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Commemorazione di Rocco Chinnici e di Beppe Montana vittime della Mafia- COMUNICATO CNDDU


Commemorazione del magistrato Rocco Chinnici e del commissario Beppe Montana vittime della Mafia 

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende ricordare alcuni eroici
esponenti della lotta alla mafia: il giovane commissario della squadra mobile sezione "Catturandi" Beppe
Montana (33 anni), ucciso, mentre ritornava da una gita in mare, dai colpi di una 357 Magnum e di una
calibro 38, in data 28 luglio 1985 a Porticello di Santa Flavia e il capo dellUfficio Istruzione di Palermo
Rocco Chinnici, assassinato giorno 29 luglio 1983, alle 8 del mattino, insieme al maresciallo dei carabinieri
Mario Trapassi, all'appuntato Salvatore Bartolotta, componenti della scorta del magistrato, e al portiere dello
stabile di via Pipitone Federico, Stefano Li Sacchi.

Entrambi i due autorevoli personaggi avevano inferto colpi mortali a Cosa Nostra; essi guardavano lontano
ed avevano inaugurato tecniche investigative e strategie d’indagine “olistiche”: comprendevano le
interrelazioni tra affari loschi e business d’alto rango. I colpevoli venivano inchiodati da una rete di indizi,
prove e testimonianze allineate con metodo e logica fuori dal comune. Divenne così evidente il rapporto
strettissimo tra malavita e classi dirigenti. Le banche andavano setacciate e monitorate; da lì una pista si
sarebbe creata ed avrebbe condotto ai grandi burattinai, che spesso sceglievano la via della latitanza e
scovarli in un territorio omertoso, in cui erano all’ordine del giorno le estorsioni, le minacce, il controllo
degli appalti, ma anche gli omicidi, la corruzione, le intimidazioni, non solo non era semplice ma
condannava a una fine terribile. Per la prima volta si utilizzò esplosivo nei confronti di un uomo dello Stato
(Rocco Chinnici): un tale gesto così feroce denotava la barbarie vendicativa dei boss, ma nel contempo
esprimeva quasi il desiderio di annientare completamente ogni traccia fisica di colui che avesse osato sfidare
un sistema potentissimo e intoccabile.
“La mafia è stata sempre reazione, conservazione, difesa e quindi accumulazione della ricchezza. Prima era
il feudo da difendere, ora sono i grandi appalti pubblici, i mercati più opulenti, i contrabbandi che percorrono
il mondo e amministrano migliaia di miliardi. La mafia è dunque tragica, forsennata, crudele vocazione alla
ricchezza. [...] La mafia stessa è un modo di fare politica mediante la violenza, è fatale quindi che cerchi una
complicità, un riscontro, una alleanza con la politica pura, cioè praticamente con il potere. Se lei mi vuole
chiedere come questo rapporto di complicità si concreti, con quali uomini del potere, con quali forme di
alleanza criminale, non posso certo scendere nel dettaglio. Sarebbe come riferire della intenzione o della
direzione di indagini” (Rocco Chinnici)
Chinnici intuì che i cugini Nino ed Ignazio Salvo, “i cugini Salemi”, con il controllo delle esattorie della
regione, attraverso la “Satris”, gestivano una quantità di denaro enorme da impiegare in attività illecite.
Aveva rapporti di amicizia e collaborazione con il commissario Boris Giuliano, il procuratore Gaetano
Costa, il magistrato Cesare Terranova e il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, con il quale sostenne la
futura legge n. 646 /82 (chiamata "Rognoni-La Torre") che introduceva l’articolo 416 bis (delitto di
associazione a delinquere di stampo mafioso). Istituì il pool antimafia, circondandosi di magistrati
coraggiosi, determinati e capaci (Giovanni Falcone; Paolo Borsellino; Giuseppe Di Lello); lavorare in team
significò scambiare informazioni e deduzioni in gruppo, raggiungendo la sincronia e compiutezza
impareggiabili di un meccanismo da orologio di altissima precisione. Proprio per tale motivo doveva essere
eliminato.
Beppe Montana, amico, collaboratore di Boris Giuliano e del giudice Antonino Cassarà, contribuiva alle
indagini e arresti di personaggi latitanti altamente pericolosi (rapporto denominato come “Michele Greco +
161”; “Blitz di San Michele”, maxi retata che aveva portato in gabbia 600 mafiosi).
La motivazione della medaglia d’oro al valor civile racconta perfettamente quale fosse la tempra morale del
commissario: “Sprezzante dei pericoli cui si esponeva nell'operare contro la feroce organizzazione mafiosa,
svolgeva in prima persona e con spirito d'iniziativa non comune, un intenso e complesso lavoro investigativo
che portava all'identificazione e all'arresto di numerosi fuorilegge. Sorpreso in un agguato, veniva
mortalmente colpito da due assassini, decedendo all'istante. Testimonianza di attaccamento al dovere spinto
fino all'estremo sacrificio della vita”.
IL CNDDU propone come attività didattica afferente alla tematica in oggetto, l’utilizzazione del cooperative
learning per sviluppare e potenziare le capacità del singolo in rapporto al gruppo, al fine di rendere più
efficace il raggiungimento di un obiettivo comune; attraverso l’apporto delle qualità specifiche di ciascuno,
ispirandosi proprio alla compatta sinergia del pool antimafia, i team di studenti potrebbero realizzare una
serie di simulazioni / prodotti multimediali / ricerche relative ai successi dello Stato contro l’illegalità nelle
loro regioni.
“in ogni caso sono i giovani che dovranno prendere domani in pugno le sorti della società, ed è quindi giusto
che abbiano le idee chiare. Quando io parlo ai giovani della necessità di lottare la droga, praticamente indico
uno dei mezzi più potenti per combattere la mafia. In questo tempo storico infatti il mercato della droga
costituisce senza dubbio lo strumento di potere e guadagno più importante.

 Nella sola Palermo c'è un
fatturato di droga di almeno quattrocento milioni al giorno, a Roma e Milano addirittura di tre o quattro
miliardi. Siamo in presenza di una immane ricchezza criminale che è rivolta soprattutto contro i giovani,
contro la vita, la coscienza, la salute dei giovani. Il rifiuto della droga costituisce l'arma più potente dei
giovani contro la mafia.” (Rocco Chinnici)

Prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU

Reclutamento personale docente- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani vuole esprimere alcune riflessioni
circa la situazione relativa alle criticità inerenti alla riapertura dell’anno scolastico e al reclutamento del
personale docente.

In particolare cominciano ad emergere alcune posizioni che rischiano di alterare profondamente le procedure
organizzative della pubblica amministrazione rispetto agli obiettivi costituzionali, fondamenta della nostra
democrazia.
Le impellenti esigenze che, nell’interesse del buon andamento dell’Amministrazione scolastica,
suggeriscono un necessario e urgente intervento di stabilizzazione dei precari storici della scuola e le
perplessità sulle modalità della riapertura non devono rappresentare occasione di ulteriori attriti di categorie.
La stabilizzazione non esclude la procedura concorsuale ma ne prevede specifiche caratteristiche che non
ostano al buon andamento e all’imparzialità della pubblica amministrazione né si pongono in contrasto con le
disposizioni contenute nell’art. 97 Cost.

Essa, anzi, è un rimedio che la Pubblica Amministrazione è chiamata a mettere in atto per ovviare alla
perdurante violazione dei principi costituzionali posti alla base dell'organizzazione e del funzionamento delle
amministrazioni (imparzialità e buon andamento) e mettere fine all’abuso del precariato fatto negli anni
passati con l’utilizzo del lavoro flessibile per esigenze permanenti legate al fabbisogno ordinario della
scuola.
Qualsiasi soluzione al precariato e alla carenza di personale docente, però, non può rappresentare occasione
per promuovere proposte anticostituzionali sul reclutamento tese all’ulteriore impoverimento di tutele e
garanzie nei confronti dei docenti della scuola pubblica italiana.

I docenti, come i dirigenti, sono assunti per concorso per garantire l’accesso diffuso, imparziale e meritevole
ai due ruoli e l’ “inciampo” sui concorsi dovuto ai ritardi, alle irregolarità e alle illegittimità è indice di
crescente esigenza di controllo e garanzia dell’imparzialità, della regolarità e della omogeneità delle
procedure di assunzione da parte dello Stato.
Esigenza incompatibile con l’affidamento esclusivo delle assunzioni alla discrezionalità del dirigente
scolastico.
Gli stessi dirigenti sono assunti per concorso e le cronache dell’ultima procedura non sono certo confortanti.
Non crediamo che il nodo sia il metodo concorsuale, bensì la sua gestione in coerenza con tutti i principi
costituzionali che costituiscono paradigma indefettibile di ogni agire della pubblica amministrazione.

prof.ssa Veronica Radici
CNDDU

Omicidio del collaboratore ONU Mario Paciolla- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani si stringe attorno alla
famiglia di Mario Paciolla, il giovane napoletano collaboratore ONU, assassinato il 15 luglio scorso
in Colombia dove lavorava a un progetto umanitario per la pacificazione interna tra governo locale
ed ex ribelli delle Forze armate rivoluzionarie colombiane (Farc).

Era dal 2018 che Paciolla lavorava alla missione ONU per il reinserimento dei guerriglieri Farc nel
tessuto sociale colombiano. Sia il distretto, dove lavorava il giovane operatore umanitario, che la
città venivano considerati dalle autorità colombiane e italiane ad alto rischio. E questo rischio,
pochi giorni prima della sua morte, Mario lo aveva compreso tutto. Accanto a pericoli che ormai
sapeva di correre, c’era qualcosa in più che lo turbava e lo metteva in uno stato di grande
sofferenza e agitazione. Ne è sicura la madre, che racconta l’angoscia di suo figlio avvertita nelle
ultime telefonate.

“Mamma devo tornare a Napoli, devo assolutamente venire a bagnarmi nelle acque di Napoli, a
casa”, dopo il desiderio di ritorno al proprio tetto, alle proprie radici, Mario comunica finalmente a
sua madre, nel giro di pochissimi giorni, che ha trovato un biglietto aereo per tornare. Sarà a casa
il 20 luglio. Ma in Italia, nella sua amata Napoli, dalla sua famiglia non tornerà più. La famiglia
Paciolla alle ore 18 del 15 luglio riceverà soltanto una telefonata da una avvocatessa del Sud
America la quale comunicherà che il figlio si è impiccato nella sua casa a 650 km circa da Bogotà.
Ovviamente l’ipotesi di suicidio, avanzata in un primo momento, non convince le autorità italiane.
Troppi elementi non tornano. A cominciare dal biglietto aereo prenotato per il ritorno in patria
così tanto atteso. Il ragazzo aveva inoltre comunicato a diversi amici di sentirsi in pericolo. Era
certamente piena di insidie la sua attività lavorativa finalizzata alla riqualificazione di aree
utilizzate dal narcotraffico. In quei giorni, aveva inoltre accompagnato il sindaco di San Vincente e
il governatore della regione di Caquetà in alcuni villaggi del luogo per incontrare ex guerriglieri
pronti ad aderire al programma di pacificazione dell’ONU. Ma sono soprattutto le condizioni in cui
è stato trovato il suo corpo a destare i maggiori sospetti e a far emergere tutte le incongruenze di
questa morte misteriosa già diventata un caso internazionale: i numerosi tagli sono incompatibili
con l’ipotesi del suicidio. Solo i risultati dell’autopsia, che tra pochi giorni arriveranno, potranno far
luce su questa orribile storia piena di ombre, dove si salva solo il sogno di un giovane sostenitore e
collaboratore dell’ONU “totalmente votato alla legalità”, come afferma con dolore e orgoglio sua
madre.
Al CNDDU sta a cuore far conoscere la storia bella, poi diventata dramma, di un ragazzo perbene,
di un nostro connazionale partito con uno zaino sulle spalle pieno solo di quel che per lui
veramente contava: una laurea in Scienze Politiche con indirizzo in Relazioni internazionali per
operare con le giuste competenze, la sua sincera vocazione di cancellare le ingiustizie in un Paese
bisognoso di stabilità civile e politica, e soprattutto l’attaccamento viscerale all’Onu, ai suoi valori,
ai suoi progetti di Pace. Ed era per le Nazioni Unite che Mario si trovava nel paese sudamericano in
qualità di osservatore per la verifica dei risultati dei progetti.

Mario era un ragazzo semplice ed estroverso, che aveva giocato a basket nel Rione Alto, nella
Napoli bene dove era cresciuto, e che aveva viaggiato da sempre per missioni umanitarie. Aveva
vissuto per parecchi anni tra Francia, Giordania, India e Argentina. Dal 2018 era in Colombia, dove
era rimasto nonostante l’avvento della pandemia di Coronavirus. Era cauto, Mario. Era esperto,
Mario. Addolora tutti sapere che è stato trovato senza vita in un poverissimo quartiere
colombiano, ricoperto di strani tagli e lesioni che fanno pensare alle peggiori torture. Per tale
ragione l’Ambasciata italiana e l’ONU sono in costante contatto con la famiglia che addolorata
attende, insieme alle notizie del figlio, un volo per poter raggiungere la Colombia.
La Farnesina vuol vederci chiaro, e per questo insieme all’ambasciatore italiano Gherardo
Amaduzzi, ha chiesto l’intervento dello Scip, il Servizio di cooperazione internazionale della Polizia
che già in passato ha collaborato con le autorità colombiane. Sempre la Farnesina ha predisposto
un volo per Bogotà con il quale i familiari del volontario potranno rivedere il corpo del giovane
prima del rimpatrio in Italia. Intanto, associazioni umanitarie, parenti ed amici hanno lanciato una
petizione su Change.org, insieme all’Hashtag #IOSTOCONMARIOPACIOLLA, per chiedere verità
sulla morte di Mario. Anche la Rete Accademica Europea per la Pace in Colombia chiede verità e
giustizia invitando ad aderire all’iniziativa.
Il CNDDU si unisce al coro di chi è impegnato a debellare la sistematica violazione dei Diritti Umani
in molti paesi, per tale ragione attende di conoscere la verità sulla morte del giovane volontario
impegnato per la libertà e per i diritti degli oppressi, e auspica, quindi, un intervento efficace da
parte delle autorità italiane, in collaborazione con quelle colombiane, affinché venga fatta
chiarezza sull’accaduto, svolgendo le opportune indagini e battendosi in favore dei diritti della
persona per conoscere la causa della morte di un giovane, impegnato nel sociale come pochi, che
rappresenta davvero l’orgoglio della gioventù italiana e non solo.

Prof.ssa Rosa Manco
CNDDU

Anniversario omicidio di Boris Giuliano- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani in
occasione del 41° anniversario dell’omicidio di Boris Giuliano, Capo della Squadra
Mobile di Palermo, ucciso dalla Mafia il 21 luglio del 1979, intende portare alla
memoria di tutti la figura del più valoroso funzionario di pubblica sicurezza che ha
pagato con la vita il suo coraggio e la sua dedizione ai più alti ideali di giustizia.
Boris Giuliano è stato uno dei più grandi investigatori italiani. La sua lunga e onorata
carriera nella Polizia dello Stato raggiunse la vetta quando divenne Capo della
Squadra Mobile di Palermo, incarico che ricopriva quando fu ucciso una mattina di
fine luglio mentre pagava il caffè in un bar di via Di Blasi a Palermo. Giuliano fu
freddato vigliaccamente alle spalle da una raffica di pallottole sparate da Leoluca
Bagarella, cognato di Totò Riina. Ovviamente era armato Giuliano, aveva infatti con
sé due pistole che sapeva usare molto bene, per questo il mafioso ritenne opportuno
colpire alla schiena per impedire che il commissario si difendesse.
A chi aveva pestato i piedi Boris Giuliano? Perché Cosa Nostra mise gli occhi
addosso su di lui? Sono 41 anni che le risposte a queste domande si arricchiscono
sempre più di nomi, vicende e dettagli. Si occupò di molti casi il commissario
siciliano, nel 1970 indagò, insieme ai Carabinieri e a Carlo Alberto Dalla Chiesa,
sulla misteriosa scomparsa del giornalista De Mauro. Ma le ultime indagini
sull’Omicidio Giuliano pongono l’accento sul ritrovamento di due valigette
contenenti 500.000 dollari all’aeroporto di Palermo-Punta Raisi. Tale somma di
danaro si scoprì essere il pagamento di una partita di eroina sequestrata all’aeroporto
J. F Kennedy di New York. Da questo momento in poi la macchina investigativa di
Palermo guidata da Giuliano lavorò senza sosta, qualificandosi come la più dolorosa
spina nel fianco di Cosa Nostra in quegli anni. Ma la Mafia questa spina dal fianco
voleva toglierla e in breve tempo.
Iniziarono così ripetute minacce anonime, attraverso telefonate al centralino della
questura di Palermo. Nulla, però, fermò il suo senso di giustizia e, pur operando in un
contesto pregno di pericoli e nemici, individuò e arrestò i più pericolosi delinquenti
appartenenti ad organizzazioni mafiose a livello internazionale. Mentre costruiva
sempre più importanti rapporti con la DEA americana per arrivare al traffico
internazionale di droga gestito dalla Mafia, il vile agguato era ormai vicino.
Oltreoceano era un mito Giuliano, ma per la Mafia un fastidio da eliminare. E quella
mattina di luglio, Cosa Nostra con la sua morte cercò di porre fine a tutte le azioni di
contrasto alla Mafia.
“Faccia lo Stato il suo dovere”, disse il cardinale Pappalardo ai funerali del valoroso
commissario. Con una richiesta di giustizia, si concluse la storia di un uomo giusto
che per la giustizia era morto.
Il CNDDU intende commemorare insieme a tutti coloro che credono nel valore della
legalità, come condizione indispensabile di libertà, la figura di un commissario che
tanto ha dato al Nostro Paese nella lotta alla Mafia. In questo giorno di memoria e
commemorazione, attraverso la sua storia e la sua vita spesa al servizio dello Stato, ci
sentiamo di essere vicini a tutti coloro che oggi ancora lottano per gli ideali di
giustizia e ancora portano avanti il suo sogno di coesione sociale e rispetto per la
legge.

Prof.ssa Rosa Manco
CNDDU

L’imponente murale anamorfico di Antonino Perrotta per OSA Around a Vietri di Potenza


OSA Around- Operazione Street Art arriva a Vietri di Potenza

L’imponente intervento di Antonino Perrotta
Dal 19 Luglio 2020 – Vietri di Potenza

Grande ritorno di OSA Around, il festival di arte urbana che porta l’Operazione Street Art e le avanguardie artistiche del settore in giro per il sud Italia e che, a Vietri di Potenza, ha visto Antonino Perrotta in arte Attorrep esibirsi nella realizzazione del primo spettacolare murales per il piccolo borgo lucano.

Fortemente voluta dall’amministrazione comunale per il progetto “I muri della legalità”, l’opera è una riflessione del noto street artist calabrese che ritrae una bambina mentre annaffia la sua terra, simbolo del rispetto dell’ambiente, dell’appartenenza alla propria storia ed esempio di purezza e legalità. Un murale monumentale, per dimensioni ed estensione, che si estende su 170 mq in 17 metri di altezza, regalando una visione anamorfica della realtà: da un determinato punto di vista, stabilito prospetticamente, illude i fruitori/passanti sulla reale superficie del palazzo, confondendosi e integrandosi con il paesaggio circostante e la con skyline all’orizzonte.

Il murale di Attorrep è il primo di quattro interventi urbani previsti tra luglio e maggio 2021 per il progetto “I muri della legalità” e verrà inaugurato il 19 luglio per la ricorrenza dei 28 anni dalla strage di via D’Amelio, nel quale persero la vita il magistrato italiano Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta. Un percorso che attraverserà date ricorrenti e importanti della storia, affrontando il tema della legalità.
Dopo questo primo intervento, ne seguiranno altri tre fino alla data del 23 Maggio 2021, altra ricorrenza fondamentale perché rappresenta la giornata nazionale della legalità, data in cui si verificò nel 1992 la strage di Capaci in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo (anche lei magistrato) e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, a chiusura di un percorso volto a sensibilizzare su principi di legalità e trasparenza, coinvolgendo i cittadini nella vita culturale e sociale della comunità. Esempi nazionali di legalità verranno ad unirsi con le peculiarità di Vietri di Potenza, elementi morfologici, paesaggistici e storici della cittadina.

Con il Patrocinio del Comune di Vietri di Potenza, promosso dall’Associazione Culturale Haz Art sotto la direzione artistica di Antonino Perrotta, giovane artista adamantino e ideatore del festival, OSA Around si propone di continuare il lavoro iniziato con OSA – Operazione Street Art, il festival originario nato nel 2017 a Diamante, la Città dei Murales (CS), uno tra i borghi più dipinti d’Italia che con le oltre 330 opere murali presenti nel suo centro storico può essere definito un vero e proprio museo a cielo aperto.
Haz Art si è distinta sin da subito proponendo attività di riqualificazione e rigenerazione urbana attraverso questa particolare forma d’arte, collaborando con i principali street artist del panorama nazionale ed europeo (tra cui Pablo Atchugarry e Baruch Kadmon, Sfhir, Man ò Matic , Solo, Diamond) e stringendo collaborazioni con importanti festival del settore, come Manufactory Project (Comacchio, Ferrara), Graffitea (Cheste, Spagna), Biennale MarteLive (Roma), Serpis Urban Art (Gandìa, Spagna).

Gli obiettivi e le tematiche affrontate, la partecipazione sentita delle realtà locali, unitamente alla dimensione metropolitana del progetto e al respiro internazionale degli artisti coinvolti, fanno di OSA un festival senza precedenti e in linea con il fenomeno che si sta sviluppando nei grossi centri urbani: l’estensione più grande delle opere che arrivano a coprire l’intera facciata dei palazzi, l’uso delle moderne tecniche di realizzazione (spray, elevatori meccanici, pitture al quarzo) caratterizzate da stili più contemporanei, distinguono certamente i nuovi interventi dai precedenti.

Portando avanti il concetto di muralismo, inteso come percorso di rigenerazione dell’arte pubblica contemporanea e di rivalutazione del territorio, OSA intende aprire un dialogo tra arte e architettura, tra spazio e ambiente, allo scopo di riscoprirne i luoghi, esaltandone la bellezza attraverso l’integrazione della street art nel complesso artistico di città e borghi del sud Italia.           

13 / 19 LUG 2020


--
Raffaella Roberto
raffaella.robe@gmail.com 

Proposte sul reclutamento docenti 2020- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende manifestare alcune
criticità relative all’esame delle procedure per il reclutamento del personale di ruolo e supplente.
Accedere alla professione di docente non ha mai comportato vie brevi. Ogni docente ha vissuto anni di
precariato, lavorando lontano da casa e dagli affetti ma ha sempre potuto contare su un piano di accesso al
ruolo, con concorsi periodici e avvicinamento alla residenza in tempi ragionevoli.
Tuttavia, da una decina d’anni a questa parte, assistiamo ad un corto circuito del sistema di gestione del
personale della scuola, sia per l’incidenza dei pensionamenti di tutti gli assunti negli anni ottanta, sia per
l’aumento degli studenti della scuola secondaria di secondo grado.
L’effetto è stato la precarizzazione della professione del docente, anche quello di ruolo.
Se infatti un docente di ruolo può vantare una stabilità contrattuale non sempre può vantare anche
condizioni di vita ed economiche stabili. Ne sanno qualcosa i milioni i docenti di ruolo che vivono in
condizioni di vita ed economiche precarie a causa dei mancati trasferimenti che li costringono ad insegnare
anche a 1000 km di distanza da casa e a sostenere affitti e costi di trasporti esosi a parità di stipendio,
riuscendo a stento ad arrivare a fine mese.
Precari e docenti in attesa di trasferimento hanno mostrato attaccamento alla scuola italiana in un
momento di difficoltà mai vissuto fino ad ora, come è stato il lungo periodo di lockdown a causa del Covid-
19. Senza strumentazioni e preparazione informatica, lontani da casa, senza la possibilità di potersi avvalere
del Bonus docenti, con contratti prossimi alla scadenza si sono rimboccati le maniche e hanno garantito “la
normalità dell’istruzione” che nel terrore generale della pandemia era un faro di luce e di speranza per
tutto il Paese, già duramente colpito dalla catastrofe economica.
Gli stessi, come ogni anno a giugno, hanno consegnato alla società i ragazzi maturi dopo un improvvisato e
convulso Esame di Stato.
È impensabile continuare di farli lavorare lontani dalle famiglie, è impensabile autorizzare i docenti precari
agli Esami di Maturità e poi continuare a ribadire che sono monchi di abilitazioni per insegnare ed avere la
stessa dignità dei colleghi di ruolo.
Tutto questo è un controsenso ingiusto e triste che offende e intacca profondamente l’amore per la scuola
e la scuola stessa. 
L’attuale Governo ha la possibilità di rimettere ordine, equità e parità di trattamento tra le diverse
categorie dell’organico e di ridurre il precariato della scuola pubblica; tuttavia le recenti disposizioni
rischiano di andare in altra direzione.
Se da un lato si può esprimere vivo apprezzamento per l’avvio dei concorsi per il ruolo e per il riordino delle
graduatorie con la creazione delle GPS (graduatorie per le supplenze) a gestione unica provinciale e
dell’anagrafe nazionale dei docenti, utili ad accelerarne i tempi di assegnazione delle cattedre ai supplenti a
tutela del diritto allo studio sin dal primo giorno di scuola, dall'altro vi sono ulteriori disposizioni contenute
nei bandi dei concorsi e nell’ordinanza MIUR sulle procedure di istituzione delle graduatorie provinciali e
d'istituto che suscitano non poche perplessità e che rischiano di destare discriminazioni e iniquità tra
lavoratori, con destabilizzazioni sociali preoccupanti.
Rileviamo criticità nell’aver:
- messo a concorso posti nelle regioni del sud su classi di concorso bloccate da anni in cui prestano servizio
docenti di ruolo esodati dalla legge 107/2015 che, nonostante il decorso del termine di blocco delle
mobilità, non hanno ancora ottenuto trasferimento per avvicinamento alle rispettive residenze e che ora
vedono assegnati i posti vacanti per le medesime classi di concorso alle nuove reclute del concorso
straordinario e ordinario. Caso eclatante è quello della classe di concorso A046 – discipline giuridiche ed
economiche per cui i posti al sud sono maggiori che in molte regioni del centro nord nonostante le continue
richieste di trasferimenti;
-escluso i docenti precari con servizio esclusivo sul sostegno dal concorso straordinario per i posti sul
sostegno;
- previsto un concorso straordinario per esami complesso e di non breve definizione;

2
- modificato con l’ordinanza 60/2020 Miur, a pochi giorni dalla riapertura delle graduatorie, la valutazione
dei titoli per le graduatorie provinciali per le supplenze, vanificando tre anni di scelte formative dei docenti
in servizio senza specificare la palese e ingiustificabile disparità di trattamento tra gli aspiranti che sarebbe
derivata dal mantenimento della precedente tabella di valutazione dei titoli: talvolta riducendo il punteggio
(es. master universitari specifici per l’insegnamento, scuole di specializzazione post universitaria, titoli
informatici);  talvolta avvalorando titoli non strettamente attinenti alla formazione del docente della scuola
primaria e secondaria (es. assegni di ricerca), con l’effetto di aumentare il precariato della scuola
implementandolo col precariato universitario;
- ammesso nella seconda fascia delle GPS della scuola primaria, ai sensi dell’art. 3 comma 5 lettera b ord.
60/2020 Miur, gli studenti che nell’anno accademico 2019/2020, risultano iscritti al terzo, quarto o al quinto
anno del corso di laurea in Scienze della Formazione primaria, avendo assolto, rispettivamente, almeno 150,
200 e 250 CFU entro il termine di presentazione dell’istanza, seppur privi del titolo di accesso alla classe di
concorso,  con prelazione rispetto ai docenti non abilitati che lavorano nella primaria da anni con contratti a
termine e con l’effetto di sovraccaricare le strutture scolastiche di un vero e proprio onere di formazione
degli studenti universitari piuttosto che giovarle di un supporto professionale alla didattica;
- disposto con l’art. 12 comma 9 dell’Ord. 60/2020 Miur che gli aspiranti che abbiano rinunciato a una
proposta di assunzione non hanno più titolo a ulteriori proposte di supplenze per disponibilità sopraggiunte
relative alla medesima graduatoria o a posti di sostegno per il medesimo anno scolastico, senza specificare
se la proposta venga fatta per uno specifico ed esclusivo posto oppure per tutti i posti disponibili in
provincia al momento della chiamata del docente, lasciando un’eccessiva libertà di interpretazione.
- previsto, nella bozza dell’approvando nuovo Decreto Rilancio, i licenziamenti senza diritto ad alcun
indennizzo dei docenti assunti per le supplenze temporanee in caso di nuovo lockdown, violando gli art. 3,
4, 38 della Costituzione e gli stessi principi emergenziali con cui il Governo ha sostenuto i lavoratori italiani
durante questa emergenza, tra cui il divieto di licenziamenti collettivi ed individuali per giustificato motivo
oggettivo riconducibile all’emergenza sanitaria (l’art. 46 DL 17 marzo 2020 n. 18 Cura Italia, convertito nella
legge n. 27/2020 e art. 80 del DL 19 maggio 2020 n. 34 (Decreto Rilancio).
Ogni decisione presa in questi giorni dal Ministero dell'Istruzione, e dall'intero Governo, comporta
straordinarie responsabilità verso l’intera società italiana attuale e futura perché incide sulla scuola, su
milioni di studenti e sulle 200.000 famiglie dei docenti precari. Vista la portata dell’impatto occupazionale,
parliamo di scelte di benessere sociale che devono tendere a garantire giuste e soddisfacenti condizioni di
lavoro, la protezione contro la disoccupazione e la lotta alla povertà.
Per risolvere la cronica carenza di personale docente della scuola riteniamo che si debbano valutare dei
correttivi che possano conciliare il diritto all’istruzione degli alunni, la sicurezza sanitaria di alunni e del
personale della scuola, il diritto al lavoro, il diritto a condizioni dignitose di lavoro e l’ordine sociale.
Il CNDDU propone:
- il riconoscimento dell’abilitazione sulla materia dopo tre anni di servizio sul medesimo
insegnamento, come riconosciuto anche dalle pronunce del Consiglio di Stato sez IV n. 4167 del 2020 e n.
7789 del 2019, nonché dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 130/2019 del 28 maggio 2019, che
hanno tutte ritenuto che <<per selezionare le migliori e più adeguate capacità rispetto all’insegnamento ciò
che rileva è l’avere svolto un'attività di formazione orientata alla funzione docente, che abbia come specifico
riferimento la fase evolutiva della personalità dei discenti e che tale funzione esige la capacità di
trasmettere conoscenze attraverso il continuo contatto con gli allievi, anche sulla base di specifiche
competenze psico-pedagogiche>> e in coerenza con l’affidamento sulle abilità dei docenti precari che lo
stesso Miur ha dimostrato con i contratti annuali e con gli incarichi di commissari d’ esami di stato;
- la copertura dei posti disponibili con le mobilità dei docenti immessi in ruolo con i precedenti concorsi,
sbloccando le mobilità verso il sud dei docenti esodati della legge 107/2015 e incrementando le nuove
assunzioni al nord con effetto positivo sulla condizione dei lavoratori e sulle chance occupazionali e sulla
continuità didattica con i nuovi docenti in ruolo;
-  previsione di un docente della classe A046 - discipline giuridiche ed economiche in ogni scuola secondaria
di primo e secondo grado, compresi i licei, per potenziare l'insegnamento dell'educazione civica, che non
può prescindere dalla presenza di almeno un docente di diritto non surrogabile con contributi esterni da
parte di associazioni di professionisti, al fine di sbloccare la classe di concorso in esubero e ingiustamente
penalizzata con esigui posti inseriti nei bandi;

2
- per i restanti posti, l’assunzione per concorso straordinario dei docenti che abbiano svolto 3 anni o più di
servizio specifico;
-la riformulazione del concorso straordinario come concorso per titoli e servizi da definirsi in tempi
brevissimi, come già fatto dal 1973 ad oggi in tutte le situazioni di straordinaria esigenza di stabilizzazione;
- prevedere un percorso riservato che consenta a tutti i docenti che abbiano maturato tre o più anni di
servizio su sostegno di specializzarsi e abilitarsi, avvalorando così la formazione sul campo e l’esperienza
acquisita in classe e prevedendo l’accesso al ruolo al termine del percorso;
-predisporre, sin dal prossimo anno, un sistema stabile di reclutamento che valorizzi maggiormente il
servizio reso con successo nelle aule con periodici accessi al ruolo per garantire il ricambio generazionale
del corpo docente, tenendo in considerazione tutti i docenti ad oggi precari che non hanno ancora
maturato 3 anni;
-una revisione del regolamento con rideterminazione della valutazione dei titoli validi per l’inserimento
delle GPS e graduatorie di Istituto, avvalorando maggiormente il servizio reso nelle aule scolastiche, la
formazione specifica sull’insegnamento (master e diplomi di perfezionamento), i diplomi di specializzazione
pluriennali e le certificazioni informatiche;
- privilegiare nell’assegnazione delle supplenze della scuola primaria il personale precario in servizio;
Tutte queste proposte sono in linea con il dettato costituzionale dell’art. 97 perché, come stabilito dalla
Corte Costituzionale con la sentenza 130/2019, si << ritiene rispettato il requisito del pubblico concorso, di
cui all’art. 97, terzo comma, Cost., ove l’accesso al pubblico impiego avvenga per mezzo di una procedura
aperta, alla quale possa partecipare il maggior numero possibile di cittadini. La stessa deve essere, inoltre,
di tipo comparativo, ossia volta a selezionare i migliori fra gli aspiranti. Infine, deve trattarsi di una
procedura congrua, che consenta di verificare la professionalità necessaria a svolgere le mansioni
caratteristiche, per tipologia e livello, del posto di ruolo da ricoprire (sono richiamate le sentenze n. 225 del
2010 e n. 293 del 2009)…Le eccezioni alla regola del pubblico concorso, oltre che rigorose e limitate, devono
comunque prevedere adeguati accorgimenti idonei a garantire la professionalità del personale assunto
(sentenza n. 149 del 2010) e rispondere ad una «specifica necessità funzionale» dell’amministrazione,
ovvero a «peculiari e straordinarie ragioni di interesse pubblico» (sentenza n. 293 del 2009)>>.
L’inclusione dei lavoratori mantenuti precari per volontà politica pluriennale è un dovere sociale e umano
del Governo e del Nostro Paese. 
Sono tante le voci che da ogni ambito, ogni giorno, si levano in supporto ai docenti della scuola italiana. Noi
oggi scegliamo le parole di Dacia Maraini, una straordinaria poetessa e scrittrice che parlando della crisi
dell’istituzione scolastica è riuscita a cogliere in pieno lo spirito di sacrificio e le innumerevoli difficoltà che
oggi caratterizzano il nostro lavoro.
“Ma esiste una rete di insegnanti preparati, dediti alla propria missione, che reggono sulle loro spalle la
Scuola, come la leggenda racconta che fece un certo Cola Pesce che era bravissimo a recuperare le cose
perse nel mare. Andava, raccoglieva e portava a galla. Ma un giorno non tornò: Cola aveva scoperto che
una delle tre colonne su cui si reggeva l’isola era spezzata e lui decise di rimanere immerso per tenerla su.
Così fanno i nostri bravi insegnanti, pagati poco, e senza più autorità riconosciuta, per tenere su la Scuola.”
Non lasciateci in fondo al mare. Non lasciateci da soli.
Ci rendiamo disponibili per un confronto sul tema.

prof.ssa Veronica Radici; prof.ssa Rosa Manco
CNDDU

Commemorazione eccidio di piazza Tasso- COMUNICATO CNDDU


Commemorazione eccidio di piazza Tasso a Firenze 2020

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in ricordo delle vittime
dell’eccidio di piazza Tasso a Firenze, avvenuto in data 17 luglio 1944, in cui persero la vita Ivo
Poli (di soli otto anni), Aldo Arditi, Igino Bercigli, Corrado Frittelli e Umberto Peri, invita le
autorità a promuovere l’intitolazione di una scuola primaria proprio al più piccolo deceduto nella
strage.
Ricordiamo che tale carneficina fu perpetrata delle milizie della Repubblica Sociale Italiana,
guidate da Giuseppe Bernasconi, uomo di fiducia del comandante delle SS italiane Mario Carità, le
quali aprirono inaspettatamente il fuoco sulle persone presenti nella piazza.
Il CNDDU ritiene importante intitolare oggi una scuola primaria a Ivo Poli perché rappresenti nella
sua innocenza e purezza il simbolo di tutti i bambini caduti in conflitti iniqui e nel contempo
tramandi il ricordo dell’atrocità compiuta ai danni di creature incolpevoli. Ivo non è andato a
scuola, non ha potuto frequentarla; la sua vita è stata stroncata da pretestuose ideologie, che celano
soltanto l’istinto bestiale di sopraffazione tenacemente insito nell’uomo.
Naturalmente non basta attribuire un nome o una targa per rendere giustizia; ma la scuola che è la
dimensione più giusta per chi sta crescendo rimane il luogo più idoneo per vivificare il ricordo e la
storia di Ivo alle nuove generazioni.
“Noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che
per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all'umanità, a
riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità e nel valore della persona
umana, nella uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole.”
(Preambolo Statuto dell’ONU)

Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

Proposte per Assegnazioni provvisorie e utilizzazioni personale docente- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in considerazione delle
forti criticità rilevabili a livello strutturale e logistico presenti nella quasi totalità degli edifici
scolastici italiani e dello stato di emergenza nazionale che è stato prorogato dal Governo fino al 31
ottobre, invita caldamente il Ministero dell’Istruzione ad accogliere le domande di assegnazione provvisoria
e utilizzazione da parte del personale docente che lo richiedesse in ordine alle seguenti motivazioni:
1) Grave rischio per la salute del personale docente in vista di scenari imponderabili connessi
all’evoluzione della pandemia in autunno;
2) Incertezza circa le misure di prevenzione Covid19 rese disponibili allo stato attuale per le scuole (ad
esempio: mancanza di rilevazione temperatura in ingresso scolastico; sanificazione dei locali
difficoltosa);
3) Elevata probabilità di “Culpa in organizzando” per i dirigenti scolastici (art. 18 D. Lgs 81/08);
4) Imprevedibilità del comportamento degli studenti, soprattutto negli istituti scolastici più
problematici;
5) Penalizzazione dei docenti fuorisede dovuta alla crescita degli affitti e del costo vita;
6) Riduzione dei vettori che permettano ai docenti di raggiungere i propri affetti (eliminazione di treni,
autobus a lunga e breve percorrenza in alcuni collegamenti tra Nord e Sud)
7) Anzianità del personale scolastico bloccato ormai da cinque anni nelle zone del Nord Italia (i dati
relativi alla mobilità sono stati catastrofici per talune classi di concorso, registrando in alcuni casi
valori quasi nulli nei trasferimenti interprovinciali verso il Sud, come ad esempio: A046 – discipline
giuridiche ed economiche; A045 – discipline economiche ed aziendali; scienze primarie.
In alternativa a quanto richiesto, si propone di autorizzare il lavoro in modalità smart working per i docenti
fuorisede fino al termine dello stato di emergenza.

Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

Frank Sinutre, in uscita il singolo “200.000.000 Steps”


Frank Sinutre (musica elettronica con strumenti elettronici home made) in uscita col singolo “200.000.000 Steps” che anticipa il 4° album in studio omonimo


Il giorno 17 luglio esce il nuovo singolo “200.000.000 Steps” che anticipa la pubblicazione del quarto album “200.000.000 Steps” prevista per settembre ad opera di New Model Label.

200 milioni di passi sono una stima del numero medio di passi che compie un umano nella sua vita; circa 5 volte attorno alla Terra...

Qui di seguito i link al video (regia di Giovanni Tutti) e alla traccia:



Biografia Frank Sinutre:

Isi Pavanelli (reactabox, synth, beat maker, vocoder) e Michele K. Menghinez (chitarra, basso, vocoder, lap steel, batteria) costituiscono i Frank Sinutre nel 2011. Fin dai primi live decidono di utilizzare alcuni strumenti elettronici home-made realizzati da loro. Inizialmente usano il rectaBOX (ispirato al celebre Reactable ma in una versione più economica e trasportabile) e successivamente una drum machine acustica basata su Arduino.

Nel 2012 la prima pubblicazione ufficiale: realizzano la colonna sonora per lo spettacolo teatrale "La Colpa della Leonessa" che è stato inserito nel “Festival Internacional de Teatro Social” di Valencia in Spagna per la regia di Anna Volpi. Anche la strumentazione si rinnova e costruiscono un secondo ReactaBOX più performante che li accompagnerà nei live successivi.

Il 25 marzo 2014 esce il secondo album “Musique Pour Les Poissons” per l'etichetta statunitense di New York “System Recordings”, in concomitanza con l’uscita del libro di uno dei due "Michele K. Menghinez - Racconti per pesci del mare d'aria" che accompagna l'uscita del disco. Dal disco vengono estratti 2 singoli “Someone's Dub” e la cover “Oye Como Va” per i quali, il videomaker Giovanni Tutti, realizza i video: il primo dei quali interamente in stop-motion con plastilina e Lego.

Nel 2017 raggiungono l'obiettivo nel crowd funding per la realizzazione del terzo reactaBOX (nella campagna Reactabox-3 a new midi experience).

Il 19 maggio 2017 esce il loro terzo disco “The Boy Who Believed He Could Fly” per l'etichetta New Model Label, anticipato dalla single track “Driving thru a City by Night” e successivamente dalla traccia “Sunset with Sunrise” delle quali Giovanni Tutti realizza entrambi i video in stop-motion, utilizzando nel primo burattini e macchinine, e rappresentando il comportamento cellulare durante la riproduzione, nel secondo).

Proprio dalla traccia “Sunset With Sunrise”, il 7 dicembre 2018 esce “Sunset with Sunrise Remixes”, una compilation di 7 remix di questo brano, realizzata da 7 dj e producer provenienti da Italia, Portogallo, Svizzera, Danimarca e U.S.A. E pubblicata da New Model label.

A partire dal 2012 hanno partecipato a più di 300 live sparsi fra Italia, Slovenia, Svizzera, Croazia e Austria in svariate situazioni: festival, disco, c.s., installazioni di videoarte patrocinate da Università, pub, seminari sulla musica elettronica, percorrendo le strade che portavano a Roma, Milano, Torino, Zurigo, Ljubjana, Bologna... Sempre per ritornare a Sermide, il paesino in provincia di Mantova da dove vengono, nella casa di campagna dove hanno scritto i quattro dischi.

Arrivando al presente il 17 luglio 2020 esce il primo singolo “200.000.000 Steps” del loro quarto album in studio che anticipa l'usicta del disco omonimo in settembre.


Discografia:

"La Colpa della Leonessa" 2012, colonna sonora per lo spettacolo teatrale inserito nel “Festival internacional de teatro social” di Valencia in Spagna. Pubblicata per Vittek Records.

“Musique pour les Poissons” 2014, pubblicato per System Recordings NYC in concomitanza al libro “Racconti per Pesci del Mare d'Aria”.

“The Boy Who Believed He Could Fly” 2017, pubblicato per New Model Label.

“Sunset with Sunrise Remixes” 2018, pubblicato per New Model Label.

“200.000.000 Steps” 2020, pubblicato per New Model Label.


Youtube:


Soundcloud:


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