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Venezia, studentessa cinese denuncia: "Insulti razzisti e sputi da due ragazzi sul treno"


Di Salvatore Santoru

Una 19enne di origine cinese, Valentina Wang, ha recentemente denunciato un episodio di razzismo avvenuto in un treno(1).

Più specificatamente la giovane, studentessa all'Università Ca' Foscari di Venezia, ha pubblicato su Facebook un post in cui ha parlato dell'aggressione subita ad opera di due ragazzi.

Più specificatamente, la giovane studentessa ha scritto che i due prima si sono resi artefici di insulti ed in seguito anche di sputi.


NOTA E PER APPROFONDIRE:


(1) https://www.repubblica.it/cronaca/2020/01/19/news/venezia_le_sputano_addosso_perche_e_cinese-246131400/


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FOTO: http://www.le-ultime-notizie.eu

Verona-Brescia, cori razzisti per Balotelli: calcia il pallone in Curva, gara sospesa


Di Vito Lamorte

Mario Balotelli è stato ancora una volta è vittima di cori discriminatori a Verona. L'attaccante del Brescia è stato colpito da ululati razzisti e la sua reazione è stata piuttosto forte: il numero 45 ha calciato il pallone verso il pubblico del Bentegodi e si diretto fuori dal campo. L'arbitro, inizialmente, non ha capito quello che stava succedendo e lo ha ammonito ma quando gli è stata più chiaro il quadro è tornato sui suoi passi. Sia gli avversari che i compagni hanno provato a calmarlo. L'uomo che più ha avuto presa sull'attaccante delle Rondinelle è stato Gastaldello. L'arbitro Maurizio Mariani ha sospeso il match e ha fatto effettuare l'annuncio dallo speaker dell'impianto sportivo veronese ma pochi minuti dopo la gara è ripresa.

Cosa rischia il Verona

Cosa rischia il Verona dopo la sospensione per cori discriminatori? Le norme sono abbastanza chiare e indicano che in presenza di scritte o cori con caratteristica di dimensione e percezione reale del fenomeno discriminatorio scatteranno sicuramente delle multe ma potrebbe anche essere chiuso un singolo settore dell'impianto che si è reso colpevole del deplorevole gesto. Determinante sarà il referto dell'arbitro Mariani

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://calcio.fanpage.it/verona-brescia-cori-razzisti-per-balotelli-che-vuole-lasciare-il-campo-gara-sospesa/

Rossopomodoro, dipendente spruzza deodorante sui colleghi stranieri: aperta inchiesta interna



Risate di scherno e deodorante spruzzato contro i colleghi stranieri: è il video che sta facendo il giro della rete e che denuncia il comportamento razzista di un dipendente della nota catena di pizzerie italiana. Il video è stato girato nella cucina di una pizzeria alla stazione Centrale di Milano e diffuso su Facebook da una ragazza.
“Alza le ascelle, nel vostro paese non lo usate questo?”, sono alcune frasi dirette ai colleghi stranieri, tra le risate di scherno dei dipendenti.
“Guardate come trattano gli stranieri dove lavoro io”, scrive la ragazza su Facebook, anche lei dipendente della pizzeria milanese di Rossopomodoro.
L’azienda ha aperto un’inchiesta interna. L’autore del comportamento razzista è stato a sua volta preso di mira sui social dagli insulti.
La catena di pizzerie ha pubblicato una nota per prendere le distanze e si dissociarsi “fermamente dal comportamento discriminatorio che non appartiene né per costume, né per tradizione, né per vocazione all’azienda di origine partenopea”.
L’amministratore delegato Roberto Colombo ha fatto sapere che “il Gruppo Sebeto ha tra i suoi collaboratori ragazzi e ragazze di diverse etnie e di tutte le regioni d’Italia e che non si sono mai verificati in tanti anni di storia del gruppo, problemi di questo genere”.
“La direzione non ha mai ricevuto doglianze dai suoi dipendenti o da chicchessia per comportamenti inadeguati del proprio personale e che sulla vicenda è stata disposta una inchiesta interna all’esito della quale saranno assunti tutti i provvedimenti che risulteranno necessari per preservare l’onorabilità dell’azienda. Ai lavoratori coinvolti nel video va la nostra solidarietà”, prosegue l’ad Roberto Colombo.
Rossopomodoro “assume ed ha sempre assunto il personale indipendentemente dalle proprie origini tant’è che nella forza lavoro già attiva in Italia i dipendenti provenienti da fuori Italia rappresentano il 35% della forza lavoro complessiva”, si legge nella nota della nota azienda.

Oxfam sotto accusa: "Dipendenti vittime di razzismo e molestie"


Di Gerry Freda
L’organizzazione non governativa britannica Oxfam si è in questi giorni ritrovata al centro di uno scandalo, provocato dalla pubblicazione di un dossier sulla “condotta esecrabile” osservata negli ultimi anni dai propri “alti funzionari”.
L’Independent Commission on Sexual Misconduct, Accountability and Culture Change(Icsmacc), organo costituito agli inizi del 2018 direttamente dal direttore esecutivo dell’associazione al fine di indagare sulle accuse di “immoralità” avanzate a carico di diversi esponenti di quest’ultima, ha infatti da poco presentato i primi risultati degli accertamenti.
Nel dossier, realizzato sulla base delle testimonianze fornite da numerosi lavoratori delle sedi Oxfam sparse in tutto il mondo, alti funzionari dell’ong vengono accusati di avere instaurato in essa un “clima tossico”.
I dipendenti contattati dall’Icsmacc hanno infatti addossato ai loro superiori la responsabilità di avere trasformato l’associazione umanitaria in un ambiente di lavoro “infernale”, caratterizzato da “ogni genere di abuso”. I lavoratori dell'ong britannica hanno quindi asserito di essere stati, a partire dal 2017, "abitualmente sottoposti”, ad opera dei dirigenti, a “pratiche razziste, bullismo, atteggiamenti sessisti, nonnismo, elitismo, abusi sessuali”.
I testimoni hanno poi riferito alla commissione investigativa di avere provato a “denunciare” tali nefandezze al collegio disciplinare di Oxfam, ma i componenti di quest’ultimo non avrebbero avviato “alcun procedimento sanzionatorio” a carico dei presunti responsabili. Sempre in base al rapporto pubblicato dall’Icsmacc, gli stessi dipendenti che avevano invocato l’intervento del collegio sarebbero stati addirittura oggetto di “ritorsioni”, ossia "intimidazioni, provvedimenti disciplinari, licenziamento”.
Il dossier sugli abusi commessi dagli alti funzionari dell’organizzazione umanitaria termina con queste parole: “Dagli accertamenti condotti risulta che i valori cari a Oxfam sono rimasti troppo spesso lettera morta. I principi che l’associazione propugna attraverso volantini e campagne di sensibilizzazione sono stati purtroppo palesemente disapplicati in passato nei confronti del suo stesso personale.”
Winnie Byanyima, direttore esecutivo della onlus britannica, ha reagito alla pubblicazione del rapporto presentando “scuse ufficiali” all’indirizzo delle presunte vittime di abusi. La donna ha poi dichiarato: “Mi brucia venire a conoscenza del fatto che Oxfam non è immuneda razzismo e molestie. L’indagine in questione, da me fortemente voluta, deve indurre tutti i dirigenti dell’associazione a dare inizio a una lotta senza quartiere nei confronti di ogni tentativo di abuso di potere. È tempo di avviare una politica di tolleranza zero verso qualsiasi dirigente di Oxfam che provi a compiere sopraffazioni ai danni dei rispettivi sottoposti.”
La Charity Commission for England and Wales, agenzia governativa incaricata di monitorare nel Regno Unito l’attività dei soggetti rappresentativi del “terzo settore”, ha subito annunciato di volere “acquisire” il dossier Icsmacc al fine di rilevare l’esistenza dei presupposti per l’apertura di un “procedimento giudiziario” a carico degli alti funzionari accusati di “nefandezze”.


Riceviamo e pubblichiamo la replica di Oxfam

Oxfam accoglie con favore la pubblicazione del rapporto ad interim della Commissione indipendente - nominata dall’organizzazione stessa - come tappa fondamentale del piano con cui intende affrontare radicalmente le cause di qualsiasi forma di abuso di potere e attuare un autentico cambiamento culturale al suo interno. Il rapporto, pubblicato oggi, è una delle tessere fondamentali che compongono il piano di azione globale in 10 punti varato a febbraio scorso. Oxfam ringrazia la Commissione per il lavoro svolto e per aver rispettato gli alti standard attesi, nella certezza che i risultati dello stesso consentiranno ulteriori miglioramenti e progressi sempre più tangibili.
"Abbiamo voluto con convinzione questa Commissione indipendente per affrontare difficili questioni relative alla nostra cultura e al nostro modo di agire. – ha detto Winnie Byanyima, direttrice di Oxfam International – Il lavoro svolto fin qui è importante e avviene in una fase cruciale della nostra storia. Metteremo in pratica tutte le raccomandazioni per inaugurare il tempo della tolleranza zero nei confronti di chi abusa del proprio potere nei confronti di altre persone".
Il rapporto critica Oxfam per essersi concentrata troppo sul cosa fare, piuttosto che sul come farlo.
"Oxfam non è purtroppo immune da casi di cattiva condotta legati a un distorto uso del potere. – ha proseguito Byanyima - Siamo al fianco e sosteniamo tutte le vittime di comportamenti sbagliati e riprovevoli. Riprenderemo in mano tutti i casi passati che la Commissione vorrà segnalarci come urgenti e imprescindibili per restituire verità e riscatto alle vittime di abusi"
"Oxfam è impegnata costantemente al fianco delle donne, soprattutto nei paesi più fragili e svantaggiati. – aggiunge Roberto Barbieri, direttore di Oxfam Italia - Vogliamo essere trasparenti, più trasparenti, esternamente e al nostro interno, dopo i casi di abuso registrati ad Haiti nel 2011 da Oxfam Gran Bretagna. La Commissione, da noi fortemente voluta, ha realizzato un percorso di ascolto ampio, senza filtri, di lavoratori, partner e delle comunità con cui lavoriamo. Solo in questo modo, abbiamo l’opportunità di intervenire nella maniera più efficace possibile. È parte di un’azione di prevenzione e di cambiamento culturale che pensiamo sia il vero antidoto verso qualsiasi forma di comportamento inappropriato sul luogo di lavoro. Tutti dobbiamo chiederci come far vivere quotidianamente i nostri valori, come creare e mantenere contesti in cui la dignità sia sempre rispettata e non si offenda alcuna sensibilità. È la base da cui partire, in maniera radicale. – continua Barbieri - In questa direzione, non ci sottrarremo al lavoro che c’è ancora da fare. Ci siamo fatti promotori di una serie di azioni finalizzate al cambiamento culturale della nostra organizzazione e a un sempre migliore comportamento degli operatori impegnati in Italia e nel mondo. Forte di tale determinazione, tutto lo staff si impegna a prendere in attenta considerazione le riflessioni della Commissione, condividendole all’interno, con i partner e con tutto il Terzo Settore oltreché con tutti i soggetti, pubblici e privati, che possono vivere fatti analoghi nello svolgimento del loro lavoro".
Piano d’azione globale: primi risultati
-Formazione di 119 operatori, focal point nei diversi paesi per la segnalazione di casi di abuso e comportamento inadeguato.
-Più attenta selezione del personale in tutti i paesi e i contesti di emergenza umanitaria e l’introduzione di un unico sistema centrale per gestire tutte le richieste di referenze per lo staff, in modo da garantirne l’attendibilità.
-Miglioramento delle politiche di safeguarding a livello globale, coinvolgendo tutti i 10 mila dipendenti nel mondo in corsi di formazione sul tema, nominando un direttore che seguirà le nuove politiche a livello internazionale e dotandoci di una linea telefonica dedicata (in cinque lingue) per la segnalazione di qualsiasi caso di cattiva condotta e abuso per tutti gli operatori e partner di Oxfam nel mondo.
Cosa ha fatto Oxfam Italia
-Dallo scorso febbraio anche Oxfam Italia – pur non avendo mai riscontrato casi di abuso da parte del proprio staff – è da subito intervenuta con l’obiettivo di rendere sempre più efficace la prevenzione di qualsiasi forma di comportamento inappropriato in tutti i contesti, mettendo in atto un piano di ascolto e coinvolgimento di collaboratori, volontari, soci, partner, attivisti, donatori, aziende, giornalisti, istituzioni, ong, testimonial, opinion leader, esperti del terzo settore, per identificare insieme soluzioni efficaci verso una sempre maggiore trasparenza.
-I loro contributi hanno indirizzato il Piano d’azione per l’Italia che ha introdotto un nuovo codice di condotta per staff e partner, nuove politiche di protezione per l’infanzia e di safeguarding, programmi mirati di formazione agli operatori e l’accesso ai canali di denuncia protetta messi a disposizione a livello globale.

Miss Algeria vittima di razzismo da parte di alcuni suoi connazionali: "Troppo scura"


Capelli scuri e ricci, bel sorriso, splendida presenza e pelle di ebano: ecco l'identikit di Miss Algeria. All'anagrafe è Khadidja Benhamou, 26enne neo-reginetta di bellezza del suo Paese, e in queste ore sta affrontando la carica degli haters proprio a causa della sua pelle, ritenuta "troppo scura". Lo riporta, tra le varie testate, Vogue.
La ragazza è stata presa di mira dai suoi stessi connazionali: il colore della pelle della ragazza sarebbe più scuro di quello di gran parte degli algerini e tipica, invece, degli abitanti del sud dell'Algeria desertica, la regione meridionale dell'Adrar al confine con il Mali. Khadidja Benhamou arriva proprio da quella regione
"Sembra un mix tra Ronaldinho e Bijouna (attrice algerina, ndr): non rappresenta certo il nostro Paese", "Miss Algeria? Sembra James Brown": ecco alcuni degli sgradevoli commenti partoriti dal web ed indirizzati alla stupenda reginetta algerina.
Il sito ObservAlgerie ha sostenuto la ragazza, affermando: "Si tratta della prima nera ad essere eletta Miss Algeria, per questo viene linciata sui social. Questa giovane rappresenta il Sud algerino con la sua bellezza originale e un fascino fuori dal comune".
Miss Algeria ha risposto in maniera pacata e saggia, perdonando i suoi haters: "Che Dio mostri il cammino a chi mi critica e preservi coloro che mi incoraggiano".

Belgio, presentatrice di colore sommersa di insulti: "Sei troppo nera"

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Di Ivan Francese
A causa del colore della sua pelle, da mesi viene sommersa di insulti a sfondo razzista.
Dopo settimane e settimane di calvario, ha deciso di non tacere e denunciare tutto. Lo ha fatto con un video-appello di cinque minuti pubblicato su Facebook, dove sapeva che avrebbe avuto la massima visibilità.
Ha raccontato che un telespettatore ha telefonato alla redazione di Rtfb - la televisione pubblica per cui lavora - e si è lamentato perché la Djunga, che si occupa di presentare le previsioni del tempo, era "troppo nera". Non solo: la giovane professionista racconta di essere stata inondata da un mare di fango, con decine di messaggi razzisti che si sono succeduti nei mesi.
La televisione per cui lavora ha immediatamente preso le distanze da questi hater,esprimendo la più ferma solidarietà per la Djunga e ricordando che "per questo fiume di fango non c'è posto in Belgio, perché il razzismo è un crimine perseguibile per legge".
Pur provata, la presentatrice ha motivato la propria denuncia spiegando che l'intento è quello di "fare aprire gli occhi a chi è convinto che in Belgio il razzismo non esista".

SASSARI, NESSUNA 'AGGRESSIONE RAZZISTA' IN VIA BOGINO MA UNA COLLUTTAZIONE. Telecamere dimostrerebbero tutta un'altra storia

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Di Salvatore Santoru

Recentemente a Sassari ha fatto molto discutere un brutto episodio avvenuto davanti a un bancomat 
di via Bogino. Inizialmente le principali testate hanno riferito di una presunta aggressione razzista che sarebbe avvenuta nei confronti di una ragazza nigeriana(1).

Tale fatto ha suscitato una giustificabile indignazione ed è stata anche indetta una manifestazione contro il razzismo nei pressi dello stesso bancomat.
A poche ore dell'accaduto, le testate hanno riportato la smentita della vicenda e il ragazzo accusato dell'aggressione è stato intervistato.

Le telecamere avrebbero confermato la stessa versione del ragazzo(a quanto pare convivente anche con una ragazza di colore e con alle spalle alcuni precedenti penali) e smentito definitivamente l'ipotesi razzista, che in questo caso si è dimostrata una sorta di 'fake news'.

A quanto pare, non ci sarebbero stati i presunti 'insulti razzisti' rivolti dal ragazzo alla ragazza ma vi è stata una sorta di 'rissa'(2).
Più specificatamente e stando a quanto riportano sempre le testate, pare che la ragazza avrebbe sorpassato la fila e il ragazzo si sarebbe innervosito per il troppo tempo che la giovane stava passando allo sportello automatico.

In seguito, il ragazzo le avrebbe strappato la tessera bancomat con parole ben poco gentili e sarebbe stato aggredito dalla giovane con pugni, morsi e graffi(3).
Lo stesso ragazzo ha mostrato i traumi ricevuti dalla colluttazione nell'intervista alla 'Nuova Sardegna' e, in seguito all'attacco della giovane, l'avrebbe spintonata.
A quanto risulta, la stessa giovane di origine nigeriana  avrebbe avuto la peggio e gli sono stati dati 5 giorni di cure in quanto ricoverata in stato di shock.

NOTE:

(1) https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/nigeriana_aggredita_bancomat_sassari-3834229.html

(2) http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2018/07/04/botte-nigeriana-si-sgonfia-razzismo_8217d67b-7858-458c-9f3b-9b82855a8ea9.html

(3) http://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2018/07/04/news/sassari-rissa-al-bancomat-nessuna-aggressione-a-sfondo-razzista-1.17029561

IL CASO, l'idolo antirazzista Einstein era razzista verso i cinesi: aveva detto che il razzismo era una 'malattia che colpisce solo l'uomo bianco'

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Di Salvatore Santoru

Albert Einstein è stato da sempre considerato un'icona dell'antirazzismo.
Praticamente tutti(o quasi) si sono imbattuti sul web su una sua presunta celebre frase sulla 'razza umana', frase che in realtà non ha mai pronunciato(1).

D'altronde il celebre fisico di origine ebraica non solo credeva nell'esistenza delle razze ma non era neanche alieno a discorsi di supremazia razziale, perlomeno nei confronti degli asiatici.

Più specificatamente, come riportato dall'ANSA(2), sono stati recentemente scoperte delle pagine dei diari di viaggio nell'estremo oriente asiatico scritti dallo scienziato, dove l'intera popolazione cinese è fortemente criticata in un modo che è considerato apertamente razzista. 
Difatti, Einstein definì gli stessi cinesi come "un popolo sporco e ottuso" e disse che sembravano più atomi che persone.

Oltre a ciò, c'è da segnalare che riferendosi agli episodi di razzismo che avvenivano in Europa e sopratutto negli USA, Einstein disse che il razzismo 'era una malattia che colpirebbe' esclusivamente i bianchi(3).

NOTE:

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2016/06/la-bufala-della-dichiarazione-di.html

(2) http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2018/06/13/razzismo-anticinese-in-diari-di-einstein_50d15161-b0eb-4625-97f0-e4b618218b14.html

(3) https://historynewsnetwork.org/article/169299

EINSTEIN ERA RAZZISTA, la scoperta dai suoi diari: ecco cosa disse sui cinesi

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Di Salvatore Santoru

Albert Einstein è stato sempre considerato un'icona dell'antirazzismo.
Celebre è la frase sulla 'razza umana' che gli venne attribuita e che in realtà non ha mai pronunciato(1).

Oltre alla bufala della frase sulla razza umana, recentemente sono stati scoperti dei particolari di Einstein che stanno facendo alquanto discutere.
Più specificatamente, come riporta l'ANSA(2), dalle pagine dei diari di viaggio nell'estremo oriente asiatico scritti dal fisico è emerso un giudizio ben poco positivo nei confronti dei cinesi. 

Più precisamente, lo scienziato di origine ebraica descrisse i cinesi come degli individui spesso più simili ad automi che persone e, oltre a ciò, "un popolo sporco e ottuso".
    Inoltre, sostenne che "sarebbe un peccato se i cinesi soppiantassero le altre razze: per quelli come noi, il solo pensiero è indicibilmente cupo".

C'è da dire che in altre fasi della sua vita Einstein sostenne che il razzismo fosse una forma di "malattia dei popoli bianchi".

NOTE:

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2016/06/la-bufala-della-dichiarazione-di.html

(2) http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2018/06/13/razzismo-anticinese-in-diari-di-einstein_50d15161-b0eb-4625-97f0-e4b618218b14.html

Balotelli: 'L'Italia deve aprirsi all'integrazione come la Francia e l'Inghilterra'

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Di Salvatore Santoru

"E' ora che l'Italia sia più aperta come tanti Paesi e cominci a integrare le persone che vengono da fuori", lo ha affermato Mario Balotelli nella conferenza stampa alla vigilia dell'amichevole tra la nazionale italiana e l'Olanda.
Come riportato dall'Adnkronos(1), il calciatore ha sostenuto che l'Italia deve seguire l'esempio di Francia e Inghilterra.

NOTA:

(1) http://www.adnkronos.com/sport/2018/06/03/balotelli-basta-razzismo-italia-sia-piu-aperta_qekRWIiKbJo68CTNiFDDKJ.html

Grande Fratello, bufera sui post shock del concorrente Danilo. Ecco di che cosa si tratta

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Di Salvatore Santoru

Bufera sul trentunenne concorrente del GF Danilo Aquino.
 Andando maggiormente nello specifico, e stando a quanto riportato da diversi siti web tra cui il Sussidiario(1), il noto sito web di gossip BitchyF(2) ha reso noto che il giovane concorrente del Grande Fratello si sarebbe reso protagonista di alcuni commenti di stampo omofobo e razzista sui social.

Ora lo stesso Danilo potrebbe rischiare l'espulsione.

PER APPROFONDIRE:
https://it.blastingnews.com/tv-gossip/2018/04/grande-fratello-laccusa-choc-a-danilo-e-razzista-e-contro-i-gay-002515111.html .

NOTE:

(1) http://www.ilsussidiario.net/News/Cinema-Televisione-e-Media/2018/4/18/Grande-Fratello-2018-Eliminato-Simone-Filippo-e-Valerio-in-nomination-Barbara-D-Urso/816900/

(2) https://www.bitchyf.it/omofobia-grande-fratello-danilo/

Londra, razzismo contro un italiano sulla metro: “Tornate nella giungla”

londra-razzismo
Un ragazzo italiano risponde a un uomo che lo aggredisce verbalmente sulla London Underground, la metropolitana di Londra, e lo invita a “tornarsene nella giungla” perché, dice “questo è il mio Paese”.
Il giovane risponde con calma e gli altri passeggeri che viaggiano insieme con lui lo difendono. A un certo punto, per proteggerlo dagli abusi dell’uomo, lo invitano a sedersi lontano da lui, temendo possa accadere il peggio.

MARIAH CAREY, accusa di molestie e insulti razzisti da parte dell'ex bodyguard

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Di Salvatore Santoru

Nuovo scandalo legato alle molestie nel mondo dei VIP.
L'ex bodyguard della popstar Mariah Carey,Michael Anello, ha sostenuto di aver subito delle tentate molestie dalla stessa.

PER APPROFONDIRE-ARTICOLO SU BLASTING NEWS

Inoltre, Anello sarebbe stato sottoposto d atti di bullismo di stampo razzista.
Anello sarebbe stato più volte apostrofato come "nazista" e "suprematista bianco",nonché membro del Ku Klux Klan, in quanto uomo bianco e secondo Anello la Carey voleva circondarsi solamente di uomini neri(1). 

NOTA:

(1)  http://it.blastingnews.com/tv-gossip/2017/11/mariah-carey-ex-bodyguard-la-denuncia-per-molestie-e-insulti-razzisti-002156509.html

AGGRESSIONE ARANZULLA,PERCHE' NON E' PROPRIAMENTE CORRETTA L'ACCUSA DI RAZZISMO AL GENIO INFORMATICO

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Di Salvatore Santoru

Salvatore Aranzulla è stato recentemente aggredito in un tram di Milano.
Aranzulla ha reso noto su Facebook che il suo aggressore è un migrante e/o profugo di colore e questo controverso dettaglio gli è stato l'accusa di razzismo e c'è chi ha sostenuto che l'informatico non dovesse rendere nota l'aggressione subita e che stava fomentando stereotipi.

Certamente una parte del post di Aranzulla è controversa e "ambigua"(specie nella parte quando ricorda che il suo aggressore è uno di quelli che "salviamo dalla guerra")ma tenendo anche conto che lo stesso genio del web si è chiarito nel post non si può semplicemente etichettare come meramente "razzista" il fatto di rendere noto l'etnia dell'aggressore, altrimenti lo stesso si dovrebbe dire dei casi di Igor il russo(nessuno ha nascosto il suo essere di origine serba e slava)o dei crimini che riguardano le mafie italiane all'estero per fare due esempi forti.

Tra l'altro, nessuno contesta questi due ultimi fatti ma quando si tratta di neri,arabi e islamici subito scatta la reazione di chi dice "eh ma allora i bianchi","eh magli italiani" e così via e questo autoproclamato "antirazzismo" pseudoterzomondista è tra l'altro distruttivo per gli stessi neri,arabi e islamici perbene, in quanto tende a un'idealizzazione ideologica e alla censura dei fatti spiacevoli, e tutti ricordano la censura che inizialmente ci fu ad esempio sui fatti di Colonia o della Svezia.

Il fatto è che non bisogna chiaramente generalizzare ma non bisogna nemmeno negare i problemi che ci sono per mero dogma ideologico.

Tra l'altro, un'africano come un'arabo e un'islamico perbene non dovrebbe avere e non ha problemi a prendere le distanze da chi non lo è e a sostenere che non bisogna generalizzare e che non siamo tutti uguali, come (per esempio) io ed altri sardi(e sui sardi esistono ancora una marea di stereotipi ancora socialmente accettati)non abbiamo problemi a far evitare le generalizzazioni quando e nel caso avvengano fatti spiacevoli all'estero e proprio per ciò non chiediamo e non chiederemo mai che si censuri e non si renda noto un fatto spiacevole commesso da un corregionale/connazionale solo perché corregionale/connazionale.

NOTE:

(1)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2017/05/aggredito-salvatore-aranzulla-in-un.html

FOTO:https://www.nextquotidiano.it

LA PUBBLICITÀ DELLA NIVEA ACCUSATA DI RAZZISMO PER IL SUO SLOGAN

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https://www.tpi.it/mondo/africa-e-medio-oriente/pubblicita-nivea-accusata-razzismo

ll bianco è purezza”: recitava così lo slogan della pubblicità scelta dalla casa tedesca per la cosmesi Nivea che ha prima pubblicato e poi rimosso il post sulla sua pagina ufficiale Facebook, nel quale si vedeva una donna di spalle e in basso la frase al centro delle polemiche.
L’azienda si è scusata con i propri utenti e ha ritirato il post, tacciato di razzismo, nel quale si sponsorizza un famoso deodorante distribuito sul mercato col nome “black and white”. 
Come racconta la Bbc, il post non è piaciuto ai fan dell'azienda tedesca soprattuto per l’infelice tattica degli esperti di marketing, che hanno deciso di pubblicare la pubblicità incriminata proprio sulla pagina Facebook rivolta al pubblico del Medio Oriente, suscitando così un’ondata di polemiche.
“Siamo profondamente dispiaciuti per chiunque possa essersi sentito offeso dal messaggio della pubblicità”, annuncia un portavoce dell’azienda. “Dopo aver realizzato che il post fosse fuorviante, lo abbiamo immediatamente ritirato”.
"Diversità e pari opportunità sono valori cruciali della Nivea: Il marchio vuole invece proprio incarnare la diversità, la tolleranza e le pari opportunità. Apprezziamo le differenze. La discriminazione diretta o indiretta dev'essere esclusa in tutte le decisioni e in tutti i settori delle nostre attività”, ha concluso il portavoce. 

LA MAPPA DEI PAESI PIU' RAZZISTI DEL MONDO:INDIA,ARABIA E GIORDANIA IN TESTA, I PIU' TOLLERANTI IN AMERICA,EUROPA DEL NORD E AUSTRALIA

paesi piu razzisti, mappa dei Paesi del mondo

Di Salvatore Santoru

A dicembre del 2016 il quotidiano statunitense Washington Post aveva stilato una mappa del razzismo mondiale sulla base dei dati del World Values Survey(1).
Secondo lo studio della WVS, si è appurato che i paesi più razzisti al mondo sono l'India,l'Arabia Saudita e la Giordania.
Il razzismo è forte anche in paesi quali l'Iran,il Marocco,la Tunisia,l'Algeria e altri paesi africani e asiatici, tra cui Nigeria,Vietnam e Corea del Sud.
A livelli mondialmente medi e per i nostri standard occidentali comunque altissimi quelli di Russia e Cina mentre i paesi meno razzisti risultano essere quelli americani,probabilmente a causa del fatto che si tratta di relativamente recenti paesi nati da migranti e per la coesistenza tra le diverse etnie che compongono gli stessi(si pensi agli USA ma lo stesso vale per l'Argentina,il Brasile,il Venezuela ecc) e quelli nordeuropei nonché l'Australia.
Per quanto riguarda l'Europa occidentale i livelli di razzismo sono mondialmente tra i più bassi(più bassi in Germania,più alti in Italia), a parte la Francia che risulta l'unico paese europeo occidentale con più del 20%.

NOTE:

(1)http://www.termometropolitico.it/1237965_la-mappa-dei-paesi-piu-razzisti-testa-india-giordania-arabia-saudita.html

CRITICARE L'IMMIGRAZIONE DI MASSA NON E' SINONIMO DI XENOFOBIA O RAZZISMO

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Di Salvatore Santoru

Sino a poco tempo fa era assai usuale che qualunque critica o dubbio all'immigrazione di massa fosse considerato basato su pregiudizi di carattere xenofobo o anche razzista.
Eppure tale "equivalenza" che veniva fatta è assolutamente fallace, così come è fallace considerare antisemita chi critica le politiche di Nethanayu o alcune politiche dello stato israeliano o cristianofobo chi critica la politica del Vaticano o delle organizzazioni religiose o politiche di stampo cristiano.
Ovviamente, questo non significa che vi possano essere non pochi che criticano alcune politiche di Israele e siano antisemiti così come non pochi che criticano il Vaticano e siano cristianofobi e così come non pochi che criticano l'immigrazione di massa e siano razzisti/xenofobi, ma ciò che c'è da ricordare è che in sé ciò non è assolutamente scontato.

Sulle critiche all'immigrazione di massa, c'è da dire che perlopiù si concentrano su questioni economiche e sociali e generalmente non vanno contro i migranti di per sé, a parte quando vi sono periodi di forte crisi.
Poi, certamente un'elemento importante nella critica all'immigrazione di massa può essere quello dell'istinto che potremmo dire 'territorialista', un'istinto diffuso in tutto il mondo naturale e in tutta l'umanità e che andrebbe controllato ma non meramente represso e demonizzato tenendo anche conto che effettivamente esso può portare alla xenofobia ma opportunamente gestito può invece rappresentare una fonte di amor di sé territoriale e culturale, che può essere utile per riconoscere e includere(o integrare) lo stesso Altro nella sua integrità.

LIVORNO, GRAVE EPISODIO DI RAZZISMO CONTRO UN CALCIATORE NERO

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Livorno, sputi, botte e insulti a calciatore del Gambia: "Nero di m.."


Di Claudio Cartaldo

Lo hanno aggredito e insultato in ogni modo, sputandogli pure addosso. G.B., 18enne calciatore originario del Gambia, è finito all'ospedale alla fine di una partita tra juniores dopo aver ricevuto una testata da un avversario.
Tutto inizia durante i 90 minuti regolamentari del match tra gli juniores dell'Ardenza e quelli del Castiglioncello. G.B. viene ripetutamente preso di mira dagli avversari, che lo insultano chiamandolo "Nero di m...", gli sputano addosso e lo invitano - poco garbatamente - a tornare "al tuo Paese". La partita finisce 2 a 1, ma non è questa la notiza. Il ragazzo gambiano, infatti, finisce all'ospedale di Cecina per una testata rifilatagli da un avversario. Il motivo di tanta violenza non è ancora chiaro.
Per l'allenatore del ragazzo, mister Alessandro Mantovani, alla base di tutto ci sarebbe l'odio razziale. "Il ragazzo - ha detto al Tirreno - è stato insultato dal portiere e dal difensore avversario che lo marcava da quando è entrato ad inizio ripresa. Lui è con noi da gennaio ma da un anno e mezzo si trova in Italia. Non ha genitori, è partito da solo, la sua storia è quella di tanti che vengono qui a bordo dei 'barconi' nella speranza di una vita migliore. E' un bravo ragazzo, per pagarsi il 'viaggio' ha lavorato nelle miniere, ha camminato per giorni e giorni in situazioni disperate. Ora vive in una specie di comunità dove vengono ospitate queste persone, va a scuola ed è integrato con i nostri ragazzi. Certi episodi sembrano assurdi". Diversa invece la versione del responsabile del settore giovanile del Castiglioncello, secondo cui il suo calciatore avrebbe solo reagito alle offese che il gambiano avrebbe rivolto nei suoi confronti.

FONTE:http://www.ilgiornale.it/news/cronache/livorno-sputibotte-e-insulti-calciatore-gambia-nero-m-1357637.html

USA, UOMO BIANCO BRUTALMENTE PICCHIATO E DERUBATO DA GANG DI BULLI RAZZISTI NERI IN QUANTO ACCUSATO DI AVER VOTATO PER TRUMP


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Di Salvatore Santoru

Sta facendo discutere negli USA un'episodio di bullismo violento e razzista che è avvenuto a Chicago.
Specificatamente, un uomo bianco ha avuto un'alterco automobilistico(1) con alcuni bulli razzisti neri e l'alterco è peggiorato quando gli stessi hanno prelevato a forza l'uomo dalla macchina e l'hanno picchiato brutalmente nonché derubato,insultando e ridendo pesantemente sul presunto fatto che l'uomo avrebbe votato Trump(2),presunto voto che secondo il quotidiano di Chicago "Chicago Sun Times" non si sa se ci sia stato o meno.
Indubbiamente, si tratta di un'ennessimo episodio dell'esplosione violenta di odio razzista(in questo caso razzismo antibianco) che da troppo tempo scuote l'America, anche se purtroppo non se n'è parlato a dovere e si è tentato sin dall'inizio di minimizzare la violenza razzista di questa gang,violenza razzista e discriminatoria che va condannata anche quando ha come vittime i bianchi perché ogni tipo di discriminazione razziale o di altro tipo deve essere da condannare senza se e senza ma.

NOTE:

(1)http://www.pallequadre.com/2016/11/calexit-quelli-che-ridevano-di-trump-e.html

(2)https://www.washingtonpost.com/news/morning-mix/wp/2016/11/11/video-shows-group-beating-man-in-chicago-yelling-you-voted-trump-and-dont-vote-trump/

(3)http://chicago.suntimes.com/news/police-investigate-video-of-man-beaten-up-for-voting-for-trump/

BELGIO, PUBBLICITA' "PROGRESSO" RAZZISTA CONTRO ITALIANI: MAIALE IN 500 GETTA RIFIUTI PER STRADA

maiale Fiat 500
Di Cesare Mais
L’italiano medio dipinto come incallito mangiatore di spaghetti è un’immagine che gli abitanti del Bel Paese sono ancora disposti, più o meno, ad accettare. Ma non provate a toccare la Fiat 500 se non volete offenderli nel profondo. Se ne è reso conto il governo della Vallonia, in Belgio, che ha lanciato una campagna contro l’abbandono dei rifiuti per le strade. Sui cartelli pubblicitari appare un maiale a bordo della fatidica macchina che lancia un sacco di spazzatura dal finestrino. A lato la scritta: “Non prendete le aree di sosta per dei porcili”. I fan della Fiat 500 non hanno gradito l’associazione e hanno tempestato il governo in questione di proteste.
La segnalazione è partita proprio da un membro belga del Fiat 500 Club Italia, al quale si sono associate le rimostranze di tutti gli appassionati della vettura. Ogni socio del Club (circa 21 mila persone) ha inviato una email rivolgendosi ai promotori della pubblicità: “Spett.le Sofico, Ministri della Wallonie, Vivacitè, La vostra campagna pubblicitaria in corso sulle autostrade belghe sorprende e lascia sbigottiti: l’abbinamento di un maiale alla Fiat 500 storica offende la sensibilità degli oltre quattrocentomila suoi possessori in tutto il mondo, e come tale mi sento profondamente offeso anche io”. Anche il presidente fondatore del gruppo, Domenico Romano, ha commentato: “La Fiat 500 rappresenta l’italianità nel mondo, pertanto ci sentiamo offesi non solo come cinquecentisti, ma anche come italiani. L’immagine del maiale che getta l’immondizia in strada è di sicuro impatto, ma desta sconcerto e perplessità. I cinquecentisti non sono maiali e stiamo valutando le azioni più opportune per difenderci”.
La questione è arrivata anche alle orecchie delle alte sfere e il deputato Franco Vazio, vicepresidente della commissione giustizia della Camera, con un gruppo di colleghi, ha presentato la scorsa settimana una interrogazione al ministro degli Affari esteri Paolo Gentiloni, proponendo di rivolgere una nota di rimostranze al governo belga. “La Fiat 500 storica trasmette l’immagine più positiva dell’Italia e del popolo italiano nel mondo, rappresentandone i valori di genuinità, affidabilità, familiarità, orgoglio storico e ingegneristico”, ha spiegato Vazio, “l’accostamento creato in Vallonia, però, intacca l’onorabilità del marchio della casa produttrice Fiat e colpisce al cuore il Fiat 500 Club e la sensibilità di migliaia di collezionisti d’auto d’epoca in tutto il mondo”.  E alle proteste dei parlamentari si è aggiunta la voce dell’ambasciatore italiano in Belgio Vincenzo Grassi, che ha preso in mano la faccenda telefonando oggi all’amministratore delegato della compagnia Sofico che ha commissionato la pubblicità, Jacques Dehalu. La chiamata si è conclusa con la decisione di ritirare tutti i cartelloni entro la fine della settimana e con le scuse ufficiali dei promotori, i quali hanno dichiarato che la campagna “non aveva alcun intento offensivo”.
Questo articolo e’ stato originariamente pubblicato da Eunews.it, che ringraziamo

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