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È stata arrestata Lara Comi, ex europarlamentare di Forza Italia



Lara Comi – ex europarlamentare di Forza Italia – è da questa mattina agli arresti domiciliari, in seguito a un’operazione della Guardia di Finanza di Milano e di quella di Busto Arsizio. La stessa operazione ha portato all’imposizione degli arresti domiciliari anche per Paolo Orrigoni, amministratore delegato della catena di supermercati Tigros, e alla carcerazione di Giuseppe Zingale, direttore generale dell’agenzia per il lavoro AFOL Metropolitana. ANSA scrive che i tre sono accusati, a vario titolo, «di corruzione, finanziamento illecito e truffa» e Sky TG24 spiega che «l’operazione è un nuovo filone della maxi indagine ‘Mensa dei poveri’, che il 7 maggio portò a 43 misure cautelari eseguite – tra gli altri – nei confronti dell’ex coordinatore di Forza Italia a Varese Nino Caianiello, del consigliere lombardo ‘azzurro’ Fabio Altitonante e dell’allora candidato alle Europee e consigliere comunale in quota FI Pietro Tatarella».
Sempre Sky TG24 spiega che Comi risponde di tre diverse vicende: la prima ha a che fare con «due contratti di consulenza ricevuti dalla sua società», la seconda riguarda un presunto finanziamento illecito e la terza riguarda l’accusa di «truffa aggravata al Parlamento europeo».

Berlusconi lancia Altra Italia: 'Sarà federata a FI'


Di Salvatore Santoru

Silvio Berlusconi ha lanciato 'Altra Italia'. Il nuovo movimento del Cavaliere sarà federato all'attuale partito da lui fondato e guidato, Forza Italia.
Come riportato dall'ANSA, lo stesso politico di centrodestra ed ex presidente del Consiglio italiano ha detto che "Penso alla creazione di due o tre nuclei di Altra Italia per ogni regione, prendendo anche il meglio delle liste civiche che si ispirano ai nostri valori"(1).

Inoltre, Berlusconi ha anche affermato che sarà "una struttura giovane che si federi con Forza Italia senza ruoli di preminenza dell'una sull'altra. Da qui potrà nascere il mio successore". 


Più specificatamente, Berlusconi ha affermato ciò in un'intervista concessa a Bruno Vespa, durante la presentazione del nuovo libro del giornalista chiamato "Perché l'Italia diventò fascista (e perché il fascismo non può tornare)".


NOTA:


(1) http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2019/11/03/berlusconi-creero-altra-italia-sara-federata-a-fi_90f56150-2851-4f55-bb20-87f539cde4df.html

Tangenti Milano: arrestati sindaco Lega di Legnano, suo vice di Forza Italia e un assessore. Accusa di corruzione elettorale



Gli arresti tra Milano e Lombardia si allargano alla Lega. I finanzieri del Comando Provinciale hanno arrestato il sindaco di Legnano, il leghista Gianbattista Fratus, il suo vice Maurizio Cozzi di Forza Italia e l’assessore alle opere pubbliche Chiara Lazzarini. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip di Busto Arsizio nei confronti dei tre, indagati a vario titolo per turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e corruzione elettorale.
Il sindaco del Carroccio, così come l’assessore, si trovano agli arresti domiciliari. Il forzista Cozzi, vicesindaco e assessore al bilancio, si trova invece in carcere. Gli arresti e una serie di perquisizioni sono stati eseguiti su disposizione della Procura del Tribunale di Busto Arsizio nell’ambito dell’operazione denominata Piazza Pulita.

A fine marzo scorso la giunta Fratus era stata sfiduciata, con le dimissioni di massa dei consiglieri di minoranza e di alcuni dissidenti leghisti, tra cui Federica Farina e Antonio Guarnieri. Uno scontro interno alla maggioranza che si era consumato su alcune scelte del sindaco del Carroccio. L’ultima era stata proprio la nomina ad assessore alle opere pubbliche di Chiara Lazzarini, già presidente della società partecipata Amga Spa e coinvolta in vicende giudiziarie relative alla gestione della stessa società. Situazione su cui deve ancora esprimersi la magistratura, in sede civile. In sede penale invece è già stata prescritta.
Il 19 marzo scorso la minoranza aveva presentato una mozione di sfiduciacontro Lazzarini, per “evidenti ragioni di incompatibilità politica e di possibili conflitti di interesse istituzionale” visto che Amga, la municipalizzata che si occupa di rifiuti, pulizia strade, infrastrutture e manutenzione, “è una società controllata dal Comune, che ne detiene la maggioranza delle quote”. La mozione però non era stata approvata. Il 26 marzo lo scontro aveva comunque portato alle dimissioni dei consiglieri  ma tre settimane dopo, il 18 aprile, il consiglio era tornato operativograzie alla surroga di un consigliere e al parere espresso dal Tar che aveva respinto al richiesta di sospensiva urgente.

La giunta Fratus era quindi tornata al lavoro, ricevendo nel frattempo l’appoggio del segretario nazionale della Lega Lombarda, Paolo Grimoldi, e dei parlamentari Massimo Garavaglia, Fabio Boniardi e Fabrizio Cecchetti. “Un’amministrazione  che fin dal primo giorno del suo insediamento ha lavorato per il bene della città. Siamo pertanto solidalicon il primo cittadino e con la sua squadra, rinnovando loro il totale e incondizionato sostegno da parte nostra e di tutta la Lega”, si legge in una nota del 7 aprile scorso.
L’operazione Piazza Pulita arriva pochi giorno dopo l’inchiesta della Ddache il 7 maggio scorso ha portato all’emissione di 43 misure cautelari e che ha portato all’arresto tra gli altri del vicecoordinatore regionale di azzurro Pietro Tatarella e il sottosegretario all’area Expo della Regione Lombardia Fabio Altitonante. Questa settimana la Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati anche Lara Comi, eurodeputata di Fi, e Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia.

I dettagli dell’operazione odierna – in cui sono impegnati oltre 50 finanzieri – saranno illustrati nell’ambito di una conferenza stampaindetta dalla Procura di Busto Arsizio alle ore 11.30.

Milano, indagata l’europarlamentare Lara Comi. “Finanziamento illecito dal presidente Confindustria Lombardia”



C’è un altro esponente di Forza Italia iscritto nel registro degli indagati della Procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta della Dda che il 7 maggio scorso ha portato all’emissione di 43 misure cautelari e che hanno portato all’arresto tra gli altri del vicecoordinatore regionale di azzurro Pietro Tatarella e il sottosegretario all’area Expo della Regione Lombardia Fabio Altitonante . È Lara Comi, eurodeputata, il cui nome già nei giorni scorsi era emerso nelle carte dell’inchiesta per una intercettazione tra Nino Caianiello e Giuseppe Zingale, dg di Afol (leggi l’articolo di Davide Milosa). L’iscrizione della Comi è legata a quella di Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia e presidente dell’azienda Officine Meccaniche Rezzatesi (Omr) con sede nel Bresciano. Il reato contestato  è il finanziamento illecito. “La consulenza era regolare e non c’è stato alcun finanziamento illecito” dichiara il difensore dell’europarlamentare l’avvocato Gian Piero Biancolella.

Fattura da 31mila euro per una tesi di laurea scaricabile online
All’imprenditore, che ieri per ore è stato sentito come persona informata sui fatti, viene contestato di aver pagato 31mila euro per una consulenza tramite anche una tesi di laurea reperibile anche online. Quei soldi poi sarebbero andati a finanziare illecitamente la campagna elettorale della forzista, già coordinatrice del partito a Varese. Si tratta di una fatturaemessa nel gennaio 2019 da Omr holding ad una società Premium consulting srl, tra i cui soci figura la Comi, candidata alle prossime europee. Bonometti avrebbe finanziato due studi per l’espansione in Europa dei mercati: i soldi secondo gli inquirenti, sarebbero stati versati in due tranche da circa 15mila euro. I titoli degli studi: “Made in Italy: un brand da valorizzare e da internazionalizzare per aumentare la competitività delle piccole aziende di torrefazione di caffè” (2015) e “Metodi statistici per il web marketing”, una tesi già presente online e firmata dall’allora laureando Antonio Apuzza. Ieri l’imprenditore – che a gennaio auspicava un ritorno alle urne – era entrato a Palazzo di Giustizia di Milano da testimone e sentito come altri convocati dai pm Silvia Bonardi, Adriano Scudieri e Luigi Furno e dall’aggiunto Alessandra Dolci. Bonometti ha negato che la fattura fosse un finanziamento al partito spiegando di aver sostenuto economicamente diverse campagne elettorali senza farne mistero. Altri due imprenditori, probabilmente sempre sentiti nelle ultime ore, sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di finanziamento illecito allo stesso candidato. Finanziamento che sarebbe avvenuto con un meccanismo simile.  
I contratti di consulenza sotto la lente degli inquirenti
Nei giorni scorsi era emerso che gli inquirenti indagavano sui contratti di consulenza ottenuti da una società riconducibile all’europarlamentare. In particolare si cercavano riscontri su “contratti di consulenza da parte dell’ente Afol città metropolitana” per un “totale di 38.000 euro”. Il caso di quest’ultima consulenza, sarebbe indicativo – assieme a tanti altri e in base alle intercettazioni –come Caianiello, il “dominus” del sistema corruttivo (leggi l’articolo di Alessandro Madron) e anche di Forza Italia in Lombardia, sarebbe riuscito “con disinvoltura”, “grazie proprio alla collaborazione di alcuni suoi uomini di stretta fiducia, tra i quali l’avvocato Carmine Gorrasi” consigliere comunale a Busto Arsizio, Zingale e Loris Zaffra “ad estendere la sua influenza politica e, parallelamente, quella criminale ben oltre i confini della provincia di Varese”. Secondo gli inquirenti la cifra di 38mila euro sarebbe stata una cifra “preliminare” al “conferimento di un più ampio incarico che può arrivare alla totale cifra di 80.000 euro”. Incarico che avrebbe avuto come contropartita la “promessa di retrocessione di una quota parte agli stessi” Caianiello e Zingale. Per tutta la giornata di ieri, tra l’altro, sono stati ascoltati testimoni e indagati tra cui anche un’avvocatessa ligurecitata proprio da Zingale come colei che, tramite l’eurodeputata avrebbe ricevuto consulenze dall’ente per un progetto. Come ha spiegato lo stesso dirigente interrogato dal gip Raffaella Mascarino che si proponeva di lanciare l’Agenzia per la Formazione, Orientamento e Lavoro in Europa.

L’inchiesta, formata da tre tranche, prosegue con gli approfondimenti su tutti i fronti. Uno dei quali è la nomina di Luca Marsico, l’ex socio di studio del Presidente della Lombardia Attilio Fontana, ed ex consigliere azzurro, finito con una delibera di giunta tra i componenti del Nucleo di valutazione degli investimenti della Regione e che è costata al governatore lombardo una informazione di garanzia per abuso di ufficio. Una nomina avvenuta “in quota Lega. Lui mica può rimanere in Forza Italia eh!” come diceva proprio Caianiello.

Tangenti, 28 arresti a Milano: anche Tatarella e Altitonante di Forza Italia. “Finanziamento illecito a Fratelli d’Italia”



Gli appalti dell’Amsa, l’azienda dei rifiuti milanese, e il Piano di governo del territorio della Regione Lombardia. Erano i terreni di caccia di molti dei politici, amministratori pubblici e imprenditori finiti nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia che questa mattina ha coinvolto 95 persone tra Lombardia e Piemonte: 43 le ordinanze di custodia cautelare eseguite all’alba dai carabinieri di Monza e dalla Guardia di Finanza di Varese, di cui 12 in carcere, 16 ai domiciliari, 3 con obbligo di dimora e 12 con obbligo di firma. Le accuse: associazione a delinquere aggravatadall’aver favorito una cosca mafiosa, abuso d’ufficio, finanziamento illecito ai partiti e corruzione per spartirsi e aggiudicarsi appalti pubblici. Il tutto grazie a quella che i magistrati definiscono una “altissima capacità di influire sui vertici di diverse partecipate pubbliche” e al “senso di impunità derivante dalla possibilità di controllare direttamente vari settori delle istituzioni“.


Tra gli arrestati ci sono il consigliere comunale milanese e vicecoordinatore regionale di Forza Italia Pietro Tatarella, candidato alle Europee nella circoscrizione di Nord-Ovest ora in carcere (secondo i pm era a “libro paga” di un imprenditore) e il sottosegretario forzista all’area Expo della Regione Lombardia Fabio Altitonanteai domiciliari. Ma c’è anche l’ex coordinatore provinciale di FI a Varese, Gioacchino Caianiello, già condannato in via definitiva nel 2017 per concussione e ora accusato di “istigazione alla corruzione” nei confronti del presidente della Regione Lombardia, il leghista Attilio Fontana.
La posizione di Attilio Fontana – Il governatore è parte offesa e non risulta indagato: nei giorni scorsi è stato ascoltato dai pm milanesi per chiarire il tentativo di corruzione da lui subito. “Non dico nulla, ho letto che io sono parte offesa. Quindi per rispetto della magistratura le cose che dovrò dire le dirò a loro”, ha commentato. Dalle indagini è emerso come nel marzo 2018 Caianiello avrebbe proposto assieme al direttore generale dell’ente Afol Metropolitana, Giuseppe Zingale, a Fontana di mettere quest’ultimo, suo uomo di fiducia, a capo del settore Formazione della Regione in cambio di consulenze da affidare al socio dello studio legale di Fontana, il consigliere regionale uscente Luca Marsico, che sarebbe così stato risarcito per la mancata rielezione. Un’ipotesi di scambio, contestata dai pm, in cui il governatore lombardo figura come parte offesa perché, pur senza denunciare la proposta, avrebbe spiegato a Caianiello di voler esplorare altre possibilità rispetto al futuro di Marsico. “A riguardo il procuratore Francesco Greco ha spiegato in conferenza stampa: “Stiamo verificando la sua posizione, sarà sentito prossimamente”. Alla domanda “ma il governatore non aveva il dovere di denunciare come pubblico ufficiale?” il pm ha replicato: “Potrebbe essere in caso di episodio occasionale, ma dati i rapporti di lunga data con Caianiello potrebbe non aver percepito l’illiceità del comportamento“.

Chiesta autorizzazione all’arresto per il deputato Diego Sozzani – La Procura ha chiesto poi alla Camera l’autorizzazione all’arresto ai domiciliari del deputato forzista Diego Sozzani per finanziamento illecito. Turbativa d’asta e corruzione sono invece i reati ipotizzati a carico del responsabile operativo dell’Amsa, la municipalizzata che gestisce i rifiuti di Milano, Mauro De Cillis. In totale sono 95 le persone coinvolte nell’inchiesta coordinata dal Procuratore aggiunto e responsabile della Direzione distrettuale antimafia di Milano Alessandra Dolci e dai pm Silvia Bonardi, Adriano Scudieri e Luigi Furno.
D’Alfonso pagava Tatarella con consulenze, viaggi e auto – Due i filoni principali di questa inchiesta che ha scoperchiato un sistema consolidato di comportamenti ritenuti illeciti nella pubblica amministrazione della Regione Lombardia amministrata dalla maggioranza di centrodestra Lega-Forza Italia. Il primo riguarda gli appalti dell’Amsa e di parecchie partecipate pubbliche. Un altro, quello varesino e che ha come personaggio principale l’ex coordinatore provinciale Gioacchino Caianiello, riguarda invece il Piano di governo del territorio e le sue varianti. Il sistema aveva come punti di riferimento di volta in volta tre personaggi. Caianiello, Pietro Tatarella e l’imprenditore del settore rifiuti e bonifiche ambientali, Daniele D’Alfonso della Ecol-Service srl, l’unico al quale è stata contestata anche l’aggravante di aver agevolato il clan di ‘ndrangheta dei Molluso di Buccinasco, facendone lavorare uomini e mezzi negli appalti presi pagando appunto tangenti.

Ed è proprio D’Alfonso che, secondo la ricostruzione di inquirenti e investigatori, attraverso fittizie consulenze e altre utilità, avrebbe remunerato stabilmente Tatarella con consulenze fittizie da 5mila euro al mese“oltre all’erogazione di una serie di utilità quali pagamenti di biglietti aerei, di viaggi di piacere, l’uso di una serie di autovetture, la disponibilità di una carta di credito American Express abilitata al prelievo di contante”, come si legge nell’ordinanza del Gip. In cambio il forzista l’avrebbe favorito negli appalti dell’Amsa, in particolare, e l’avrebbe introdotto in altri appalti a Varese e a Novara, dove sarebbe stato attivo il parlamentare di Forza Italia Diego Sozzani. I due si incontravano “Da Berti”, il ristorante milanese vicino agli uffici della Regione Lombardia già venuto a galla in molte indagini milanesi, e che ora nel linguaggio degli indagati è diventato “la mensa dei poveri”, definizione che ha dato il nome all’indagine della Dda.
Tatarella puntava alla rigenerazione dell’area Expo – Tatarella puntava anche al bersaglio grosso: “Dove c’era l’Expo infatti stiamo cercando di capire se riusciamo ad entrarci un po’ pure noi”, parlava il forzista intercettato. Per il Gip, poi, c’è “un’ombra quanto mai allarmante sulle modalità con le quali” Fabio Altitonante “potrà gestire la delicatissima delega alla ‘Rigenerazione e sviluppo dell’Area ex Expò”.

“Finanziamento illecito a Fratelli d’Italia” – D’Alfonso risulta anche essersi “attivato in prima persona rendendosi disponibile verso l’imprenditore Andrea Grossi nelle operazioni di finanziamento illecitodel partito Fratelli d’Italia“. Ma, scrive il Gip Raffaella Mascarino, “l’attività di “semina” di D’Alfonso non si limita all’area milanese (dove attraverso il finanziamento illecito di 25.000 euro si è assicurato i favori, per sé o per altri, di Altitonante Fabio) e alla Regione Piemonte (di cui era consigliere Sozzani Diego poi divenuto membro della Camera dei Deputati, – ma con un profondo radicamento in buona parte delle province piemontesi, – attraverso il finanziamento illecito a sostegno della sua campagna elettorale pari a 10.000 euro) ma, grazie alla preziosa collaborazione di Caianiello Gioacchino, rinforza i propri contatti politici nella ricca provincia di Varese”.
I tentacoli di Caianiello sulla provincia di Varese – Ma i tentacoli di Caianiello si allungavano anche in provincia: riguardo alla nomina “pilotata” di Davide Borsani come dirigente della società a totale partecipazione pubblica Alfa di Varese il coordinatore forzista “confessa – scrive il Gip – che la stessa è frutto di un accordo politico preventivo, di cui asserisce di aver reso edotto anche il coordinatore provinciale della Lega Matteo Bianchi“.

Manovra, Forza Italia e Pd insorgono: ​"Impedito l'esame degli emendamenti"

Di Sergio Rame
"Hanno impedito l'esame degli emandamenti". Non si placa l'ira delle opposizioni contro il governo gialloverde.
Anzi, dopo che la commissione Bilancio della Camera ha approvato, intorno alle 3 del mattino, il mandato al relatore sulla manovra economica, i consiglieri di Forza Italia e del Partito democratico hanno ufficialmente protestato perché il testo è stato inviato in Aula senza che venissiro discussi né tantomento votati gli oltre 350 emendamenti che erano stati presentati alla legge di bilancio.
Il Natale non ha certo "ammorbidito" gli animi delle opposizioni sulla manovra. Dopo il caos fino a notte inoltrata della scorsa settimana a Palazzo Madama, Forza Italia, Fratelli d'Italia e Partito democratico si sono ripresentati aMontecitorio più agguerriti di prima. E così alla fine di un'altra infuoca commissione, durante la quale non sono mancate le tensioni con il ministro dell'Economia Giovanni Tria (guarda il video), il mandato al relato è passato con i soli voti della maggioranza gialloverde. Le opposizioni hanno, infatti, votato contro in aperto dissenso nei confronti del governo Conte. "La Camera ha avuto zero minuti per esaminare la legge di Bilancio - commenta il deputato di Forza Italia, Francesco Paolo Sisto - noi difendiamo la democrazia e faremo di tutto perché la democrazia rappresentativa non possa essere abbattuta da questi colpi di ariete. Questo ariete - conclude poi - diventerà di argilla e lo trasformerann oin argilla gli italiani che si renderanno conto che questa manovra è sciagurata". Ora i lavori passano alla Camera dove, nelle prossime ore, sarà esamita la legge di Bilancio sulla quale il governo è determinato a porre la fiducia. Il via libera definitivo è, comunque, atteso per domani.
Intanto il Codacons ha già fatto sapere che presenterà un esposto per "violenza a un organo collegiale e truffa agli elettori". La procedura di approvazione della manovra economica finirà così sul tavolo del procuratore di Roma. L'iniziativa dell'associazione si baserebbe sulla "necessità di tutelare elettori e parlamentari di tutti i partiti". La decisione di porre la fiducia, a detta del Codacons, avrebbe infatti impedito a tutti i parlamentari di leggere e valutare approfonditamente la legge di Bilancio"In questo modo - spiega il Codacons - viene tradito il mandato elettorale degli elettori: la violenza è esercitata nei confronti dell'organo nella sua interezza".

CENTRODESTRA, il caso Foa segna la 'spaccatura ufficiale' tra Lega e Forza Italia

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Di Salvatore Santoru

Com'è ben noto, Forza Italia ha rifiutato la nomina di Marcello Foa alla presidenza della RAI(1).
Tale nomina era stata fortemente voluta dalla Lega Nord e il rifiuto del partito berlusconiano sta contribuendo alla 'rottura del centrodestra'.

Su ciò, c'è da dire che il caso Foa rappresenta semplicemente una sorta di 'casus belli' e ciò per via del fatto che tale rottura era nell'area.
Difatti, da diverso tempo Forza Italia e la Lega hanno preso strade abbastanza diverse e le loro agende politiche non coincidono su determinati punti.

Inoltre, l'alleanza della Lega con i 5 Stelle ha indubbiamente generato più di qualche malumore all'interno del partito berlusconiano e ora la 'spaccatura del centrodestra' è più evidente che mai.

NOTA:

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2018/08/berlusconi-non-cambia-idea-foa-non-lo.html

Berlusconi non cambia idea: "Foa non lo votiamo". Salvini: "Forza Italia con il Pd per fermare il cambiamento"

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"La scelta dei componenti di forza italia della commissione di vigilanza, di non votare l'indicazione di Marcello Foa alla presidenza della Rai è stata assunta dai nostri gruppi parlamentari. Io ne ho preso atto e l'ho naturalmente condivisa". Lo dice il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in una nota.
"Il servizio pubblico, per essere tale, non può essere espressione unilaterale di una maggioranza, qualunque essa sia. A questo criterio ci siamo attenuti quando eravamo al governo. Ci aspettiamo che vi si attenga anche l'attuale maggioranza. E' stato anche appurato che la eventuale riproposizione dello stesso nome alla commissione di Vigilanza, presenta secondo il parere di autorevoli professionisti problemi giuridici non superabili. Non potrà quindi essere votata dai componenti di Forza Italia", aggiunge Berlusconi.
"La Lega prende atto che Forza Italia ha scelto il Pd per provare a fermare il cambiamento, per la Rai, per il taglio dei vitalizi e per altro ancora. Dispiaciuti, continuiamo sulla via del cambiamento, sicuri che gli italiani e gli elettori del centrodestra (come dimostrano tutti i sondaggi) abbiano le idee chiare". Così il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini.
"La Lega va avanti tranquillamente col nome di Foa. Il Cda della Rai è in carica e può svolgere mansioni e funzioni". E' quanto sottolineano fonti della Lega.
Matteo Salvini si era recato in mattinata all'ospedale San Raffaele di Milano per una visita a Silvio Berlusconi. Secondo quanto riferiscono fonti vicine al segretario leghista l'incontro è stato "cordiale" e i due hanno parlato, in un clima "sereno e pacato", delle questioni politiche in agenda tra cui anche lo strappo di Forza Italia sulla nomina di Marcello Foa alla presidenza della Rai.
Dopo alcune ore, Matteo Salvini ha riconfermato la fiducia al presidente designato: "Il parere che darò sarà assolutamente di riconfermare la fiducia a Marcello Foa e poi finalmente tornare a lavorare, offrire un'informazione a tutti e per tutti, cosa che non sempre la Rai ha fornito in questi anni". Secondo Salvini "ci sta che su un nome al di sopra di ogni sospetto come quello di Marcello Foa, sbraitino e urlino come aquile quelli della sinistra che ormai, poveretti, hanno perso ogni credibilità" ma "conto che trattandosi di una persona libera che ha lavorato nell'ambito dell'informazione del centrodestra in Italia, abbia il sostegno di tutto il centrodestra. Mi pare curioso che un movimento come Forza Italia che ha votato persone di diverso genere negli anni passati dica no ad una persona che ha cominciato a lavorare con Indro Montanelli. Penso che Foa - ha detto ancora il vicepremier - sia il massimo che si può ambire come presidente della televisione pubblica". Ed ancora: "Noi ci riteniamo alleati del centrodestra. A volte altri del centrodestra votano con il Pd. Una volta, due, tre, alla quarta volta vorrà dire che qualcuno preferisce il Pd alla Lega. L'alleanza con i 5 Stelle è di Governo, per le altre scadenze elettorali la Lega è protagonista del centrodestra. Noi siamo convinti di questo. Berlusconi è convinto di questo. Ne ho parlato lungamente con lui stamattina. C'è qualcuno in Forza Italia che invece ha altre ambizioni, si chiariscano. Noi dubbi non ne abbiamo, fretta non ne abbiamo".
I 5 Stelle osservano la situazione, con Luigi Di Maio che sottolinea che la bocciatura di Marcello Foa in VIgilanza "sicuramente non è stato un atto leale nei confronti della Lega da parte di Forza Italia". Ed ancora: "Noi nonostante non siamo alleati, saremo sempre leali e corretti". IL vice premier pentastellato sottolinea che "c'è pieno rispetto del Parlamento da parte del Governo: il Governo non può ignorare il voto della Vigilanza. Quindi se ci sarà una intesa tra le forze politiche su Foa, e per me è auspicabile, allora tornerà per prendere i due terzi delle preferenze, ma se non c'è sono le forze politiche che siedono in Vigilanza che devono trovare una alternativa".
E il cambiamento di tono non sfugge a Forza Italia, che inizia ad apprezzare, per bocca di Renato Schifani, componente forzista della Commissione parlamentare di Vigilanza. "La bocciatura in Vigilanza di Foa è un finale scontato. Forza Italia non poteva avallare una forzatura della maggioranza. A dispetto della legge, che, prevedendo il voto dei due terzi della Commissione per eleggere il presidente del CdA e quindi una scelta ampiamente condivisa, M5S e Lega ci hanno escluso da ogni percorso di condivisione. Il nostro 'no' è quindi legato al metodo non alla persona".

RAI, Feltri critica Forza Italia: 'Non possono non votare Marcello Foa, un giornalista che non è mai stato comunista'

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Di Salvatore Santoru

Sta facendo discutere la questine della nomina di Marcello Foa alla presidenza RAI.
Recentemente sulla vicenda è intervenuto anche Vittorio Feltri.

Come si legge in un articolo su Libero(1), Feltri ha criticato Forza Italia per la sua opposizione alla nomina di Foa.
Inoltre, secondo il direttore di Libero lo stesso partito berlusconiano forse obbedisce a 'degli ordini di scuderia'.

Oltre a ciò, Feltri ha ricordato di aver lavorato con Foa e che lo stesso giornalista italo/svizzero pare non piacere ai 'comunisti' e ciò per via del fatto che comunista non lo è mai stato.

NOTA:

(1) http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13365372/vittorio-feltri-forza-italia-pozzo-schifezze-foa-rai-terrificante-sospetto-berlusconi.html

Alessandra Mussolini lascia Forza Italia: “Grazie Berlusconi, ma partito ai minimi storici, affetto da malattia autoimmune”

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Alessandra Mussolini lascia Forza Italia. A dare la notizia è proprio l’europarlamentare che da tempo a Strasburgo aveva già lasciato il gruppo del Ppe. La Mussolini in una nota comunica di aver parlato questa mattina con Silvio Berlusconi, che ringrazia per “l’affetto ed il sostegno politico e personale ricevuto in ogni occasione che penso di aver ricambiato con pari trasporto”. Le motivazioni? Secondo l’eurodeputata “non sussistono più i presupposti politici per una mia permanenza nel partito dopo la scelta di andare all’opposizione del governo Conte senza un confronto con la base e i militanti del movimento”, ma soprattutto “per la oggettiva impossibilità di poter portare un contributo di idee e di contenuti al partito in un momento in cui i consensisono al minimo storico per tentare di invertire la rotta”. La Mussolini, peraltro, non aveva mai nascosto di essere contraria al governo M5sLega, e in un’intervista alla Radio Cusano Campusaveva criticato fortemente Matteo Salvini.

Ma questa volta le sue osservazioni sono rivolte ai “nuovi timonieri” del partito di cui faceva parte fino a questa mattina, che accusa di non avere “intenzione di cambiare”, “nonostante gli errori già commessi”. “Forza Italia è affetta da una malattia autoimmune, cioè produce anticorpi contro sé stessa andando contro la linea politica che ha sempre sostenuto”: è quanto la Mussolini avrebbe voluto dire durante la riunione di partito questa mattina, davanti ai suoi colleghi. Ma, come dichiara lei stessa riportando il discorso sui social, “non c’è stata la possibilità”. Conclude il suo comunicato assicurando che continuerà sempre nelcentrodestra la sua attività politica, come ha sempre fatto – nell’ordine Msi, An, As, Pdl e Fi.

Marcello Dell'Utri ai domiciliari: differita la pena per motivi di salute


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Il Tribunale di Sorveglianza, accogliendo la richiesta dei legali, ha disposto il differimento della pena per l'ex senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri, detenuto per scontare una condanna definita a sette anni per concorso in associazione mafiosa. Il provvedimento sarebbe stato adottato per i problemi di salute di cui soffre Dell'Utri. La decisione del Tribunale di comporta la concessione degli arresti domiciliari.

Silvio Berlusconi, l'avvertimento di Alessandra Mussolini: "Così facciamo la fine di Gianfranco Fini"

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"Così facciamo la fine di Gianfranco Fini". E se a dirlo è Alessandra Mussolini, dentro Forza Italia il campanello d'allarme suona eccome. Secondo l'eurodeputata azzurra "votare no alla fiducia non è proprio fattibile. E cosa spieghiamo alla gente?". Il governo M5s-Lega, con il premier Giuseppe Conteche oggi incasserà la fiducia al Senato (e mercoledì alla Camera) rischia quindi di spaccare il partito di Silvio Berlusconi. "Abbiamo fatto un programma a quattro mani - spiega la Mussolini al Tempo -: Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia e Noi con l'Italia. Molti di quei temi oggi sono nel contratto tra Lega e 5 Stelle. Oggi che facciamo? Votando no, mettendoci all'opposizione, ci accodiamo al Pd che combatte il nostro alleato Salvini. La gente oramai individua nella Lega un partito di destra, come possiamo spiegare la nostra posizione?".

Secondo la Mussolini, se Forza Italia avesse deciso di votare sì al governo di Conte avrebbe dato maggiore potere a Salvini, e più peso nel contrattare su misure avverse a Forza Italia e al programma di centrodestra. "Così invece - aggiunge - siamo proprio nell'angolo". Il sospetto, malizioso, è che "alla base di tutto non ci sia una visione che è quella di finire come Fini a rimorchio della sinistra, ma così allora davvero prenderemo il 5% e ciaone".

La Lega scommette: fuga di massa da Forza Italia a sostegno del governo

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E' una doppia scommessa quella della Lega: che il governo possa durare più di qualche mese. E che col passare del tempo possa via via cambiare colore: da giallo-verde quale è ora, a più tinto di azzurro. Soprattutto se i tormenti interni a una parte della base grillina dovessero diventare ingestibili. E la maggioranza dovesse assottigliarsi più di quanto già non lo sia, soprattutto al Senato. Il piano è sempre quello: che Forza Italia progressivamente si sfaldi e che "coloro che non vedono un futuro dentro quel partito", dice una fonte del Carroccio alCorsera, "possano passare da noi, e prendere il posto degli eventuali grillini in fuga".

Elezioni Molise, centrodestra ha battuto i 5 Stelle


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Di Salvatore Santoru

Nel Molise il centrodestra ha sconfitto i 5 Stelle.
Come riporta il Fatto Quotidiano(1), il candidato di Forza Italia Donato Toma è riuscito a battere l’avversario dei pentastellati Andrea Greco con quasi sette punti percentuali di distacco

NOTA:

(1) https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/23/elezioni-molise-centrodestra-batte-il-m5s-vince-toma-fi-il-risultato-fa-capire-che-coalizione-e-unita/4309761/

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