Per costruire armi biologiche servivano tre cose: un dottorato, un laboratorio certificato e milioni di dollari. Oggi basta un garage. L’ho fatta semplice, lo so, ma intanto a Las Vegas l’FBI ha trovato oltre mille fiale con potenziali patogeni in una casa qualunque, gestita da una persona già coinvolta in un caso identico in California. L’intelligenza artificiale sta abbassando la soglia d’ingresso a una velocità che fa impallidire i regolatori.
La donna si faceva chiamare Kelly. Faceva le pulizie in una casa di Sugar Springs Drive, nel nordest di Las Vegas: un giorno il garage era aperto (di solito restava chiuso a chiave) e dentro c’erano frigoriferi pieni di fiale con liquidi rossicci, delle strane attrezzature e una centrifuga. L’odore, ha raccontato, era quello di un ospedale. Cinque giorni dopo non riusciva ad alzarsi dal letto. Insomma: il garage conteneva armi biologiche, o qualcosa che ci somigliava parecchio.
Da Reedley a Las Vegas: armi biologiche in serie
Il 31 gennaio 2026 l’FBI ha fatto irruzione nella casa con tute di massimo isolamento, e in quel garage ha rinvenuto oltre mille campioni di materiale biologico, frigoriferi domestici (non medicali, attenzione: quelli da cucina) con fiale di liquido sconosciuto e acido cloridrico. Il gestore della proprietà, Ori Solomon, è stato arrestato per smaltimento illegale di rifiuti pericolosi.
C’è un particolare: a casa apparteneva allo stesso individuo collegato al biolab illegale scoperto a Reedley, in California, smantellato nel 2023. In Italia la notizia è stata praticamente ignorata, ma il laboratorio (scoperto in un magazzino, non in un garage: evidentemente c’è stata una riduzione di budget) conteneva migliaia di campioni etichettati come HIV, malaria, tubercolosi, COVID-19 e persino Ebola.

I numeri del caso Las Vegas:
- 1.000+ campioni sequestrati e inviati a laboratori federali
- 2 laboratori illegali collegati allo stesso proprietario (Reedley 2023, Las Vegas 2026)
- 5 giorni il tempo in cui Kelly e un altro dipendente si sono ammalati dopo l’esposizione
- Patogeni sospetti nel lab di Reedley: HIV, malaria, TBC, COVID-19 e Ebola
Quando l’intelligenza artificiale incontra le armi biologiche
Ecco, il garage è inquietante. Ma il vero salto di qualità non è nel garage: è nel software. Uno studio del 2025 ha mostrato che un modello di IA disponibile al pubblico, sottoposto a un test, ha superato il 94% dei virologi con dottorato. Il novantaquattro percento, sissignori. Un po’ come scoprire che il navigatore della tua auto guida meglio di quasi tutti i piloti di Formula 1 (e che chiunque può scaricarlo).
I sistemi di IA specializzati oggi sanno progettare proteine e sequenze genetiche. Google ha creato un intero sistema automatizzato per ideare e sintetizzare nuovi composti chimici. E le sequenze genetiche di virus letali sono disponibili online, in database open-source come NextStrain e PathoPlexus: pensati per sviluppare vaccini, certo, ma accessibili a chiunque voglia fare la “spesa” di patogeni e poi ordinare sequenze di DNA sintetico su misura.
OpenAI ha preso la cosa abbastanza sul serio, tanto da investire 30 milioni di dollari in Valthos, una startup che sviluppa IA difensive contro il bioterrorismo. Il Center for AI Safety ha descritto lo scenario peggiore: un terrorista senza formazione scientifica che usa l’intelligenza artificiale per ingegnerizzare un supervirus. Combinando il periodo di incubazione dell’HIV, la contagiosità del morbillo e la mortalità del vaiolo. Non esattamente una lettura da prima di dormire.

Armi biologiche, le falle che nessuno chiude
Il problema, lungi dall’essere solo tecnologico, è anche normativo per almeno tre motivi. Primo, le leggi operano nel mondo fisico, non in quello virtuale, e faticano a coprire le tecnologie emergenti. Secondo: gli schemi di controllo regolano armi biologiche specifiche per nome, il che significa che un patogeno appena inventato non è coperto da nessuna norma. Terzo: la supervisione è frammentata tra decine di enti diversi, e quando la complessità è così alta qualcosa sfugge per forza.
Volete sapere una roba folle che ho verificato facendo semplici ricerche a partire da questi due casi? L’indagine del Congresso americano sul primo laboratorio, quello del 2023, ha scoperto che il CDC (l’agenzia di sanità pubblica) si era rifiutato di testare i campioni e che l’FBI aveva chiuso l’indagine perché (attenzione) non aveva trovato armi di distruzione di massa nella struttura.
Un po’ come non multare chi guida a 200 all’ora perché tecnicamente non ha ancora investito nessuno. E poi, magari, attaccano l’IRAQ dopo aver sventolato una provetta: lo so, questa è cattivella.

Kelly, la donna delle pulizie di Las Vegas, ha fatto quello che mezza dozzina di agenzie federali non era riuscita a fare: guardare dentro un garage e capire che qualcosa non tornava. Il laboratorio illegale di armi biologiche è stato smantellato grazie a una segnalazione anonima.
È rassicurante, in un certo senso. In un altro senso, molto meno: perché significa che la prima linea di difesa contro il bioterrorismo nell’era dell’intelligenza artificiale è ancora la curiosità di una donna con il mocio in mano.
Non tanto bene, vero?
FONTE: https://www.futuroprossimo.it/2026/02/armi-biologiche-lia-e-un-garage-la-triade-che-spaventa-lfbi/
