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NON SOLO REGNO UNITO: CATENA DI ATTENTATI MONDIALI, CON EPISODI ANCHE IN BRASILE E PAESI BASSI


Di Guido Da Landriano

Ieri i mass media italiani hanno parlato dell’attacco a Londra, con le famose immagini dell’attentatore che viene prima disarmato da un passante (un passante!) ed ucciso dalla polizia, dopo aver , purtroppo, accoltellato a morte due innocenti passati:
BREAKING UPDATE: Attacker armed with a knife stabbed people on London bridge, he was shot dead by armed police forces, number of stabbed people currently not yet confirmed.
Ecco un altro video in cui si vede la scena

Questo attacco non è stato però l’unico. Quasi in contemporanea ce n’è stato uno simile in Olanda, dove a L’Aja c’è stato un altro attacco simile con il coltello che ha lasciato almeno 7 feriti e la polizia sta cercando un uomo fra i 45 ed i 50anni:
BREAKING UPDATE: Attacker armed with a knife stabbed people on London bridge, he was shot dead by armed police forces, number of stabbed people currently not yet confirmed.
Poi c’è stato un terzo attacco in Brasile, dove un uomo armato di coltello ha preso ostaggio sei persone in un bar centrale di Rio de Janeiro.
CENTRO | RUA DO RESENDE: ocorrência policial interdita totalmente a via, na altura da Mem de Sá. CET-Rio acionada.
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ATUALIZAÇÃO | RUA DO RESENDE: ocorrência policial interdita totalmente a via, na altura da Mem de Sá. Guarda Municipal e CET-Rio no local.
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Può essere una pura casualità, ma può anche non esserlo. L’attacco con il coltello è il più insidioso perchè letteralmente chiunque può farlo, con un’arma trovabile in qualsiasi negozio di casalinghi. Vietare i coltelli a punta, come si è detto nel Regno Unito, è una fesseria, anche perchè per rendere di nuovo appuntito un coltello basta una lima ed un po’ di volontà. Bisogna andare alla base del disagio che crea queste stragi ed iniziare a combattere le cause di questi fenomeni, dall’altro reprimere, senza tanti problemi, tutti coloro che, con teorie politiche o religiose, o miste, appoggiano questo tipo di fenomeni.

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Bus dirottato, Sy resta in carcere. Il gip: “Voci dei bambini morti in mare? Opera maldestra di rivisitazione della realtà”

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Ousseynou Sy resta in carcere con l’accusa di strage aggravata dalla finalità terroristicasequestro di persona, resistenza e incendio. Lo ha deciso il gip di Milano, Tommaso Perna, convalidando l’arrestodell’autista che giovedì ha dirottato il bus con a bordo 51 studenti di una scuola media di Crema per poi dare fuoco al mezzo.
Per il giudice, che ha sposato in toto le contestazioni avanzate dal capo del pool dell’Antiterrorismo milanese Alberto Nobili e dal pm Luca Poniz, è “provato”, tra l’altro, che Sy avesse con sé un coltello e una “pistola”come riferito da alcune testimonianze e l’uomo “mostra una totale assenza considerazione rispetto alle regole di convivenza” e ciò “non consente di formulare una positiva prognosi sul suo comportamento futuro” e quindi “l’unica misura adeguata a contenere la fortissima spinta criminale dell’indagato, è quella della custodia cautelare in carcere”.

Per Perna, tra l’altro, l’autista senegalese con cittadinanza italiana nel corso dell’interrogatorio sostenuto venerdì ha fornito una “posticcia e maldestra opera di rivisitazione della realtà” al fine di “poter contare sui benefici conseguenti ad una eventuale, ed improbabile, dichiarazione di incapacità di intendere e di volere”. Il riferimento del gip è alle “voci dei bambini morti in mare” che Sy ha detto di aver “sentito” e che lo avrebbero spinto verso la sua azione dimostrativa.
A differenza del “contenuto delle dichiarazioni rese davanti ai pm “nelle quali non aveva mai parlato delle voci”, scrive il gip, “in sede di udienza di convalida, da una parte” ha “confermato quanto dichiarato in precedenza, dall’altra, non senza una certa abilità, ha contestualmente tentato di fornire un quadro in qualche misura viziato da una sorta di pregiudizio di natura psichica”.

Piuttosto, lo “scopo sotteso all’azione” di Sy “era quello di costringere, o comunque condizionare, le politiche migratorie attualmente adottate dal governo in carica”. Il suo “intento” era “quello di compiere un’azione dimostrativa sull’onta dell’ira” in lui generata, come ha riferito, “dall’episodio del mancato sbarco di 49 persone”, ossia la vicenda della nave Mare Jonio. Per il giudice è “del tutto inverosimile” la versione “offerta dall’indagato secondo cui non era sua intenzione quella di mettere in pericolo la vita degli ostaggi, dovendosi invece ritenere che soltanto per una combinazione di fattori indipendenti dalla sua volontà non si sono verificate conseguenze ben più gravi”.
La potenzialità offensiva della sua azione, si legge, era “elevatissima e concretamente idonea a raggiungere lo scopo terroristico prefissato”. Se fosse stata portata a compimento, “l’azione avrebbe senza dubbio alcunogravemente intimidito la popolazione e avrebbe, con ogni probabilità, condizionato i pubblici poteri in relazione alle politiche in materia di accoglimento degli stranieri”.

“Io non dormo quasi mai – ha messo a verbale Sy davanti al gip – perché ricorrono nella mia mente le voci dei bambini morti. Una volta sull’autobus mi si è presentato un bambino che mi ha chiesto di direzionare l’autobus a Linate“. E ha anche mostrato al giudice una “effige in cui è raffigurato il vicepremier Di Maio, che viene presentato dall’indagato come la foto di un bambino morto”. E ha insistito: “I bambini che si presentano nella mia mente mi hanno chiesto di essere aiutati, ma di non fare male ai bambini presenti sull’autobus”.
In più occasioni nell’interrogatorio, spiega ancora il giudice Perna, “si è riferito alla propria persona al plurale, così intendendo volersi riferire a sé stesso ed ai ‘bambini nella mia mente'”. Quando i carabinieri “mi hanno intimato di fermarmi – ha detto ancora – io ho proseguito perché loro non possono fermarmi quando io e i miei bambini decidiamo di fare qualcosa. Tra i miei bambini ce ne sono alcuni molto cattivi… Io e i bambini morti in mare non accettiamo che l’Africa venga sfruttata. Non avrei mai avuto lo stesso comportamento se sull’autobus ci fossero stati i miei bambini morti”.

Il giudice, che non gli ha creduto, parla di un “maldestro tentativodell’indagato di fornire una versione viziata del suo operato” che si scontra “con alcuni dati fattuali che debbono ritenersi incontrovertibili”. Davanti ai pm, infatti, spiega il gip, quei “bambini morti in mare” li aveva usati ma “per ribadire il suo convincimento di matrice fortemente ideologica”. Nel primo interrogatorio aveva dichiarato “anche condivisibilmente, di soffrire a causa delle morti in mare, di sentire il dolore dei morti”.

TERRORISMO ANTI-ISLAMICO, attacco in 2 moschee fa 49 morti in Nuova Zelanda. 4 arresti, commando ispirato a Breivik


Di Salvatore Santoru

Un attacco terroristico ha scosso la Nuova Zelanda. Più specificatamente, riporta Repubblica, nella città di Christchurch sono state attaccate due moschee. Il bilancio è di 49 morti e l'attacco è stato filmato in diretta Facebook.

Il commando responsabile delle violenze era composto da 4 individui, 3 uomini e 1 donna. Il manifesto del leader del gruppo terroristico, Brenton Tarrant, era ispirato al terrorista anti-islamico Anders Breivik e ad altri individui che si erano macchiati di reati contro individui musulmani e/o migranti.

Ideologicamente tale manifesto era un mix di estremismo anti-islamico e suprematismo bianco/neonazismo radicale.

Dopo Battisti riparte la caccia: "Riscontri su decine di altri terroristi"

Di Claudio Cartaldo
Ci sono loro tre a raccogliere le domande sull'arresto e l'arrivo in Italia di Cesare Battisti.
Giuseppe Conte, Matteo Salvini e Alfonso Bonafede rispondono alle domande della stampa a Palazzo Chigi poche ore dopo lo sbarco a Ciampino del terrorista dei Pac. I toni sono entusiastici e sottolineano "il grande risultato" dopo 37 anni di attesa.
"Mi limito a osservare che abbiamo garantito il percorso più sicuro e veloce perchè arrivasse in Italia", ha detto Conte parlando della decisione di non far fare uno scalo tecnico in Brasile a Battisti. In questo modo, infatti, è stato possibile aggirare un accordo (siglato da Orlando) secondo cui se Battisti fosse stato estradato non avrebbe potuto scontare l'ergastolo, ma solo 30 anni di carcere. Resta comunque il ringraziamento rivolto a Bolsonaro "per il cambiamento di rotta" che ha permesso la svolta politica e, ovviamente, al "governo boliviano per la massima collaborazione che c'è stata".
Dopo la cattura dell'ex Pac, restano altri latitanti da catturare. È a loro che il ministro dell'Interno pensa quando, di fronte ai cronisti, parla di quelle "decine di terroristi che non stanno scontando condanne nel nostro paese". Le autorità italiane stanno "lavorando" su di loro e secondo Salvini ci sarebbero "già alcuni elementi e riscontri positivi, non posso ovviamente aggiungere altro". Si tratta di terroristi di "qualsiasi colore: rossi, neri, bianchi, verdi".
Sulla stessa linea anche Bonafede: "La fuga di Battisti ha mortificato il dolore degli italiani ed è stata protetta da alcuni governi, come quello francese o quello brasiliano di Lula. Adesso i valori principali di ogni democrazia vengono rispettati". Per il ministro della giustizia "oggi è stato un momento importante per tutto il popolo italiano, in particolare per le vittime di Battisti. Tutti avevano la ferma volontà di rivendicare il diritto che chi ha sbagliato deve pagare".

Esplosione in metropolitana a Londra, Scotland Yard: 'E' terrorismo'

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Di Salvatore Santoru

Torna l'incubo terrorismo a Londra.
Un ordigno artigianale è stato fatto esplodere nella metropolitana alle 8.20 in un treno che stava per arrivare nella stazione di Parsons Green(1).

Secondo Scotland Yard,come riportato dall'ANSA(2), si è trattato di terrorismo.

NOTE:

(1)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2017/09/londra-esplosione-in-metropolitana.html

(2)http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/09/15/esplosione-nella-metro-a-londra-molti-feriti_0d40bb7a-e71d-45fe-8b73-ca0c40bccf7e.html

Attentato a Barcellona, la Cia aveva avvertito la polizia catalana due mesi fa

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Libero

La Cia aveva allertato i Mossos, la polizia catalana, due mesi fa sulla possibilità che a Barcellona, e in particolare sulla Rambla, ci potesse essere un attentato come quello che poi si è verificato oggi pomeriggio. Lo riferisce il quotidiano spagnolo El Mundo.

http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/13218915/attentato-barcellona-cia-aveva-avvertito-la-polizia-catalana-due-mesi-fa-.html

Russia, attacco terroristico nella metro di San Pietroburgo: 14 morti, 47 feriti. Due ricercati, “uno filmato dalle telecamere”

Sono almeno 14 i morti causati dall’esplosione avvenuta alle 14.40 (ora locale) in un convoglio della metropolitana di San Pietroburgo, tra le stazioni di Tekhnologichesky Institut – centro di interscambio tra la linea blu e la rossa – e Sennaya Ploshchad. E almeno 47 i feriti, di cui 6 gravi, secondo gli ultimi aggiornamenti del ministero della Salute. Secondo il portale Fontanka, che ha base in città, 10 vittime si trovavano sul vagone della metro, mentre le altre 4 sarebbero decedute o in ospedale o mentre ricevevano i primi soccorsi.


A esplodere è stato un ordigno rudimentale: una valigetta ventiquattrore riempita di frammenti di proiettili, il cosiddetto shrapnel, che deflagrando sono in grado di ferire un gran numero di persone. Probabilmente, precisa Interfax, è stato “lasciato su un vagone prima della partenza del treno”, e quindi non si tratta di un attacco kamikaze.
Un secondo ordigno inesploso è stato rinvenuto poco dopo l’esplosione alla fermata della metropolitana Ploshchad Vosstaniya: era “mascherato da estintore” e la sua potenza era pari a un chilo di tritolo. Il dispositivo conteneva “elementi lesivi” al suo interno ed è dunque simile a quello usato all’interno del convoglio, per quanto molto più potente.

L’esplosione nella metro è stata classificata come “attacco terroristico” dalla procura generale russa e dal premier Dmitri Medvedev che avviene nel giorno in cui a Strelna, a pochi chilometri da lì, era arrivato il presidente della Federazione russa Vladimir Putin per incontrare il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko. 

BERLINO, SECONDO LA POLIZIA IPOTESI TERRORISMO DIETRO L'ASSALTO DI UN CAMION IN UN MERCATINO NATALIZIO

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Di Salvatore Santoru

Ipotetico nuovo attacco terroristico in Europa, questa volta in Germania.
A Berlino un camion è piombato improvissamente in mezzo alla folla a un mercatino natalizio nei pressi della Chiesa del Ricordo e secondo la Polizia può trattarsi di terrorismo di matrice islamista.

PER APPROFONDIRE:

http://it.blastingnews.com/cronaca/2016/12/berlino-camion-piomba-sulla-folla-in-un-mercato-natalizio-per-la-polizia-e-terrorismo-001335213.html

TERRORISMO, ENRICO MENTANA SU FACEBOOK: 'DEPRESSIONE LA CAUSA DEGLI ATTENTATI? VOGLIONO BATTERE IL TERRORISMO CON IL PROZAC?

"Vogliono sconfiggere il terrorismo con il Prozac". Enrico Mentana commenta così i recenti attacchi in Europa. Gli autori delle stragi di Nizza e Monaco di Baviera, Mohamed Lahouaiej Bouhlel e Ali Sonbaly, erano due persone alle prese con problemi di depressione, hanno accertato gli investigatori. "La situazione si deteriora, ma qualcuno continua a darne una lettura minimalista, quasi surreale", scrive il direttore del Tg La7 su Facebook.
"A leggere alcuni commenti sembra che la causa prima degli attentati più che lo Stato Islamico sia lo Stato Depressivo. Vogliono sconfiggere il terrorismo col Prozac", conclude con tono polemico il giornalista.

STRAGE DI MONACO: L'ATTENTATORE HA DECISO DI FARE IL BULLO VIOLENTO E TERRORISTA PER "VENDICARSI" DEL BULLISMO SUBITO

Strage di Monaco, l'attentatore è il 18enne tedesco di origini iraniane Alì Sonboly

Di Salvatore Santoru

I media hanno riportato che l'autore della strage di Monaco,Alì Sonboly, fosse stato vittima di bullismo per ben 7 anni(1) e frequentasse una clinica psichiatrica(2).
Parrebbe che la motivazione della terribile vicenda sia stato il fatto che il ragazzino abbia deciso di "vendicarsi" dalle angherie subite, vendicandosi facendo subire a sua volta angherie e violenza sugli innocenti, perlopiù giovanissimi, che stavano tranquillamente prendendo qualcosa da mangiare a Mc Donalds.
In tal modo, da un punto di vista psichico Sonboly ha deciso di vendicarsi dell angherie diventando a sua volta un fanatico ed estremista bullo violento e terrorista, fanaticamente ed estremamente molto più estremista e violento dei suoi persecutori.
Difatti, come i bulli più violenti terrorizzano quei ragazzini o ragazzine che appaiono più tranquilli e lo fanno sempre e comunque in una posizione di vantaggio(forza fisica,età,carattere e cos' via), così Sonboly ha deciso di prendersela sopratutto con ragazzini e ragazzine più piccoli di sé e disarmati, forse anche per far sapere che anche lui era un "tipo cattivo", un vero "gangsta" violento di cui aver paura. 
In tal modo, non solo Sonboly non si è realmente vendicato del bullismo ma con il suo gesto ha voluto celebrare il bullismo più estremista e violento e il terrorismo, due fenomeni di violenza e odio che trovano i loro punti di contatto nell'attacco alla tranquillità e alla libertà delle persone nonché nel culto della prevaricazione gratuita e del MALE nel suo complesso, così come nell'odio verso la vita e la dignità propria e altrui.

NOTE:

(1)http://tg.la7.it/esteri/il-killer-di-monaco-io-vittima-di-bullismo-per-7-anni-23-07-2016-106147

(2)http://www.lastampa.it/2016/07/22/esteri/spari-in-un-centro-commerciale-a-monaco-krxTG0BZJU2LELVBgytCZI/pagina.html

STRAGE DI MONACO, ENRICO MENTANA: 'L'ISIS NE È LA VERA BENEFICIARIA'

Di Luca Romano
Reduce da una lunga diretta su La7 in merito alla strage di Monaco, Enrico Mentana non perde tempo a dare la sua opinione alla luce dei nuovi sviluppi sulla sparatoria nella città bavarese e sull'identità del killer.
E lo fa con un post dei suoi, netto e diretto.
"Sembrava fossero tre, invece era uno solo. Sembrava fosse un energumeno, ma era un ragazzo di 18 anni. Sembrava avesse un intero arsenale, invece ha ucciso o ferito 25 persone con una stessa pistola, con cui poi si è suicidato. Era tedesco, ma di origine iraniana. Da quella ripresa dal tetto del parcheggio, quel dialogo surreale da un palazzo all'altro, pareva uno squilibrato, confuso ma feroce", scrive Mentana. Che poi aggiunge: "È bastato lui comunque a mettere in ginocchio per otto ore una delle più importanti città della Germania, a sigillarla in un allarme assoluto e in una caccia all'uomo rivelatasi inutile, perché quell'uomo senza complici si era subito tolto la vita, dopo averne stroncate altre nove. Forse era solo un pazzo, forse no. Forse un emulo suggestionato del killer di Nizza, o un esecutore fanatico dell'invito a colpire ovunque lanciato dallo Stato Islamico, o qualcos'altro. Forse sapremo, forse no".
Infine la conclusione tranchant: "Di sicuro però è un altro frutto avvelenato di questa stagione di terrore, di questa strategia del panico che amplifica ogni allarme e lo moltiplica su scala mondiale, mina la sicurezza di tutti, crea insieme psicosi irrazionali e timori fondati di una prossima volta, che può essere ovunque e in qualsiasi momento. Ecco perché magari non c'entra niente, ma è comunque l'Isis la vera beneficiaria della strage di Monaco".

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