Beppe Grillo e da Renzi anche da Enrico Mentana, Guido Silvestri (Emory University, Atlanta), Mina Welby (Associazione Luca Coscioni). "Oggi è successa una cosa molto importante", scrive Burioni sul suo sito 'Medical Facts': "Beppe Grillo e Matteo Renzi hanno sottoscritto (insieme a molti altri) un patto a difesa della scienza. Perché ci si può dividere su tutto, ma una base comune deve esserci. La scienza deve fare parte di questa base. Perché non ascoltare la scienza significa non solo oscurantismo e superstizione, ma anche dolore, sofferenza e morte di esseri umani. Ha detto Albert Einstein che la 'scienza, al confronto con la realtà, è primitiva e infantile. Eppure è la cosa più preziosa che abbiamo'. Oggi sono molto contento, perché due persone rivali e distanti sono d'accordo sul fatto che non possiamo permetterci di buttarla via".Patto trasversale per la scienza, cosa prevede
"Nella scienza non si crede: o si capisce oppure non si capisce. E’ una modalità di comprensione delle cose del mondo che deve essere capace di prescindere da qualsiasi pregiudizio (quindi anche relativamente ad un certo vaccino o modalità di vaccinazione della popolazione). Il rapporto matematica/realtà naturale non è ancora del tutto chiaro. La scienza procede, senza timori attraverso il dubbio (anche su se stessa). La scienza, ed il suo mondo, hanno bisogno di sopravvivere, come qualunque altra cosa. Per questo condivido con voi il Patto Trasversale per la Scienza, perchè il progresso della scienza deve essere riconosciuto come un valore universale dell’umanità e non può essere negato o distorto per fini politici e/o elettorali", si legge sul sito del comico genovese.

Autismo, Elio si sfoga: "Ora Grillo mi fa inc..."


Di Franco Grilli

Le parole di Grillo sugli autistici fanno ancora discutere.

Il fondatore del Movimento dal palco della festa M5s del Circo Massimo di Roma ha paragonato i politici agli autistici. Un paragone sprezzante che di fatto ha sollevato le proteste delle associazioni che seguono gli autistici e i genitori dei bambini con questa patologia. Tra questi c'è anche Elio che con una lettera a Grillo (pubblicata dal Fatto) ha voluto mandare un messaggio chiaro al comico ligure: "Egregio sig. Grillo, sono Elio, quello della terra dei cachi. Ho ascoltato le Sue parole sui politici autistici e a parte che non mi hanno fatto ridere, ma far ridere oggi è difficile, Le confesso che mi hanno fatto proprio incazzare", si legge nella lettera sfogo di Elio.
Poi arriva l'affondo. Il cantante punta il dito contro Grillo e lo mette davanti alle sue responsabilità: "Signor Grillo - prosegue Elio - lo so che quando ci si accalora per questioni importanti magari si dicono cose un po’ forti. Basta chiedere scusa e se l’interlocutore è intelligente tutto va a posto. Noi genitori dell’autismo siamo molto intelligenti. Le scuse però non le ho viste. Ho letto invece una dotta e accorata difesa del sig. Fini Massimo, il quale dice che allora si dovrebbero inca... anche ciechi esordi. C’è una differenza sostanziale: se uno ha problemi di udito va dall’otorino, se ha problemi di vista va dall’oculista. Quelli dell’autismo non sanno dove c.... andare".
A questo punto Elio si racconta. Parla della sua esperienza personale, parla del suo ruolo di padre che tutti i giorni deve fare i conti con l'autismo: "Se ti nasce un figlio autistico, parte una specie di orrida caccia al tesoro in cui pochissimi fortunati riescono a trovare persone competenti che A PAGAMENTO iniziano una terapia abilitativa del bambino; gli altri, cioè quasi tutti, continuano a non sapere dove sbattere la testa. E l’incubo, sig. Grillo, L’INCUBO è solo all’inizio; perché quando il bambino cresce e diventa uomo non lo tiene più nessuno, men che meno i genitori ormai anziani. E l’incidenza dei nati autistici sta aumentando a ritmi vertiginosi, ormai siamo a 1 su 50. Significa che se i suoi figli avranno dei figli c’è il 2% di probabilità che saranno autistici, sig. Grillo". Infine arriva un appello al comico perché fimri la petizione lanciata su change.org da Uniti per l'autismo: "Con suo aiuto potremmo raddoppiare le firme...". Beppe raccoglierà l'invito?

Grillo contro il Quirinale, protestano le opposizioni. E il M5S lo scarica: "No riforma"


Di Giovanna Stella

Per Beppe Grillo ci sono troppi poteri, troppe cariche e quindi tutto va cambiato.
E tra una battuttina e l'altra, dove di mezzo ci finisono Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Giuseppe Conte, Grillo non perde occasione di attaccare il Quirinale. "Bisognerebbe togliere i poteri al Capo dello Stato, dovremmo riformarlo - ha urlato -. Un Capo dello Stato che nomina 5 senatori a vita, presiede il Csm, è a capo delle forze armate, non è più in sintonia col nostro modo di pensare". Un attacco che ovviamente ha fatto scattare in piedi tutte le opposizioni che si sono schierate dalla parte di Sergio Mattarella.

La reazione del Pd

Dal Pd a Forza Italia, quasi tutte le forze che esulano dalla maggioranza gialloverde bloccano Grillo e la sua sparata. A dare il via alle reazioni è il segretario del Pd Maurizio Martina, che pochi minuti dopo l'intervento di Grillo attacca il comico in difesa del Colle. "Il comico miliardario prenda in giro chi vuole - dice - non c'è alcun problema a farsi due risate al circo di domenica, ma lasci stare la Costituzione e il ruolo di garanzia del Quirinale. Il Capo dello Stato non si tocca caro Grillo".

La reazione di FI

Anche Forza Italia blocca la sparata di Grillo e subito Mariastella Gelmini difende il Capo dello Stato: "‪Gli attacchi sguaiati di Beppe Grillo alla Presidenza della Repubblica dimostrano ancora una volta la natura primordiale eversiva del Movimento Cinque Stelle. Stanno al governo ma sognano di sovvertire le regole democratiche e costituzionali del nostro Paese. Irresponsabili al potere".
Da FI arrivano anche le parole di Mara Carfagna: "L'attacco ai poteri del Capo dello Stato è un grande classico di chi non ha niente da dire. Pensare di poter intimidire Sergio Mattarella è l'ennesimo errore politico del Movimento 5 Stelle, che ha un atteggiamento sempre più anti-italiano. Capiamo l'esigenza di Beppe Grillo di dover parlare d'altro dal momento che dal condono alla Tap, il governo di cui è azionista di maggioranza non è riuscito a mantenere la parola data su un solo tema. Sul palco insieme a lui c'era del resto un Presidente del consiglio nominato, mai eletto da nessuna parte. Altro che togliere poteri al Presidente della Repubblica: noi pensiamo che il nostro Paese abbia bisogno di un Capo dello Stato più forte, eletto direttamente dagli italiani e per questa ragione proponiamo da tempo una riforma dello Stato in senso presidenziale".
Ovviamente, si è creato un vero caos intorno alle parole di Beppe Grillo. C'era da aspettarselo. E ora il M5S tenta di tamponare le ferite con una nota: "Nè le forze di maggioranza nè il governo intendono riformare i poteri del Presidente della Repubblica. Tale proposito non è infatti presente nel contratto di governo, si sottolinea e si fa inoltre notare che Grillo non riveste ruoli istituzionali".
Dal MoVimento, quindi, ribadiscono piena fiducia nel ruolo di garante della Costituzione del Presidente Sergio Mattarella. E scaricano Grillo.

Grillo incontra l’ex presidente Uruguay José Mujica: “Filosofo della politica , hai messo al centro la persona”

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“Da tempo le nostre strade si incrociavano ed oggi siamo riusciti a conoscerci”. Così Beppe Grillo ha salutato sul suo blog l’ex presidente dell’Uruguay José ‘Pepe’ Mujica che ha incontrato a Milano nel corso di “Barber shop. Un’idea in testa”. Durante il loro faccia a faccia, il fondatore del Movimento 5 stelle lo ha definito “un pensatore straordinario“, “un filosofo della politica”. “Tu hai messo al centro la persona“, ha detto Grillo a Mujica che solo poche settimana fa ha annunciato le sue dimissioni da senatore “ma non dalla mia battaglia per le idee”.
“Questo è un Paese di vecchi dentro. Visioni del mondo di due giorni, visioni dell’energia di due giorni”, ha detto Grillo all’ex presidente dell’Uruguay. “Oggi abbiamo 8 milioni di poveri che hanno tre lavori, quindi il lavoro non garantisce che uno emerga dalla povertà. E’ triste, non c’è tempo per stare con la propria famiglia. I raccoglitori agricoli dell’antichità lavoravano 4 ore e poi parlavano”, ha aggiunto nel corso del suo intervento. “I nomadi Kalahari lavorano due ore, e vivono, e il resto del tempo lo passano facendo festa”, gli fa eco Mujica. “Noi abbiamo perso l’intelligenza della povertà. Oggi compri falsi, vitello per manzo, plastica per pelle, consumiamo per vendere, vendiamo per produrre e produciamo per lavorare. Un bambino ha 200 giochi in casa, ma gioca con dieci. Siamo la società del parossismo“, ha aggiunto ancora il fondatore del M5S.

Poi Grillo ha parlato a Mujica del “suo” Movimento, “nato dagli spettacoli che facevo, parlavo di economia, politica, tecnologia. Un comico e un manager dell’Olivetti (Gianroberto Casaleggiondr) hanno creato questa cosa inaspettata, una bomba, nata senza soldi. E l’utopia si è realizzata, nessuno lo pensava. E siamo arrivati al governo mettendoci il rapporto con questa Lega che…teniamo in equilibrio, con un accordo con dei programmi precisi”.  “Io sono per il reddito universale – ha continuato Grillo – il diritto dell’uomo ad avere un reddito, per me e per il M5S è un punto fondamentale. E’ rovesciare il mercato del lavoro e mettere la persona al centro e dare gli strumenti alla persona di diventare Leonardo Da Vinci, Shakespeare, D’Annunzio“.

Opposizioni, dove siete? Beppe Grillo scrive una lettera al Fatto: "Il Governo colma il vuoto e si fa la guerra da solo"

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Dove siete? Questo chiede Beppe Grillo alle opposizioni in una lettera pubblicata dal Fatto Quotidiano in cui segnala che il Governo si trova "l'Europa dell'establishment contro, il capitalismo finanziario, i media pure e nessuno sembra mancare all'appello, tranne l'opposizione. Non c'è l'opposizione, sembra di essere circondati da un gruppetto di prefiche e non di costruttori di alternative".
Il fondatore del Movimento 5 Stelle prosegue:
"Questo Governo sembra stia tentando di colmare il vuoto sviluppando una sua opposizione interna: nazionalizzare o fare delle concessioni con delle regole a favore dei cittadini? Non è un dissidio, è un semplice confronto"
Grillo accomuna le strategie comunicative delle opposizioni a quelle del gruppo Autostrade nel caso del ponte di Genova.
"In tv ripetono incessantemente di essere stati un po' distanti dalla gente ... scopiazzando dalla conferenza stampa di Aspi, deve essere un mantra della comunicazione condiviso in qualche Think Tank interparassitario"
C'è però un luogo, scrive ancora Grillo, in cui si può trovare ancora l'opposizione, quel Meeting di Cl a Rimini che sta per concludere la sua edizione 2018.
"Se vuoi sapere come la pensano davvero, devi andare a Rimini dove, comunque tu ci sia arrivato, Autostrade per l'Italia non ti abbandona mai, eccola ad accoglierti insieme agli altri sponsor maggiori del Meeting di Cl. Furibonda, disperatamente alla ricerca di un eufemismo, Lucia Annunziata li aveva appena chiamati "conigli" ... ma si sbagliava, sono lì, pronti a rilasciar dichiarazioni dall'alto di supersponsorizzati altari saccenti. È proprio fra le braccia dell'arroganza che ci si lascia andare più fiduciosamente ed esternare. E così le prime dichiarazioni politiche circa il disastroso stato delle infrastrutture del Paese le hanno fatte lì" [...] "Il tono è pacato, i fastidiosi pruriti e le timidezze si trasformano in una paternalistica posa di rimprovero contro chista lavorando per sistemare decenni di degrato strutturale e morale del Paese. Eccola l'opposizione, rinfrancata dal tono assolutorio della gran lobby: la fiducia nel confessionale della Compagnia Delle Opere non manca mai".

Grillo: “Le carceri sono progettate per creare dolore, vanno azzerate”

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Beppe Grillo, garante del Movimento 5 Stelle, ha pubblicato un post sul suo blog in cui esprime una valutazione sul sistema carcerario.
“Il sistema punitivo che stiamo adottando è antico come il mondo, ma soprattutto non funziona. Non funziona e mi pare che sia sotto gli occhi di tutti”, scrive il comico genovese.
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L’articolo riporta alcuni dati: “L’ultimo rapporto dell’Associazione Antigone parla chiaro, dalla fine del 2015 ad oggi il numero dei detenuti in Italia è cresciuto davvero tanto, ben 6.098 in più. Il sovraffollamento è pari al 115,2 per cento. Inoltre molte sezioni di molti carceri non vengono utilizzate”.
Ma il vero problema, secondo Grillo, sarebbe un altro: i recidivi.
“Ad oggi sono un numero incredibile. Su circa 58mila detenuti, solo il 37 per cento non avevano mai commesso altri crimini, per il restante 63 per cento le mura dello Stato erano già note, addirittura il 13 per cento di loro (più di 7mila persone) avevano dalle 5 alle 9 precedenti carcerazioni”, spiega.
Secondo Grillo, “rinchiudere una persona per anni dentro una stanza, oltre ad essere una tortura senza senso, non porta a nulla e non capisco quali risultati dovrebbe portare”.
Grillo continua affermando che “le carceri sono una struttura progettata per infliggere legalmente dolore, uno strumento di controllo sociale e un vero e proprio business”.
“Dobbiamo capire che lo stato delle nostre prigioni non solo è il prodotto del crimine, ma dello stato generale della cultura di un paese” e che “dobbiamo tendere a un mondo a carceri zero, o almeno, al minimo possibile”, aggiunge Grillo.
Il garante del M5S è convinto che “la soluzione penale diventa una delle possibilità, non più la sola. La punizione diventa una, ma solo una, tra diverse opzioni. 

Beppe Grillo intervistato dall'ex presidente dell'Ecuador Correa: 'Sono fiero di essere populista'

Risultati immagini per Beppe Grillo a Rafael Correa: "Yo estoy orgulloso de ser populista"

Di Salvatore Santoru

Nella nuova edizione del programma dell'edizione spagnola di Russia Today "Conversando con Correa", l'ex presidente dell'Ecuador ha intervistato Beppe Grilo.
Come riportato dalla stessa RT(1) e ripreso da l'Antidiplomatico(2), nell'intervista Grillo ha sostenuto di essere fiero di essere considerato un populista.

Inoltre, Grillo ha affermato che sta scomparendo il 'mondo della vecchia politica' e dei 'vecchi partiti' e che l'obiettivo(dei 5 Stelle) sia quello di "mettere gli esseri umani al centro' e di 'sostenere gli individui con un reddito', in modo da poter esprimere la loro creatività. 

NOTE:

(1) https://actualidad.rt.com/programas/conversando-correa/279881-beppe-grillo-rafael-correa-orgulloso-populista

(2) https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-beppe_grillo_a_rafael_correa_sono_orgoglioso_di_essere_populista/82_24607/

Grillo vs Amendola: "C'è qualcuno che campa col gioco d'azzardo". L'attore romano: "Sto querelando"

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"Sto querelando. Ritengo ci siano i requisiti per farlo. Ritengo queste affermazioni gravemente lesive per la mia immagine e per questo agirò davanti al giudice competente. Non faccio altre dichiarazioni su consiglio dei miei legali". Replica con queste poche parole Claudio Amendola all'attacco rivoltogli da Beppe Grillo sul suo blog che se la prende con l'attore e regista romano e con lo scrittore Edoardo Albinati che hanno entrambi criticato le politiche del governo sull'immigrazione.
"Tutti quanti confidano nelle differenze fra noi e la Lega, perché sono come fantasmi che non riescono a toccare palla nel mondo reale: non gli resta che sfogarsi e invocare disgrazie, come quel premio strega che si augurava morisse un bambino sull'Aquarius, credevo fosse soltanto un brutto scherzo del web. Ma dopo neppure 10 giorni si stanno albinatizzando tutti quanti, una trasformazione che fa pensare più al finale di mezzogiorno e mezzo di fuoco che ad un paese ed un partito democratico. Gente che campa pubblicizzando il gioco d'azzardo augura a noi ogni male possibile, non vogliono vivere in un paese con i porti chiusi (forse temono qualche bisca di stato in meno)". Così Beppe Grillo sul suo blog se la prende presumibilmente con lo scrittore Edoardo Albinati e con l'attore e regista Claudio Amendola che hanno criticato le politiche sull'immigrazione.
Il primo è finito al centro di alcune polemiche con il governo a metà giugno: Salvini infatti ha postato un video dove Albinati diceva di aver desiderato "che morisse qualcuno sulla nave Aquarius" per vedere che cosa avrebbe fatto il governo, mentre Amendola, che interpreta uno spot sulle scommesse, due giorni fa ha sostenuto di non voler vivere "in un Paese che chiude i suoi porti".
"Salvini sta dando voce a un sentimento che è più lontano da me di qualunque cosa voi possiate pensare, ma vedo che è un sentimento che purtroppo fa proseliti e che cresce in Italia. Ho intuito che Salvini cavalcava delle sensazioni che sono facili, sono naturali nell'uomo, sono semplici da portare avanti", ha affermato l'attore, "Io credo che stiamo perdendo di vista la nostra indole, che è quella di un Paese con quattromila chilometri coste, siamo 'partenti' e siamo 'arrivanti'. Non possiamo nascondere questa nostra antichissima tradizione: siamo un popolo di mare - ha aggiunto -. Anche chi vive in Padania in qualche modo è un mezzo marinaio. Tutti noi dobbiamo avere un pochino di coscienza e un pochino di paura, di non lasciare andare questo meraviglioso paese in una deriva che non ci appartiene e non ci è mai appartenuta, credo sia il momento di risvegliare delle coscienze un po' troppo sopite".

Beppe Grillo comunica la notizia della morte di Salvo Mandarà: "Lottava da tempo con la leucemia"

È morto Salvo Mandarà, l'operatore dello Tsunami Tour di Beppe Grillo, che aveva a lungo collaborato anche con la web tv del Movimento, La Cosa. A darne annuncio è stato lo stesso Grillo tramite un post su Facebook:
Se ne è andato Salvo Mandarà.
Lottava da tempo contro la leucemia.
Salvo viaggiò con noi in camper nel 2013 durante tutto lo Tsunami Tour facendo le dirette da tutti i palchi d'Italia con un semplice smartphone. Le dirette che fece in quei 40 giorni furono seguite da milioni di persone. Gli dicevo sempre che quando si metteva il cappuccio per ripararsi dal freddo somigliava a Igor, lo straordinario personaggio di Frankenstein Junior. Lui rideva come un matto e diceva "Lupo ululà e castello ululì." Che tempi, che ricordi!
Salvo poi giustamente seguì la sua strada, ma l'affetto che ci legava è sempre rimasto intatto.
Ciao Salvo e grazie di tutto.
Con affetto,
Beppe

Vertice fiume da Casaleggio in vista della campagna elettorale. Grillo critico sulla comunicazione di Di Maio

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Di Gabriella Cerami
Da Genova è arrivato Beppe Grillo. Da Roma sono giunti Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, e i due probiviri Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede. Da tempo a Milano, nella sede della Casaleggio associati, non si vedeva un vertice M5s come quello di oggi, necessario per dare uno slancio in avanti, e anche una sterzata, alla costruzione della premiership addosso a Luigi Di Maio. Non tutto è andato per il verso giusto, Beppe Grillo non nasconde il suo disappunto per la gestione sul fronte della comunicazione, dal confronto tv con Renzi alla visita a Washington. E poi il dispiacere di non essere riusciti in Sicilia a sfondare il muro dell'astensione.
Negli uffici di Davide Casaleggio, in una via centralissima di Milano, il candidato premier è arrivato per primo, dopo essere stato alla Confesercenti, accompagnato da Stefano Buffagni, consigliere regionale della Lombardia, sempre più vicino ai vertici. A poco a poco sono giunti tutti gli altri. Il nuovo assetto grillino è come se si fosse di fatto formalizzato in questa lunga giornata negli studi della Casaleggio associati dove da sempre i pentastellati prendono le decisioni che contano.
"Puntare sui temi", è lo slogan ripetuto da tutti i partecipanti alla fine del vertice. Perché anche di questo si è parlato e di dove andare a prendere i voti e in quale bacino pescare: "Il nostro avversario è il centrodestra. Quindi dobbiamo tornare a parlare alla sinistra e a chi non va votare. Mettere al centro dell'agenda i temi sociali, come il reddito di cittadinanza, l'abolizione dell'articolo 18 o della Legge Fornero". Ma soprattutto le scelte, quindi tutto ciò che ruoterà attorno a Di Maio come capo politico del Movimento, dovranno essere condivise e ponderate - così sarebbe stato detto - per evitare alcuni sbagli commessi in questa prima fase da candidato premier, come la decisione di sfidare Matteo Renzi a un dibattito tv per poi tirarsi indietro. E il vertice di oggi, in particolare quello più ristretto, va visto anche in quest'ottica, cioè nella decisione di condividere le scelte.
Un ruolo sempre più importante lo giocherà Buffagni poiché, si è detto durante la riunione, "dobbiamo attecchire al Nord, dove ancora le nostre percentuali sono basse, ma possiamo crescere". Non è un caso infatti se Di Maio dopo aver trascorso tre mesi in Sicilia per campagna elettorale, appena tornato da Washington, sta trascorrendo il fine settimana a Milano tra incontri con Confprofessioni e iniziative che riguardano l'ambiente come piantare gli alberi nella periferia del capoluogo lombardo. Il consigliere regionale, esperto di temi economici, è colui che ha il polso della situazione e che darà una mano al candidato premier per parlare soprattutto con le imprese: "Presto annunceremo la nostra riforma del fisco", dice Di Maio.
"Abbiamo parlato di programma e di campagna elettorale. Come sarà la campagna? Immagino ci seguirete", si limita a dire Bonafede. E Fraccaro, accanto a lui prima di infilarsi su un taxi aggiunge: "Tutto bene, sarà una campagna elettorale bellissima. Tante idee". Alessandro Di Battista va via correndo: "Devo andare a Ostia a chiedere la campagna elettorale. Abbiamo parlato di campagna elettorale, c'è tanto entusiasmo". E anche lui sale su un taxi diretto in aeroporto. Infine c'è Grillo, che lascia la sede della Casaleggio associati nascosto nel sedile di dietro di una macchina. Gli ultimi ad andar via sono Di Maio e il notaio che da sempre segue le vicende M5s: "Sta facendo il punto con Luigi prima di andare all'incontro di Confprofessioni", viene spiegato. Anche in questo caso sarebbe un modo per fare in modo che la figura di Di Maio, candidato premier, venga seguito con maggiore condivisione.

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