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Maltempo, bombe d’acqua e allagamenti nelle Marche e in Friuli. A Roma semafori in tilt

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BLITZ QUOTIDIANO

Settembre è arrivato e con sé ha portato anche la pioggia. Il maltempo si è abbattuto sull’Italia da Nord a Sud, nella giornata di sabato 1 settembre: problemi nelle Marche per bombe d’acqua che hanno colpito la costa, come anche in Friuli-Venezia Giulia dove ci sono stati allagamenti con interventi di Vigili del fuoco e Protezione civile.

Ma non solo: in provincia di La Spezia un fulmine ha abbattuto parzialmente il campanile di una chiesa, un altro a Roma ha colpito una centralina mandando in tilt i semafori del quartiere Monteverde. Tanta paura e danni a Napoli, dove alcuni voli in arrivo a Capodichino sono stati dirottati su altri scali. Un violento nubifragio si è abbattuto in serata a Verona e provincia causando allagamenti e gravi danni per la tracimazione di torrenti e fiumi.
Pesanti i disagi con piani terra, garage e sottopassi stradali allagati. A Bovolone un uomo era rimasto bloccato con la sua auto in un sottopasso ferroviario ma è riuscito a mettersi in salvo. Nelle Marche sono state colpite in particolare la zone di Fermo, con allagamenti e problemi per alcuni sottopassaggi inondati, e a Jesi colpita da una bomba d’acqua. Allagato il pronto soccorso dell’ospedale Carlo Urbani, strade e quartieri alla base del centro storico, case, negozi e garage.
Forti piogge sul Friuli Venezia Giulia hanno provocato allagamenti nei comuni del litorale. La zona più colpita è stata quella di Lignano Sabbiadoro, dove i volontari della Protezione civile si sono dovuti coordinare con i Vigili del Fuoco. A Beverino, in provincia della Spezia, intorno alle tre di venerdì notte, un fulmine ha colpito e fatto parzialmente crollare il campanile della chiesa parrocchiale di San Cipriano. Per fortuna il tutto è avvenuto in un’ora in cui non c’era gente in strada; i calcinacci caduti non hanno provocato feriti ma solo danni alle vetture parcheggiate.
A Napoli i problemi ci sono stati soprattutto nella zona dell’aeroporto di Capodichino: prima una tromba d’aria, che ha anche scoperchiato una palazzina di San Pietro a Patierno, e poi un forte temporale nel pomeriggio hanno costretto a dirottare alcuni voli in arrivo. Grande paura, ma nessuna conseguenza, soprattutto per gli operai nello stabilimento dell’Atitech, dove si esegue la manutenzione degli aeromobili; il vento ha fatto volare la guaina di copertura del terrazzo di una palazzina nel parcheggio, in quel momento vuoto, dello stabilimento.
Altri frammenti hanno danneggiato alcune automobili parcheggiate davanti allo stabile. Le verifiche al palazzo non hanno evidenziato criticità e i vigili del fuoco, finito il loro lavoro, hanno dichiarato agibile l’edificio. Per alcuni minuti gli operai hanno visto volare di tutto sopra le loro teste. Impalcature abbattute, porte divelte e un container che spinto dalle folate ha sfondato una recinzione vicino all’hangar dove l’Atitech esegue le prove dei motori degli aeromobili.
Il vento ha anche fatto crollare un’impalcatura eretta dagli operai vicino a un aereo in manutenzione, fortunatamente senza danneggiarlo. La Protezione civile regionale ha emanato per oggi, domenica 2 settembre una nuova allerta di colore giallo in Campania, tra le 6 e le 18: si prevedono violenti temporali in diverse zone della regione e forte vento, fenomeni caratterizzati da un’incertezza previsionale e rapidità di evoluzione.
Semafori in tilt a Roma a causa di un fulmine che ha colpito una centralina a Monteverde. Allagamenti e disagi ad Alessandria e nel Torinese a causa dei forti temporali che si sono abbattuti nella notte. Chiuso un sottopasso, nella frazione Marengo.

Arrestato il molestatore seriale di Roma

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Di Nicola De Angelis
Il molestatore 44enne è stato arrestato intorno all'una e trenta di notte da una volante che stava facendo il giro di ronda in via del Corso a Roma, alcune turiste hanno allertato i poliziotti dicendo che un uomo stava molestando un'altra ragazza
Un italiano di 44 anni è stato arrestato, colto in flagranza di reato mentre stava molestando alcune turiste in via del Corso, in pieno centro a Roma. È stata fondamentale per il riconoscimento la lettera pubblica di una molestata pubblicata da Il Corriere della Sera qualche giorno fa. 
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Nella lettera pubblicata si faceva riferimento ad un uomo di origini italiane, "mingherlino, che non destava sospetti", a suscitare l'indignazione dei lettori del Corriere è stata la totale indifferenza delle persone che si trovavano a circolare in strada durante le aggressioni dell'uomo. 
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Il provvedimento di arresto è stato emesso dal procuratore aggiunto Maria Monteleone mentre le indagini verranno svolte dal pm Stefano Pizza. Immediata la richiesta da parte del pm al gip di custodia cautelare per il molestatore.

A Roma nessuna via intitolata a Giorgio Almirante: Raggi blocca tutto

A Roma nessuna via intitolata a Giorgio Almirante: Raggi blocca tutto

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Roma non avrà una via intitolata a Giorgio Almirante, storico esponente del Movimento Sociale Italiano. "Nessuna strada a Roma sarà dedicata a Giorgio Almirante. Domani stesso presenterò una mozione a mia prima firma". Così la sindaca Raggi in un tweet notturno dopo la decisione del Consiglio Comunale di ieri di votare una mozione per intitolare una via allo storico segretario del Msi.
"Giorgio Almirante firmò nel 1938 il Manifesto della razza e collaborò alla rivista 'La difesa della razza'. Nel 1944 Almirante firmava un manifesto in cui si decretava la fucilazione per tutti i partigiani che non avessero deposto le armi e non si fossero prontamente arresi. Per questo, e per molto altro, non posso immaginare di vivere in una città che intitola una strada o una piazza a quest'uomo". Così Luca Montuori, Assessore all'Urbanistica di Roma Capitale, su Facebook.

Un via per Almirante: polemiche

Come sono andate le cose ieri in Campidoglio? Tutto inizia con una mozione di Fratelli d'Italia, votata dal Movimento Cinque Stelle. Il documento del partito di Giorgia Meloni prevedeva infatti l'intitolazione di una via a Giorgio Almirante. Il voto nella seduta dell'assemblea capitolina di ieri, quando in aula  erano presenti i gruppi consiliari di Fratelli d'Italia, lista civica Con Giorgia e Movimento cinque stelle. I voti favorevoli sono stati 23, due gli astenuti e un contrario, la consigliera stellata Catini. Pd e Sinistra Italiana in quel momento non erano in aula in protesta contro l'assenza della sindaca che, invece di riferire sulla vicenda Stadio - come richiesto dai dem - ha scelto di andare a Porta a Porta.

Meloni esulta(va)

Giorgia Meloni affidava a Twitter la sua esultanza: "Roma avrà via Giorgio Almirante: grazie ad una mozione di FdI approvata oggi in Campidoglio, la Capitale renderà finalmente omaggio ad uno degli uomini piu' importanti nella storia della destra e della politica italiana. Un risultato storico di cui siamo fieri e orgogliosi".

Raggi a Porta a Porta

La sindaca da Bruno Vespa appare sorpresa: "Mi sorprende, non lo sapevo perchè sono qui da lei. Se lo condivido? Se l'Aula ha votato favorevolmente è perchè i consiglieri M5S si sono determinati in questo senso, quindi assolutamente sì, se hanno votato evidentemente vogliono intitolare una strada a questo personaggio. Il sindaco prende atto della volontà dell'Aula che è sovrana, come il Parlamento". Poi arriva la retromarcia con un tweet:

Pd: "Raggi sindaco a sua insaputa"

"La Raggi ci mette una toppa - attacca  Enzo Foschi, vice segretario regionale del Pd  - e solo oggi vieta la strada dedicata al razzista e fascista Almirante e votata anche dalla sua maggioranza dei 5 Stelle. Non possiamo che apprezzare questa decisione, anche se tardiva. Resta lo sgomento per un città non governata, dove la sindaca apprende dai giornali una così importante vergognosa iniziativa partorita dalla sua maggioranza. Purtroppo Roma ha una sindaca a sua insaputa."

Stadio della Roma, Lanzalone si dimette da presidente Acea dopo gli arresti. Conte: “Corruzione è problema nazionale”

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Luca Lanzalone si è dimesso dalla presidenza di Acea dopo essere finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sullo stadio della Roma. Lo ha comunicato la partecipata del Comune capitolino in una nota anticipando che il Consiglio di amministrazione “nella riunione del 21 giugno 2018 assumerà le opportune determinazioni al riguardo”. La possibilità di un suo passo indietro era già circolata nella serata di mercoledì, quando la sindaca della Capitale Virginia Raggi aveva convocato in Campidoglio l’ad di Acea Stefano Donnarumma. Nel corso dell’incontro, infatti, Raggi aveva sollecitato una rapida soluzione per la governance dell’azienda.
Lanzalone, considerato vicino a Davide Casaleggio e secondo la capogruppo del M5s alla Regione Lazio Roberta Lombardi “portato a Roma dal gruppo che si occupava degli enti locali” (cioé Di MaioFraccaro e Bonafede), aveva un ruolo chiave nell’amministrazione capitolina. È grazie alla sua “consulenza” se è stata sbloccata la vicenda dello stadio di Tor di Valle e se sono state avviate le procedure per il concordato preventivo di Atac. Dalle carte dell’inchiesta è emerso però che Lanzalone avrebbe ricevuto promesse di consulenze per il suo studio legale pari a circa 100mila euro da parte dell’imprenditore Luca Parnasi(anche lui arrestato). Proprio il ruolo di Parnasi è considerato dagli inquirenti al centro del sistema di “corruzione sistemica e pulviscolare”che ha portato al via libera del progetto del nuovo impianto sportivo. Intanto la giustizia va avanti: gli interrogatori di garanzia dei nove arrestati sono fissati per il 15 giugno. Parnasi verrà sentito a Milano (è detenuto nel carcere di San Vittore), mentre tutti gli altri a Roma. Fra loro ci sono anche l’ex assessore regionale del Pd, Michele Civita, e il vicepresidente del consiglio regionale del Lazio, Adriano Palozzi (in quota Forza Italia).

Roma, approvata mozione di Fratelli d’Italia con i voti dei Cinque Stelle: “Si intitoli una via a Giorgio Almirante”

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Il Campidoglio dice sì a una via o a una piazza intitolata a Giorgio Almirante, fondatore e leader del Movimento Sociale italiano nonché reduce della Repubblica di Salò. La mozione, proposta da Fratelli d’Italia, è stata approvata dal consiglio comunale con i voti a favore di quasi tutti esponenti del Movimento Cinque Stelle. Non ci era riuscito neanche Gianni Alemanno, l’ultimo a tentarci. Il partito di Giorgia Meloni parla di una “vittoria storica della destra italiana e romana” poiché Almirante “ha raccolto sempre grandi consensi proprio nella Capitale”, mentre per la Comunità ebraica si tratta di “una vergogna”perché il segretario dell’Msi “non si pentì mai di aver ricoperto il ruolo di segretario di redazione del Manifesto per la Difesa della Razza“.
L’annuncio è stato dato dagli esponenti di FdI, Fabrizio Ghera, capogruppo in Campidoglio, e dai consiglieri Andrea De PriamoMaurizio PolitiFrancesco Figliomeni e Rachele Mussolini della lista civica Con Giorgia. La stessa Meloni dice che la Capitale “renderà finalmente omaggio ad uno degli uomini più importanti nella storia della destra e della politica italiana” e definisce il “risultato storico di cui siamo fieri e orgogliosi”.

Roma, studenti fanno il saluto romano in classe. La preside: “Goliardata”. I prof contro di lei: “Inaccettabile minimizzare”

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Fatto Quotidiano

“E’ incompatibile con la nostra Costituzione qualsiasi gesto che si richiami al fascismo e tanto più riteniamo inaccettabile che ciò si verifichi nel luogo che la Costituzione stessa elegge come agente formativo dei giovani, cioè la scuola“. Il gesto a cui si riferiscono 37 professori del liceo Socrate di Roma è il saluto romano con il quale alcuni ragazzi della scuola, nel quartiere Garbatella della Capitale, si sono fatti immortalare durante una foto di classe. Un episodio che la preside dell’istituto aveva descritto come “un atto goliardico fatto con intento giocoso”. Ma i docenti non ci stanno: “Non valgono le minimizzazioni. A noi come formatori è richiesto di far comprendere ai ragazzi la gravità anche di un atto compiuto con leggerezza, se questo lede valori che devono essere imprescindibili e condivisi”, scrivono i prof in una lettera inviata alla dirigente scolastica Milena Nari.

“Non si è trattato del gesto isolato di un singolo – già deprecabile – ma di un certo numero di studenti dell’ultimo anno ritratti insieme nella foto ufficiale di classe”, scrivono ancora i professori. “Non si può minimizzarecon la goliardia o la ricerca di cavilli legali volti a stabilire che il saluto fascista non è un reato in alcuni contesti”. La preside infatti, per sostenere la sua posizione, aveva citato una decisione della Corte di Cassazione e “l’assoluzione definitiva di due manifestanti che durante una commemorazione organizzata a Milano nel 2014 da appartenenti al partito Fratelli d’Italia avevano alzato il braccio destro rispondendo alla ‘chiamata del presente’ ed effettuando il saluto romano”. Secondo la dirigente scolastica, da questa sentenza “deriva che i ragazzi, sorridenti e in posa, non avevano volontà di violenza, né hanno testimoniato la volontà di ricostruzione di organizzazioni fasciste”, ha scritto la dirigente scolastica in un comunicato inviato a studenti, genitori e docenti.
Una linea non condivisa dai 37 professori che le hanno scritto: “L’intento educativo ci deve indurre ad assumerci le responsabilità di far comprendere gli errori ai ragazzi e ciò non vuol dire esercitare una volontà punitiva, ma non sottrarsi alla propria funzione. Il Consiglio di classe è sovrano in merito, ma il Liceo Socrate e chi lo dirige devono stigmatizzare la gravità del fatto e ribadire con chiarezza e fermezza i valori costituzionali che da sempre ne hanno ispirato l’azione formativa”.
A criticare la reazione della preside era stata anche la Comunità Ebraicadi Roma: “Esiste un problema nella nostra scuola se un dirigente scolastico deve essere richiamato dai propri alunni al rispetto dei valori fondanti della nostra Costituzione”, ha detto la presidente Ruth Dureghello. “Nascondersi dietro una sentenza della Cassazione è grave, ma ancora peggio è il non intervenire attraverso un percorso formativo per spiegare la gravità dell’accaduto. Invitiamo gli studenti del liceo Socrate a visitare il Museo Ebraico di Roma, così gli spiegheremo noi perché quel gesto non è goliardia”, ha concluso Dureghello.

Roma, buche battono Giro d’Italia, tappa finta per non cadere

Roma, buche battono Giro d'Italia, tappa finta per non cadere
La festa va in onda solo a metà, nel cuore della Roma imperiale. E’ a pochi metri dal Colosseo che Chris Froome trionfa per la prima volta al Giro d’Italia, immerso nella maestosità della grande bellezza. Doveva essere una passerella suggestiva, in quel museo a cielo aperto che è il centro della Capitale del mondo, si è trasformata nella salita più dura sul piano dell’immagine, come nemmeno il Colle delle Finestre, lo sterrato dove si è decisa la corsa rosa.
Lo show è stato offuscato dal grottesco, i 149 superstiti di una scorribanda di tre settimane tra Gerusalemme e Roma, avevano immaginato un finale diverso. Per esempio quello di gareggiare l’uno contro l’altro, invece di mettersi d’accordo per una scampagnata a causa di un manto stradale infame, lo stesso sperimentato ogni giorno dai romani. Che conoscono bene la difficoltà di guidare tra sampietrini sconnessi facendo lo slalom tra buche e voragini.

Blitz contro il clan Casamonica-Di Silvio. Quattro arresti a Roma per la duplice aggressione al bar

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Sono Antonio Casamonica e poi Alfredo, Vincenzo ed Enrico Di Silvio le quattro persone arrestate oggi a Roma per il raid al bar della Romanina del primo aprile scorso. Ai quattro la Procura ha contestato i reati di lesioni, minacce e danneggiamento aggravate da modalità mafiose. Nel corso del pestaggio ai danni del titolare del bar in zona Romanina e di una donna gli arrestati avrebbero detto: "qui noi siamo i padroni, è tutto nostro".
Il blitz arriva all'indomani della diffusione della notizia del raid in un bar del quartiere compiuto da membri del clan, con calci e cinghiate contro una disabile e bottigliate contro il barista. È successo la domenica di Pasqua nel bar di via Salvatore Barzilai: Antonio Casamonica e il cugino Alfredo Di Silvio sono entrati nel locale con la pretesa di passare avanti a una invalida civile, in fila prima di loro. Alle rimostranze della donna i due hanno reagito strappandole gli occhiali, spingendola contro un muro e colpendola con la cintura. Prima di lasciare il locale le hanno scaraventato via il telefono urlando: "Se chiami la polizia ti ammazziamo". Dopo mezz'ora sono tornati e hanno preso a colpi di bottiglia il barista, un giovane romeno, 'colpevole' di non essersi occupato subito di loro.
Gli arrestati sono accusati di aver aggredito e picchiato un barista e una donna perché volevano essere serviti per primi, "perché qui comandiamo noi". Una azione violenta messa in atto perché i due non volevano aspettare il loro turno, dopo avere ordinato un caffè. Un video delle telecamere a circuito chiuso poste all'interno dell'esercizio commerciale ha ripreso le varie fasi dell'aggressione. L'unica persona che reagisce alla violenza verbale dei due è una donna, invalida civile, che chiede rispetto. Una richiesta alla quale Casamonica e Di Silviio rispondono con calci in pancia, cinghiate, mani al collo oltre alle minacce.
"Se chiami la polizia ti ammazziamo, qui comandiamo noi", gridano alla donna mentre le strappano via il telefono cellulare. Dopo essersi allontanati i due sono tornati e hanno concentrato la loro violenza contro Marian Roman, cittadino romeno di 39 anni e titolare dell'esercizio commerciale. "Qui comandiamo noi" le parole scandite prima di passare al pestaggio. Le due vittime hanno trovato la forza di denunciare quanto avvenuto. Il bar, dopo pochi giorni di chiusura, ha riaperto i battenti anche se resta la paura.
Sulla vicenda indaga la polizia e il fascicolo di indagine avviato in Procura è stato affidato ai pm della Direzione distrettuale antimafia. Lesioni, minacce e danneggiamento i reati ipotizzati anche se gli inquirenti stanno valutando di contestare l'aggravante di tipo mafioso.

A Roma una nuova città sotto Colle Oppio, mancano i fondi per gli scavi



La Stampa

Un’altra città sotto Roma. Lo scenario, importante e suggestivo, è stato illustrato da Eleonora Ronchetti della Soprintendenza capitolina durante la commissione Cultura-Ambiente del comune: «Crediamo che sotto tutta l’area della Polveriera di Colle Oppio come in tanti altri punti di Roma ci possa essere una nuova Pompei, ma al momento non mi sembra che ci siano le condizioni per procedere a uno scavo». Per accertarlo servirebbero stanziamenti economici consistenti: «Ci vorrebbe qualche milione di euro per fare uno scavo archeologico e accertare l’entità e l’estensione delle Terme di Tito- ha spiegato - negli anni 98-99 gli scavi vennero reinterrati per motivi di sicurezza pubblica, era l’epoca di Ocalan e la comunità curda dormiva lungo l’area archeologica quindi si decise di reinterrarli per rendere sicuri gli scavi e la vita stessa delle persone».  

Al centro del dibattito il progetto che prevede la realizzazione di due nuovi campi di calcetto nell’area della Polveriera, area indicata dal I Municipio, e il rifacimento del campo di Basket, accanto al quale verrà costruita ex novo una pista per il pattinaggio e lo skate. Il primo a esprimere contrarietà, per la vicinanza dell’area agli scavi archeologici, è stato Vitaliano Biondi, dello staff dell’assessorato all’Ambiente: «Come rappresentante dell’assessore Montanari esprimo un parere negativo sulla presenza di un playground in questa zona - ha detto - sono utili nelle periferie o in zone degradate non nel primo municipio o nelle ville storiche». Tra i contrari anche la consigliera M5S del I Municipio Giusy Campanini: «Se si fa il playground andrò dai carabinieri a fare immediatamente un esposto».  

«Ad oggi gli scavi sono ben protetti, a una notevole profondità sotto il manto erboso. C’è un’unica parte che emerge ma non è interessata dagli impianti sportivi presenti lì dagli anni cinquanta, e che attualmente non sono ben messi- ha sottolineato Ronchetti per poi spiegare che il parere favorevole con prescrizioni della Sovrintendenza capitolina al progetto di playground è stato emesso perché «se si recupera una qualità migliore di tutta la zona questo andrebbe a vantaggio della città e dei cittadini, secondo il progetto presentato non viene toccato nulla del sottosuolo. I resti archeologici restano protetti: a meno che con qualche milione di euro non si riaprano gli scavi e si recupera una nuova Pompei, forse questa sembra la soluzione migliore. Questo progetto non ha rischi per il progetto archeologico sottostante». 

Roma-Liverpool, l’arbitro Skomina manda i Reds in finale: negati due rigori e quel fallo su Dzeko…

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La Roma è stata eliminata di misura dal Liverpool ma ha tutte le ragioni per protestare perché, tra andata e ritorno, ha subito importanti torti arbitrali.
Prima di focalizzare l’attenzione sulla semifinale di ritorno, ricordiamo che il terzo gol segnato dal Liverpool nella gara di andata, nasce da una posizione di fuorigioco di Mohamed Salah.
Ieri sera è andata anche peggio. Al 26′, Dzeko ha servito involontariamente Wijnaldum, che poi ha segnato, perché è stato spinto al momento del colpo di testa arretrato.

Al 49′ Edin Dzeko è stato fermato per un fuorigioco inesistente, era tenuto in gioco da Van Dijk. L’attaccante bosniaco ha dribblato Karius che lo ha steso. C’era il calcio di rigore per la Roma e ci sarebbe potuto essere il cartellino rosso per il portiere del Liverpool.

Ma l’errore dell’arbitro Skomina più grave, e davvero clamoroso, si è verificato al 63′ quando Arnold è stato autore di una vera e propria parata su un tiro a botta sicura, e da due passi, di Stephan El Shaarawy. C’era rigore per la Roma ed espulsione per il calciatore del Liverpool.

Insomma tra l’episodio di Karius, e questo di Arnold, la Roma avrebbe potuto calciare almeno un rigore e avrebbe giocato in superiorità numerica per gran parte della partita.

Discutibile, invece, il rigore assegnato alla Roma al 93′. C’è il tocco di mano in area di Klavan ma è attaccato al corpo. L’arbito avrebbe potuto non assegnare questo rigore ai giallorossi. Ha il sapore di una compensazione che tale non è.

James Pallotta: “Eliminati da arbitraggio imbarazzante”
“E’ imbarazzante essere eliminati in questo modo, non si può giocare una competizione come la Champions senza la Var, non si può andare avanti così, diventa una presa in giro, è ridicolo. Complimenti al Liverpool, certo, è difficile arbitrare, certo, ma stasera è stata una figuraccia inaccettabile”

Monchi furioso: “Senza errori arbitrali sarebbe cambiato tutto”
“Senza gli errori arbitrali sarebbe cambiato tutto. Là abbiamo subito un gol in fuorigioco, qui non ci hanno dato due rigori clamorosi. E’ il momento di alzare la voce, non solo la Roma. Anche la Juve ha sofferto col Real, il calcio italiano deve alzare la voce perché è clamoroso quello che è successo”.

Così il ds giallorosso Monchi, a Premium: “Sono spagnolo ma penso che il calcio italiano debba alzare la voce perché così non è normale. Non capisco perché non ci sia la Var nella competizione calcistica per club più importante.

Federico Fazio: “C’erano due rigori clamorosi per noi”
“Dobbiamo dare continuità nei prossimi anni, dobbiamo pensare all’anno prossimo e imparare dai nostri errori. Questo deve essere l’inizio, dobbiamo continuare in questo modo”. Così Federico Fazio dopo l’inutile vittoria della Rima sul Liverpool che manda i Reds in finale di Champions.

“Peccato, anche per i due rigori clamorosi che non ci hanno dato – lamenta l’argentino – e anche per i soli tre minuti di recupero. Ma dobbiamo pensare positivo, prendere tutto il buono che abbiamo fatto. Dobbiamo alzare la testa e continuare”.

Roma-Liverpool 4-2, onore ai giallorossi: vincono ma non basta per la finale

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Di Lorenzo Vendemiale
Rimonta sì, ma niente miracolo: quelli succedono una volta sola e la Roma – a un passo dall’impresa – lo aveva già compiuto contro il Barcellona. In finale di Champions League ci va il Liverpool, sconfitto 4-2 ma in maniera indolore, capace di passare in fondo senza troppi patemi la prova del ritorno grazie ai gol nel primo tempo di Manè e Wijnaldum, rimontati solo alla fine da Dzeko e Nainggolan. Saranno i Reds di Jurgen Klopp a sfidare a Kiev l’invincibile Real Madrid di Zidane, ma i giallorossi escono tra gli applausi con un’altra prestazione forse non perfetta, ma comunque da brividi.

All’Olimpico finisce 4-2, al termine di una partita folle, ma non come avrebbe voluto Di Francesco: tra difese imbarazzanti, disimpegni sbagliati, autogol e svarioni arbitrali, la semifinale di ritorno è stata una girandola di emozioni che alla fine ha premiato la squadra più forte, o che se non altro partiva da un vantaggio più che rassicurante. Nel punteggio i giallorossi si sono fermati a un passo dal pareggiare il 5-2 dell’andata e trascinare la sfida ai supplementari, ma di fatto la qualificazione non è mai stata in bilico, perché la Roma si è ritrovata a dover inseguire anche stasera, quando invece avrebbe dovuto mettere subito sotto gli inglesi. È bastato un banale retropassaggio sbagliato da Nainggolan a inizio match per chiudere i giochi prima che si potessero eventualmente riaprire: contropiede perfetto orchestrato da Firmino e concluso da Manè,Olimpico gelato proprio quando cominciava a scaldarsi. 

I giallorossi a quel punto avrebbero dovuto segnarne addirittura quattro. La partita non è finita lì solo perché il Liverpool uno se l’è fatto subito da solo, con un clamoroso autogol di Milner, colpito in faccia da una pallonata di Lovren. Ma è stato solo un episodio, perché per tutto il primo tempo gli inglesi hanno confermato quello che si era visto all’andata, cioè di poter colpire a piacimento la difesa della Roma, in contropiede o con manovra avvolgente, al centro o sugli esterni, palla a terra o col gioco aereo. Stavolta pure senza Salah, fischiatissimo per timore più che per odio, frenato dalla marcatura di Manolas e forse pure da un pizzico di nostalgia della Capitale. In compenso Manè si è rivelato imprendibile per Florenzi, e da lì sono nate tutte le occasioni inglesi. Anche l’angolo da cui è scaturito il raddoppio in mischia di Wijnaldum, che ha riportato i Reds a distanza abissale.
Nonostante lo svantaggio, però, la giostra impazzita della partita è andata avanti fino al 90’ e oltre, grazie soprattutto alla voglia dei padroni di casa: se i ragazzi di Di Francesco hanno avuto un merito stasera, è stato quello di crederci anche quando era diventata effettivamente impossibile. El Shaarawy ha colpito un palo prima dell’intervallo, Dzeko ha pareggiato a inizio ripresa su una respinta corta di Karius. La speranza, almeno nei supplementari, avrebbe potuto davvero riaccendersi se l’arbitro avesse assegnato nel momento migliore dei giallorossi un rigore piuttosto netto per un fallo di mano di Alexander-Arnold. Ma il contatto è molto ravvicinato, Skomina non l’ha visto o comunque non ha fischiato. E così il gol del 3-2, con un bel destro da fuori di Nainggolan, è arrivato solo nei minuti finali: troppo tardi, come il rigore (stavolta inesistente) del 4-2 finale, in pieno recupero, subito prima del triplice fischio che manda i Reds a Kiev e i giallorossi a consolarsi sotto la loro curva.
C’è un altro Liverpool, dunque, nella storia della Roma: 34 anni dopo l’indimenticabile finale di Coppa dei Campioni persa in casa ai calci di rigore, la Roma si arrende di nuovo agli inglesi. La stessa delusione collettiva vissuta dai padri e tramandata di generazione in generazione nella Capitale, adesso appartiene anche ai figli. Ma stavolta con più orgoglio per essere arrivati fino a qui che rimpianti per la sconfitta, come dimostra anche l’applauso finale di tutto lo stadio. Resta comunque un grande traguardo, e il ricordo altrettanto indimenticabile della rimonta contro il Barça. Adesso bisogna solo lavorare perché per la prossima semifinale non passino altri 34 anni, con o senza Liverpool.

Epifania e saldi, Roma blindata nelle vie dello shopping

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In occasione dell’Epifania e dell’inizio dei saldi, i militari dell’Esercito saranno impiegati nelle vie dello shopping e presso alcuni centri commerciali quali Porta di Roma, Eur Roma 2 e Roma Est. Nei centri commerciali il servizio sarà articolato su un pattugliamento all’interno del sito, mentre nelle vie dello shopping come Piazza Re di Roma, Viale Marconi e Via Cola di Renzo i soldati avranno il compito di presidio del territorio con gli assetti normalmente adoperati per l’Operazione “Strade sicure”. Il servizio è stato disposto dalla Questura di Roma. Rimane inalterato, invece, il dispositivo della forza armata presente abitualmente in Piazza Navona e Via del Corso.
Sempre a partire da oggi il Raggruppamento ‘“Lazio Umbria Abruzzo”, a guida della Brigata Granatieri di Sardegna e agli ordini del generale di brigata Paolo Raudino, ha incrementato il suo dispositivo assumendo il comando della Task Force Roma 3 con la responsabilità delle zone colpite dal terremoto nell’Italia centrale e le sedi giudiziarie dell’Umbria in Perugia e Spoleto.

Rifiuti, l’Emilia Romagna salva Roma: li prenderà in quantità limitate per 40 giorni

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Quantità limitate e prestabilite, tassativamente non superabili e non reiterabili, inferiori rispetto ad analoghi interventi passati, e per un periodo limitato, poco più di 40 giorni effettivi. “Per solidarietà istituzionale e senso di responsabilità verso i cittadini e la collettività romana e per l’immagine del Paese a livello internazionale, visto che si parla della Capitale”. L’Emilia-Romagna ha deciso di accogliere la richiesta della Regione Lazio legata all’emergenza rifiuti a Roma chiudendo così la polemica che nei giorni scorsi aveva contrapposto il governatore emiliano alla sindaca della capitale Virginia Raggi.
In una propria delibera, la Giunta ha fissato limiti rigidi quanto a tempi e quantitativi: saranno i termovalorizzatori di Parma, Modena e Granarolo nel bolognese, individuati d’intesa con gli amministratori locali, a smaltire non più di 15mila tonnellate complessive (5mila per ogni impianto) di rifiuti indifferenziati provenienti dalla Capitale. Quantità che rientrano nelle capacità termiche già programmate per singoli impianti: vista la necessità espressa da Roma, smaltire 350 tonnellate giornaliere, l’impegno per l’Emilia-Romagna non supererà i 43 giorni pieni. In caso di giornate senza smaltimenti o con smaltimenti parziali, l’atto della Giunta fissa comunque in massimo 60 giorni effettivi l’impegno regionale a partire dal primo conferimento negli stabilimenti individuati.
“Una decisione non facile – affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore all’Ambiente, Paola Gazzolo – Abbiamo comunque scelto di raccogliere la richiesta arrivata dal governatore Zingaretti per senso di responsabilità di fronte a difficoltà e a una emergenza che non possono continuare a ricadere sui cittadini di Roma e per solidarietà istituzionale, specie di fronte all’appello a sindaci e Regioni arrivato dallo stesso Zingaretti. Negli ultimi due anni abbiamo dato una mano, una sola volta all’anno, a chi aveva bisogno e non ci tiriamo indietro nemmeno stavolta, con tempi e quantitativi certi e non superabili. Sia chiaro, però, che è ora di dire basta, di cambiare e adottare ovunque misure strutturali che portino a una svolta, senza dover ricorrere all’intervento di altri territori virtuosi. In Emilia-Romagna siamo pienamente autosufficienti sullo smaltimento- proseguono Bonaccini e Gazzolo – e siamo tra le regioni più virtuose in Italia per la raccolta differenziata che quest’anno ha raggiunto il 62%. E con l’introduzione della tariffazione puntuale punteremo a superare il 70% nel 2020. Sono risultati frutto di scelte precise, a partire dalla legge per l’economia circolare che premia i comuni più virtuosi con sgravi sulle bollette. Nel 2018 aggiungeremo altri 2 milioni di euro per premiare ancora di più i cittadini che differenziano e per migliorare il rendimento dei territori, perché vogliamo che il riciclo aumenti. Dunque, si può fare e bene: le amministrazioni locali ancora indietro, passino dalle parole ai fatti, per passare dall’emergenza all’autosufficienza”.
Come spiega Repubblica, i costi di conferimento e le modalità di pagamento saranno pattuiti direttamente tra i gestori degli impianti di partenza e di arrivo dei rifiuti, in linea con i costi emiliano-romagnoli, con una quota “verde” aggiuntiva che sarà versata ai comuni di Parma da parte della società Iren Ambiente spa e di Modena e Granarolo (Bo) da parte della società Hera Ambiente spa, con il coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali. Il trasporto dei rifiuti dovrà avvenire nel rispetto delle norme vigenti a salvaguardia dell’ambiente e sarà monitorato da Arpae, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale.
Sul tema è intervenuto anche il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: “La soluzione trovata, emergenziale e dunque necessariamente limitata nel tempo, è utile a scongiurare l’ennesima situazione di crisi per Roma: si usi questo tempo e questa apertura istituzionale per individuare le soluzioni strutturali che da tempo mancano a Roma quando si parla di chiusura del ciclo integrato dei rifiuti”.

Virginia Raggi: “Non mi ricandido. Arrivare viva alla fine di questo mandato sarà già un successo”

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Virginia Raggi (Foto Ansa)
Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, sgombra il campo da eventuali dubbi: “Non mi ricandido. Arrivare viva alla fine di questo mandato sarà già un successo”, ha detto, ricordando la regola dei due mandati in vigore nel Movimento 5 stelle. Una regola che, proprio di recente, è stata al centro della querelle tra il partito grillino e il sindaco di Pomezia, il pentastellato Fabio Fucci, che ha invece intenzione di ricandidarsi alle elezioni regionali 2018 per un terzo mandato.
“La regola è chiara e ce la siamo data”, ha detto Raggi, che a un giornalista che le sottolinea come servano due mandati per completare l’opera di un sindaco ha risposto: “Intanto direi che arrivare viva alla fine di questo mandato sarà un grandissimo successo”.
“Se toglierò le deleghe di vicesindaco della Città Metropolitana a Fabio Fucci? Di questo ne parleremo in maggioranza, c’è una maggioranza in Città Metropolitana che deve essere coinvolta”: così il sindaco di Roma ha commentato il caso Fucci.
Fabio Fucci, attuale vicesindaco della Città Metropolitana e sindaco di Pomezia, è entrato in rotta con il M5S perché dopo due mandati intende ricandidarsi contravvenendo alla regola M5S sul massimo dei due mandati elettivi.

ROMA, la proposta del Comune: '1000 euro al mese a chi accoglie un profugo'

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Di Salvatore Santoru

A Roma, il Comune ha deciso di proporre una ragguardevole offerta alle famiglie che decideranno di ospitare un profugo
L'assessore ai Servizi Sociali Laura Baldassarre ha parlato di tale proposta in un'intervista al "Messaggero", sostenendo che si rifà allo studio di un 'modello di accoglienza diffusa' nordeuropeo.

Tale proposta ha suscitato diverse critiche, specialmente da testate e partiti legati alla destra e al centrodestra.

PER APPROFONDIRE: http://it.blastingnews.com/cronaca/2017/11/roma-il-comune-vuole-dare-mille-euro-al-mese-a-chi-accoglie-un-profugo-002200185.html

Qualità della vita, Belluno top Sprofondano Torino e Roma

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Di Franco Grilli

Per vivere bene bisogna spostarsi in montagana: esattamente a Belluno. È questa la provincia, secondo la classifica del Sole 24 Ore, in cui si vive meglio per quanto riguarda i parametri sulla qualità della vita.

Ma non c'è solo Belluno. La montagna a quanto pare è diventato sinonimo di garanzia per chi cerca uno stile di vita che possa assicurare benessere manche un reddito adeguato. Infatti nei piani altri della lista del quotidiano economico troviamo anche Aosta, Sondrio, Bolzano, Trento e Trieste. A queste va aggiunta anche una località del Piemonte come Verbano-Cusio-Ossola. Sul fondo della classifica invece si trovano province del sud che riguardano soprattutto la Campania e la Puglia con Caserta e Taranto che sono negli ultimi dieic posti. Non ci sono nemmeno notizie confortanti per la Calabria, Reggio infatti è al terz'ultimo posto. E le Isole? Al 52esimo posto c'è Oristano. Palermo incvece va su di due posiizoni e di fatto si ritrova al 97esimo posto, Napoli invece al 107esimo. Pe rquanto riguarda le due città principali italiane troviamo Torino che perde cinque posizioni, Milano è all'ottavo posto mentre Roma ha perso ben 11 pozioni scivolando al 24esimo posto. Non ci sono buone notizie per Bologna e Firenze che perdono ben sei posizioni. Tra le soprese c'è Ascoli Piceno che recupera ben 27 posizioni e balza dal 42esimo posto al 15esimo. Pescara ne scala ben 19 e Treviso 18.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/qualit-vita-belluno-top-sprofondano-torino-e-roma-1467834.html

Roma, stress per i medici, ma era aneurisma. Ragazzina muore a 14 anni

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Secondo i medici del Pronto soccorso dell’Ospedale Pertini di Roma era solo stress. Invece si trattava di un aneurisma. Così una ragazza di 14 anni è morta dopo un calvario di ore.
E’ accaduto lo scorso 6 novembre. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine, al momento contro ignoti, e procede per omicidio colposo.
La giovane, secondo quanto ha denunciato l’avvocato della famiglia, Giuseppe Rombolà, si è sentita male intorno alle 8:30 di lunedì 6 novembre, pochi minuti dopo essere entrata a scuola, al liceo classico Orazio. “E’ stata subito chiamata l’ambulanza che, in codice giallo, ha trasportato la ragazza all’ospedale Pertini”, aggiunge l’avvocato.
Lì la giovane viene raggiunta dalla madre. La ragazza viene tenuta in osservazione per circa due ore. I medici, spiega l’avvocato, “dicono alla madre che è stress e solo dopo diverse insistenze fanno una tac al cervello dalla quale emerge l’aneurisma”.
Nonostante ciò, la ragazzina non viene sottoposta ad un intervento chirurgico ma trasportata all’ospedale Bambino Gesù in ambulanza. Qui, però, arriva “dopo un’ora in condizioni disperate e dopo un disperato intervento chirurgico muore”.

Roma, consigliere municipale M5s: “Allontanate quelli del Pd anche col metodo Spada”. I dem: “Si dimetta”

Roma, consigliere municipale M5s: “Allontanate quelli del Pd anche col metodo Spada”. I dem: “Si dimetta”
Di Vincenzo Bisbiglia
Allontanate i consiglieri del Pd anche utilizzando il metodo Spada”. Cioè a testate. È una frase pesante, una battuta estremamente fuori luogo, quella pronunciata davanti a testimoni da Fabio Talamoni, consigliere M5s al Municipio XI di Roma. Una polemica subito cavalcata dal Partito democratico, che sta chiedendo le dimissioni del portavoce municipale e la cacciata dal Movimento.
“Ha sbagliato e non lo giustifico, ma stava scherzando, l’ha detto anche con il sorriso”, ha provato a ridimensionare il presidente del Municipio XI, Mario Torelli, contattato da ilfattoquotidiano.it, mentre lo stesso Talamoni ha preferito rimanere in silenzio senza neanche provare a difendersi. In un momento in cui l’opinione pubblica capitolina è ancora scossa per la testata di Roberto Spada, fratello del boss di Ostia “Romoletto”, al giornalista Daniele Piervincenzi, le parole di Talamoni hanno ovviamente infiammato il dibattito politico. Anche perché, proprio per quell’aggressione, il pugile è in carcere con l’accusa di lesioni e violenza privata con l’aggravante del metodo mafioso. Non esattamente un episodio su cui scherzare, cosa che evidentemente il Pd ha subito sottolineato.
La frase incriminata sarebbe stata detta da Talamoni a un agente della Polizia Locale in un momento di grande concitazione del Consiglio municipale, quando i consiglieri del Pd si erano resi protagonisti di una momentanea occupazione dell’Aula, azione di protesta che aveva portato alla sospensione dei lavori. “Queste parole vergognose e irresponsabili non possono passare inosservate”, hanno subito scritto in un comunicato stampa i consiglieri municipali dem Maurizio VelocciaGianluca LanziGiulia Fainella e Angelo Vastola, per poi aggiungere: “Crediamo che persone del genere non possano continuare a ricoprire incarichi istituzionali e chiediamo che la Sindaca intervenga per chiarire che quanto dichiarato dall’esponente grillino non sia la posizione di tutto il M5S”.

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