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'Gutenberg Magazine', è online la rivista ufficiale dell'Istituto Armando Curcio


Di Salvatore Santoru

È da poco online "Guterberg Magazine", la rivista ufficiale dell'Istituto Armando Curcio(1).
Il magazine si pone lo scopo di approfondire, indagare e analizzare i tanti aspetti della contemporaneità.

In esso vengono affrontate diverse tematiche, che vanno dalla letteratura al cinema passando per l'arte, la sociologia e diversi altri argomenti di spessore.
Inoltre, il magazine è dedicato anche alla riflessione e all'analisi sul mondo della comunicazione e del giornalismo.

Tra i caporedattori della rivista vi è, tra gli altri, anche il noto giornalista e conduttore televisivo Michele Cucuzza.

NOTA:

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Se n'è andato Giulietto Chiesa


Di Salvatore Santoru

Se n'è andato, all'età di 79 anni, il noto giornalista e attivista politico Giulietto Chiesa(1). Chiesa era stato un importante inviato della 'Stampa' e dell'Unità a Mosca e, inoltre, aveva collaborato con altre note testate nazionali(2).
Oltre a ciò, Chiesa era da sempre impegnato nell'attivismo politico e specificatamente in quello di ispirazione antimperialista, ecologista e antimafia. Negli ultimi anni, Chiesa era diventato uno dei punti di riferimento per l'informazione alternativa online ed era stato l'animatore di 'Megachip' e 'Pandora Tv'(3)'.
R.I.P.
NOTE :

Steve Bannon sarebbe interessato all'acquisto del Daily Telegraph


Di Salvatore Santoru

L'ex capo stratega di Donald Trump nonché ex direttore esecutivo di Breitbart News, Steve Bannon, sarebbe interessato all'acquisto dello storico quotidiano britannico 'The Daily Telegraph'.

Secondo quanto riportato dal Sunday Times(1), Bannon avrebbe anche l'intenzione di trasformare la testata nella 'voce globale del populismo trumpiano'.

Il Telegraph, generalmente orientato verso le posizioni Tory e quindi conservatrici, è stato messo in vendita pochi giorni fa dai proprietari, i due gemelli miliardari Sir David e Sir Frederick Barclay(2).

NOTE:


L’Unità, Belpietro direttore per un giorno: “La salvo perché non sono un censore”. Fnsi: “La decisione dell’editore sconcerta”



“Sono uno spirito libero. Tanto libero da decidere di firmare L’Unità per un giorno. Il quotidiano fondato da Antonio Gramsci è fuori dalle edicole da parecchio tempo a causa di una crisi che ha portato più volte alla chiusura e la testata rischia di sparire. L’editore mi ha chiesto di consentire il suo ritorno in edicola almeno per un giorno, per mantenere accesa la fiammella del quotidiano comunista”. Così, nell’articolo di apertura della Verità di oggi, Maurizio Belpietro spiega perché ha accettato la richiesta dell’editore Piesse di firmare da direttore il numero del 25 giugno del giornale fondato da Gramsci, che da un paio d’anni va in edicola solo un giorno su 365 per evitare la decadenza della testata. Intanto continuano le critiche per la decisione dell’editore, che secondo la Fnsi “sconcerta e preoccupa”. Mentre “fonti vicine all’Unità” fanno sapere alle agenzie di stampa che si tratta solo di una scelta “tecnica” e per la direzione si sta pensando a “un grande nome che guarda a sinistra”.

“Come per la pubblicità a favore dell’eutanasia”, scrive Belpietro, “non condivido praticamente nulla di ciò che vi è scritto, ma a differenza dell’Autorità per la garanzia nelle telecomunicazioni, io non sono un censore. Non minaccio la libertà di stampa con multe pari al 2 o al 5 per cento del fatturato. Nel nostro settore esiste già la magistratura, che spesso punisce i giornalisti con condanne penali e pecuniarie. Poi c’è l’ Ordine dei giornalisti, che vigila sulla deontologia e interviene distribuendo sanzioni e sospensioni a coloro che non rigano diritto”.
Per il presidente della Fnsi la decisione di Piesse “va contro la storia del quotidiano fondato da Antonio Gramsci”. La scelta “sconcerta non per ragioni di carattere professionale, ma perché si tratta di una scelta che va contro la storia del quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Ogni giornale ha un’identità precisa e definita che non può essere né snaturata né vilipesa. Soprattutto non possono essere offesi i giornalisti, i lettori e la memoria di quanti all’Unità hanno legato vita e militanza politica, impegno intellettuale e professionale”.

“Belpietro direttore dell’Unità, anche solo per un giorno, è un insultoinaccettabile alla storia gloriosa del giornale di Antonio Gramsci e alla comunità politica che esso rappresenta. #unita”, twitta il segretario nazionale di Articolo Uno Roberto Speranza.
Intanto il Pd, socio di minoranza attraverso la fondazione Eyu, si chiama fuori. “Sulla scelta dell’editore de l’Unità di far firmare il numero in uscita domani da Maurizio Belpietro si precisa che il Partito Democratico non ne era assolutamente a conoscenza”, fa sapere il responsabile comunicazione dem Marco Miccoli . “L’abbiamo appreso dal comunicato del Cdr solo qualche ora fa. Non sfugge a nessuno che, vista la storia del giornale e gli orientamenti politici di Belpietro, la scelta dell’editore Pessina è stata una furbizia di cattivo gusto”.

NewsGuard, una squadra di giornalisti recensisce i siti di informazioni per garantire trasparenza e credibilità



Di Luca Indemini
Come è possibile da un lato difendere e valorizzare il giornalismo di qualità e dall’altro garantire ai lettori l’affidabilità delle notizie che si trovano online? Mettendosi a “guardia delle notizie”. Almeno è quello che hanno pensato Steven Brill e Godon Crovitz, quando circa un anno fa hanno dato vita alla startup NewsGuard , che si propone di analizzare la credibilità e la trasparenza dei siti di notizie e di informazione. «Sia io sia Gordon veniamo dal mondo del giornalismo e da tempo ci interrogavamo su come ci si dovesse misurare con le news online e con il problema delle fake news – spiega Steven –. Volevamo trovare un modo per distinguere tra giornalisti affidabili e produttori di notizie false e per farlo abbiamo puntato sull’intelligenza umana e sull’approccio giornalistico.»
Il 23 agosto 2018 danno vita a NewsGuard, che in meno di un anno recensisce oltre 2mila siti americani, prima di sbarcare in Uk e da oggi in Italia. Il progetto si muove nel solco di altri progetti come#JournalismTrustInitiative sponsorizzato da Reporter Sans Frontier e The Trust Project , che ha visto l’adesione de La Stampa come prima testata italiana.
Credibilità e trasparenza
NewsGuard utilizza un approccio giornalistico per combattere le notizie false e la disinformazione. I meccanismi di funzionamento sono quelli di un giornale: ci sono riunioni di redazione, si selezionano i siti da prendere in considerazione, li si analizza e si condividono i risultati. L’analisi prevede la realizzazione di una scheda informativa quanto più possibile dettagliata sul sito preso in considerazione e la verifica del rispetto di nove parametri . «Per stabilire i criteri ci siamo confrontati con colleghi e professionisti della comunicazione, in giro per il mondo – aggiunge Brill –. Alla fine abbiamo individuato due macro aree: credibilità e trasparenza.»
Per valutare la credibilità di una testata si prende in considerazione il fatto che non pubblichi ripetutamente contenuti falsi, il modo in cui presenta le notizie, la rapidità con cui corregge eventuali errori o la presenza di titoli ingannevoli. La trasparenza viene valutata in base a come il sito rivela la proprietà e i finanziamenti ricevuti, come indica il responsabile dei contenuti, i nomi dei curatori delle notizie e le modalità di contatto.
Queste valutazioni vengono messe a disposizione degli utenti attraverso un’estensione che può essere installata direttamente nel browser e fornisce “luce verde” o “rossa” a seconda dell’affidabilità del sito che si sta visitando. Oltre alle valutazioni “verde” e “rosso”, NewsGuard indica i siti di satira e le piattaforme, che ospitano principalmente contenuti user-generated, che non vengono valutati.
NewsGuard in Italia
Dopo un lungo e accurato lavoro preparatorio, da oggi NewsGuard arriva in Italia, dove copre più del 70 per cento delle notizie presenti online, con l’obiettivo di superare il 90 per cento, entro la fine di giugno. E al debutto, «ci sono molte più spunte verdi che rosse», fanno sapere dagli Stati Uniti.
Il monitoraggio è stato portato avanti dalla redazione italiana di New York, partendo da quei siti di notizie che generavano maggiore traffico, oltre ai siti delle principali testate giornalistiche. L’analisi si è sviluppata seguendo i nove parametri e laddove sono emersi elementi poco chiari, si è proceduto a contattare direttamente i responsabili per avere dei chiarimenti. A dare supporto sul territorio è stato scelto come consulente senior Giampiero Gramaglia, per 30 anni giornalista dell’ANSA e direttore dei corsi e delle testate della scuola di giornalismo di Urbino. «Sicuramente ci sono alcuni aspetti del giornalismo anglosassone che non sono così immediati per il giornalismo italiano. Sono stati riscontrati alcuni problemi nei meccanismi di rettifica e correzione delle notizie, così come in merito alle indicazioni in merito ai responsabili delle informazioni pubblicate – spiega Gramaglia –, ma quando si è preso contatto con i responsabili, molti siti hanno reagito modificando i loro parametri e impegnandosi a seguire i principi di NewsGuard.»
La startup sbarca in Italia nel momento giusto. Un sondaggio condotto da YouGov, per conto di NewsGuard, indica la necessità di trovare soluzioni per contrastare il dilagare della disinformazione. Il 92 per cento degli intervistati è convinto che le informazioni false in rete siano un problema e il 78% vorrebbe una maggiore attenzione da parte dei social sull’affidabilità dei siti di notizie, mentre il 74% vorrebbe un maggior controllo da parte dei motori di ricerca. A fronte di queste richieste, NewsGuard può rappresentare una delle risposte al problema (come ritiene anche l’85% degli intervistati).
Inoltre, NewsGuard ha lanciato il Media Literacy Partnership Program , programma gratuito destinato alle biblioteche italiane, che sostiene l’alfabetizzazione mediatica e consente ai partecipanti di impeganrsi criticamente nella valutazione dei siti di notizie che incontra sui social media e attraverso i motori di ricerca.
Approccio giornalistico umano vs algoritmo
Il fatto che NewsGuard parli la stessa lingua dei siti che rappresentano l’oggetto del suo controllo lo rende più efficace e penetrante, rispetto forme di vigilanza lasciate in mano a un algoritmo.
«Il nostro è un approccio trasparente e siamo disposti al dialogo e al confronto – sottolinea Steven Brill –. Non pretendiamo di rappresentare la verità assoluta, ma la credibilità è il nostro core business, il nostro successo dipende dall’essere credibili e affidabili.» È questa credibilità che ha permesso a NewsGuard di essere inseriti nel browser Edge di Microsoft. Ed è questa la direzione scelta per la sostenibilità economica del progetto: collaborare con le aziende tecnologiche che scelgono NewsGuard come strumento di garanzia per i loro utenti.
L’approccio giornalistico, può rappresentare una garanzia di successo anche sul mercato italiano, come evidenzia Gramaglia: «Credo che NewsGuard svolga un doppio ruolo fondamentale: lato utente, aiuta i lettori ad orientarsi tra le informazioni online. Lato testate e giornalisti: avere dei colleghi che mostrano rispetto e attenzione per il lavoro svolto può rappresentare uno stimolo – poi conclude –. Avere dall’altra parte un giornalista, semplifica le cose: di un collega tendo a fidarmi e poi so che posso confrontarmi. Se la valutazione arrivasse da un algoritmo non potrei dialogare, a meno di non risalire al programmatore, con cui però non parliamo la stessa lingua.»

Aggressione ai due cronisti dell’Espresso, denunciati due estremisti di destra


LA STAMPA

Due militanti di estrema destra sono stati denunciati per l’aggressione subita da due cronisti de l’Espresso durante la commemorazione delle morti di Acca Larentia, ieri a Roma. È quanto si apprende dalla questura di Roma, secondo la quale i due denunciati sono Giuliano Castellino e Vincenzo Vito Antonio Nardulli per i fatti avvenuti ieri durante una cerimonia organizzata da Forza Nuova e Avanguardia Nazionale presso il mausoleo dei martiri fascisti del cimitero del Verano.

La questura comunica di aver accertato le responsabilità di Castellino e Nardelli, i quali nella mattinata sono stati sottoposti a perquisizione domiciliare e denunciati all’autorità giudiziaria per i reati di minaccia, lesioni personali e violenza privata, mentre proseguono le indagini per identificare altri partecipanti all’aggressione. Castellino, inoltre, è stato denunciato per la violazione della sorveglianza speciale della polizia alla quale è attualmente sottoposto.

Sulla vicenda la procura di Roma ha aperto un fascicolo e le indagini vengono coordinate dal procuratore aggiunto Francesco Caporale. Durante la manifestazione di ieri al Cimitero Monumentale del Verano, il personale della Digos e del Commissariato San Lorenzo ha notato otto persone, tra le quali Castellino e Nardulli, che discutevano animatamente con Federico Marconi e Paolo Marchetti poiché stavano riprendendo le fasi della cerimonia. I due cronisti hanno dichiarato in un primo momento di non aver subito aggressioni, ma in serata hanno denunciato quanto avvenuto e uno dei due è stato refertato con tre giorni di prognosi per alcune contusioni.

Enrico Mentana ha svelato il nome del suo giornale: si chiamerà Open

Da TPI.IT

Open Mentana: il giornale del direttore del TgLa7 ora ha un nome

OPEN MENTANA – Enrico Mentana ha svelato il nome del suo giornale: si chiamerà Open.
Ecco il post su Instagram con l’annuncio ufficiale
Open dovrebbe partire all’inizio di dicembre 2018, sarà gratuito e come già annunciato avrà una redazione principalmente da Under 30.
Dagli oltre 15mila curriculm arrivati alla casella mail del nuovo quotidiano web sono stati selezionati circa 200 profili: “Penso di arrivare a un paio di centinaia di preselezionati e poi di vedere direttamente queste persone per scegliere chi potrà far parte subito della redazione (non voglio fare una sorta di X Factor del giornalismo, beninteso, niente spettacolarità ma incontri diretti)”.
Da quei 200 si arriverà ai 20 contratti giornalistici ‘in palio’: in realtà 20 meno uno, considerando il già annunciato neo acquisto David Puente, blogger e debunker.
“Sarà un giornale aperto al nuovo, aperto a tutte le idee, aperto a tutti i contributi” scrive Mentana sulla propria pagina ufficiale.
FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://www.tpi.it/2018/11/01/open-mentana/

Giornata della Libertà di Stampa, l'Italia sale al 46esimo posto

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Di Salvatore Santoru

Oggi 3 maggio 2018 è il World Press Freedom Day, la giornata internazionale della libertà di stampa patrocinata dall’Unesco.
Tale evento, come riporta 'Irpinia News'(1), è dedicato ai giornalisti che hanno perso la vita e serve per riflettere sulle alquanto dure limitazioni alla libertà di stampa che vi sono in diverse parti del mondo, nonché sui pericoli che corrono diversi reporter e giornalisti in determinati paesi.

Su ciò, c'è da dire che l'Italia risulta essere un paese relativamente sicuro e libero ma non mancano diversi e preoccupanti casi di reporter e cronisti minacciati da parte di organizzazioni criminali(casi che risultano essere in aumento).
C'è da dire che comunque l'Italia, stando al rapporto annuale di 'Reporters Sans Frontieres', è passata dal 52esimo al 46esimo posto nell'ambito dei 180 paesi analizzati.

NOTA E PER APPROFONDIRE:

(1) http://www.irpinianews.it/giornata-mondiale-della-liberta-di-stampa-in-aumento-i-reporter-italiani-vittime-di-aggressioni/

CAGLIARI, LA DENUNCIA DELL'ODG: 'GIORNALISTI CHIUSI IN RECINTO PER SEGUIRE LO SBARCO MIGRANTI'

  Cagliari, ostacolato il lavoro dei giornalisti che seguono lo sbarco dei migranti

http://notiziario.ossigeno.info/2016/10/cagliari-cronisti-chiusi-in-recinto-per-seguire-sbarco-migranti-73677/

Proteste dall’Ordine dei giornalisti della Sardegna che esprime preoccupazione per le disposizioni della Prefettura. Coinvolti dieci operatori dei media di diverse agenzie e testate

Il 6 ottobre 2016 l’Ordine dei Giornalisti della Sardegna ha protestato per le condizioni in cui i cronisti sono stati costretti a lavorare per documentare lo sbarco al porto di Cagliari di 1255 migranti destinati a essere smistati nei centri di accoglienza dell’isola. Sono in totale dieci, tra giornalisti e cameramen, gli operatori dell’informazione confinati in uno spazio transennato, senza alcuna tettoia, lontano dal punto di attracco dell’imbarcazione, così da rendere difficile scattare fotografie, anche con il teleobiettivo ed effettuare riprese. I giornalisti e gli operatori  lavorano per Ansa (2), La Stampa (1), Agi (2), Associated Press (1), Unione Sarda (1), Rai (1) e Videolina (1). Un fotografo è un freelance.
“In occasione dell’ultimo sbarco – si legge in un comunicato stampa dell’Ordine dei Giornalisti Sardegna, che esprime forte preoccupazione per la limitazione della libertà di stampa – due agenti della Polizia di Stato e due militari della Capitaneria erano dedicati espressamente a impedire qualsiasi movimento ai giornalisti, ai quali in occasioni precedenti, durante la stagione estiva, era stato impedito perfino di dissetarsi. Non si comprendono i timori della Prefettura di Cagliari nei confronti del ruolo dell’informazione”. L’Odg Sardegna  lamenta anche un inasprimento dell’azione della Prefettura “tesa ad ostacolare il lavoro dei colleghi”.
“I giornalisti che seguono l’emergenza migranti lavorano in condizioni debilitanti e sono stremati – dichiara a Ossigeno il segretario dell’Odg, Luigi Almiento – Speriamo che le istituzioni si adoperino per risolvere queste situazioni”.
LC

FOTO: http://www.cartadiroma.org

Fazio fa lo spot della Tim. Ora rischia radiazione dall'Albo dei Pubblicisti

Fabio Fazio rischia di essere radiato dall’Albo dei Pubblicisti per lo spot della Tim. Fare pubblicità è incompatibile col mestiere di giornalista…
Fabio Fazio rischia la radiazione dell’Ordine dei Giornalisti. Tutto per colpa di una pubblicità, quella delle Tim–Telecom, ritenute incompatibile con il mestiere di giornalista.
ui fa il conduttore come professione principale, però risulta iscritto all’Albo dei Pubblicisti.
La Carta dei Doveri del Giornalista recita: “Il giornalista non assume incarichi e responsabilità in contrasto con l’esercizio autonomo della professione, né può prestare il nome, la voce, l’immagine per iniziative pubblicitarie incompatibili con la tutela dell’autonomia professionale. Sono consentite invece, a titolo gratuito, analoghe prestazioni per iniziative pubblicitarie volte a fini sociali, umanitari, culturali, religiosi, artistici, sindacali o comunque prive di carattere speculativo”.
Fazio fa lo spot della Tim. Ora rischia radiazioneSulla una pagina che si chiama Giornalisti italiani su Facebook è scoppiata la polemica.
E’ bastato fare una verifica, ha scritto il sito, per scoprire che Fazio a Genova è iscritto all’ordine dei pubblicisti.

La differenza tra Soft News e Hard News nella comunicazione giornalistica



SOFT NEWS

Letteralmente, in inglese: notizie leggere, soffici, tranquille. Nel linguaggio giornalistico il concetto indica le notizie meno impegnative sul piano dell’informazione (cronaca di routine, costume, spettacolo). Si contrappongono alle hard news, notizie forti, di ‘primo piano’.

HARD NEWS

Letteralmente, in inglese: notizie dureforti. Nel linguaggio giornalistico il concetto indica le notizie in ‘primo piano’, legate strettamente all’attualità (politica, cronaca, ecc.). Si contrappongono alle soft news, notizie ‘leggere’.

FONTE:http://www.lacomunicazione.it/voce/soft-news/

http://www.lacomunicazione.it/voce.asp?id=631

FOTO:http://www.slideshare.net

Turchia: arrestato il direttore e un giornalista del quotidiano di oppsozione Cumhuriyet

Il direttore di Cumhuriyet Can Dündar in una conferenza stampa a Istanbul, il 26 novembre del 2015, prima di un’udienza in tribunale per convalidare l’arresto. 
In Turchia un tribunale ha ratificato l’arresto di Can Dündar, direttore del quotidiano di sinistra Cumhuriyet, e del giornalista Erdem Gül, caporedattore dell’ufficio di Ankara dello stesso giornale. Sono accusati di spionaggio e di “divulgazione di segreti di stato”, per aver sostenuto in un articolo che i servizi segreti turchi hanno consegnato armi ai ribelli siriani. I giornalisti rischiano fino a 25 anni di prigione ed entrambi sono in detenzione preventiva.
Secondo il quotidiano Cumhuriyet, nel gennaio del 2014 le forze di sicurezza turche hanno intercettato un convoglio di camion al confine tra Turchia e Siria e hanno scoperto un carico di armi e munizioni destinate ai ribelli islamisti, in guerra contro il regime di Bashar al Assad. I camion sequestrati sarebbero stati mandati dall’organizzazione turca di intelligence nazionale (Mit).
Le rivelazioni, pubblicate a maggio, hanno causato una tempesta politica in Turchia, il presidente Recep Tayyip Erdoğan ha affermato che Dündar avrebbe pagato “un prezzo pesante” per le sue accuse. Il presidente in persona ha presentato una denuncia penale contro il direttore di Cumhuriyet. Il governo ha negato di aver aiutato i ribelli islamici come il gruppo Stato islamico in Siria. Il governo turco si oppone con forza al regime di Bashar al Assad e nei negoziati di pace in corso a Vienna si è schierato sempre contro la possibilità che Assad abbia un ruolo nel governo di transizione sul quale Russia, Stati Uniti e Unione europea vorrebbero che si convergesse in vista delle elezioni in Siria, come possibile piano di pace per uscire dal conflitto in corso da quattro anni.
“Questa sentenza ci fa onore”, ha dichiarato Dündar a giornalisti e rappresentanti delle ong prima di essere arrestato. Reporters sans frontières (Rsf) ha chiesto al giudice di respingere le accuse contro i due giornalisti e ha definito il processo una “persecuzione politica”. Il quotidiano Cumhuriyet ha ricevuto nel 2015 il Premio per la libertà di stampa di Reporters sans frontières .
“Se questi due giornalisti sono imprigionati, sarà un’ulteriore prova che le autorità turche sono pronte a usare questi metodi per reprimere il giornalismo indipendente in Turchia”, ha detto il segretario generale di Rsf Christophe Deloire in un comunicato. Nel 2015 Reporters sans frontières ha classificato la Turchia al 149° posto nella classifica della libertà di stampa in 180 paesi. L’organizzazione ha denunciato un “pericoloso aumento della censura” nel paese.

Maurizio Molinari sarà il nuovo direttore della Stampa

molinari


http://www.ilpost.it/2015/11/26/maurizio-molinari-direttore-la-stampa/


Maurizio Molinari sarà il nuovo direttore della Stampa e direttore editoriale di Itedi, la società editrice della Stampa e del Secolo XIX. Itedi è una società controllata dal gruppo Fiat Chrysler Automobiles per il 77 per cento e per il 23 per cento da Carlo Perrone, editore del Secolo XIX. Massimo Gramellini, editorialista del giornale e a lungo considerato il successore di Mario Calabresi alla direzione della Stampa, è stato nominato invece direttore creativo di Itedi. Massimo Russo, ex giornalista diRepubblica ed ex direttore dell’edizione italiana di Wired, sarà condirettore di Molinari.

Ezio Mauro lascia "La Repubblica", in arrivo Mario Calabresi



http://www.askanews.it/top-10/ezio-mauro-lascia-la-repubblica-in-arrivo-mario-calabresi_711671828.htm

Dopo quasi 20 anni Ezio Mauro lascia la direzione del quotidiano La Repubblica. La notizia, annunciata nel corso della riunione di redazione del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, sta facendo il giro dei social media. Il nome più accreditato per la successione, anche se nulla è al momento ufficializzato, è quello dell'attuale direttore de "La Stampa", Mario Calabresi. Ezio Mauro, 67 anni, è al timone de La Repubblica dal 1996, quando prese il testimone direttamente da Scalfari. Lascerà la direzione del quotidiano il prossimo 14 gennaio. Red/Rcc/Int2

FOTO:http://www.corriereadriatico.it

Siria: giornalista donna vince premio per aver mostrato il “lato umano” della guerra

Siria: giornalista donna vince premio per aver mostrato il “lato umano” della guerra


Di Giusy Regina
Zaina Erhaim, giornalista siriana, ha vinto il “Peter Mackler Award” per aver saputo mostrare “il lato umano” della guerra in Siria, attraverso un giornalismo coraggioso ed etico.
“Non sono un’inviata di guerra. Non sarei qui se non fosse il mio Paese”, ha detto al momento di accettare il premio davanti a Reporters sans frontièresAFP e Global Media Forum, un centro di formazione giornalistica. “Sono tornata perché sono siriana” ha aggiunto, “io appartengo a quella patria”.
Erhaim, che vive e lavora ad Aleppo in Siria, ha formato circa 100 cittadini come reporter dall’interno della Siria, circa un terzo dei quali sono donne, contribuendo a fondare nuovi giornali e riviste indipendenti nel Paese.
Erhaim è anche coordinatrice di un progetto per l’Istituto per reporter di guerra e di pace (IWPR – Institute for War and Peace Reporting), un’organizzazione internazionale che supporta i giornalisti nei paesi che si trovano in momenti di conflitto, crisi o transizione. 

FONTE:http://arabpress.eu/siria-giornalista-donna-vince-premio-per-aver-mostrato-il-lato-umano-della-guerra/69803/

Turchia, giornalista rischia il carcere accusato di avere insultato Erdoğan



Di Lucio Di Marzo

Per l'accusa quelli di Bülent Keneş erano tweet offensivi, che si scagliavano contro il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan.
Per il giornalista, direttore dell'edizione inglese del quotidiano Zaman, soltanto messaggi in cui esprimeva un punto di vista, critico ma non sufficiente a far scattare un mandato d'arresto.




È tutta qui l'accusa nei confronti del giornalista, a cui già era stato imposto un divieto d'espatrio e che a giugno era stato condannato a 21 mesi di carcere - con pena sospesa - per un altro tweet che era stato considerato altrettanto offensivo.
Lo Zaman, e la sua versione inglese, sono legati al movimento Hizmet di Fethullah Gülen, imam che da anni vive in un esilio auto-imposto negli Stati Uniti. Un tempo alleato dell'Akp di Erdoğan, è oggi nel mirino delle autorità turche.
"Continuerò a combattere per la democrazia e la libertà fino all’ultimo - ha commentato Keneş -. Non riuscirete a far tacere un’anima libera, anche se la metterete in carcere". E il suo caso non è il primo in cui la libertà di stampa in Turchia viene messa sotto attacco.
A 11 mesi e 20 giorni di carcere è stato condannato Necati Dogru, un giornalista di Sözcü, quotidiano su posizioni piuttosto distanti da quelle del partito di Erdoğan. "Qualunque cosa si scriva è un ’insulto - ha scritto in un articolo in cui parla della sua situazione -. Vanno bene solo i falsi complimenti. Mi dispiace, ma non sono quel tipo di giornalista".
Ancora in carcere è invece Mohammed Ismael Rasool, fixer fermato insieme a due giornalisti di VICE News poi liberati, che erano impegnati nella realizzazione di un servizio nel meridione del Paese, dove si è riacuto lo scontro tra il governo e il Pkk.

FONTE:http://www.ilgiornale.it/news/accusato-dinsulti-erdogan-giornalista-rischia-carcere-1180884.html

Mani al collo e telecamera distrutta. Violenta aggressione a un giornalista di Report. Art.21: “un fatto grave da non sottovalutare”

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“L’amministratore delegato della Società Italiana Elicotteri (concessionaria di Agusta Westland) Andrea Pardi ha rotto la telecamera di Giorgio Mottola un giornalista di Report (Rai3), lo ha trascinato dentro l’ufficio e lo ha immobilizzato stringendolo al collo con un braccio”. Lo rivela una nota del programma condotto da Milena Gabanelli.








Il fatto:
 il giornalista si trovava all’esterno della palazzina, e ha avvicinato il manager per chiedergli un’intervista. Il Pardi non gli ha nemmeno lasciato il tempo di porre la domanda, che lo ha immediatamente aggredito con lo scopo di distruggere la telecamera e contemporaneamente lo ha spinto dentro la palazzina proseguendo l’aggressione in presenza di una decina di impiegati; nonostante le urla del giornalista però nessuno è intervenuto. Solo quando il Pardi si è impossessato della telecamera ha liberato il giornalista, che una volta uscito ha chiamato la polizia. Con l’intervento delle forze dell’ordine il giornalista è rientrato in possesso della telecamera, completamente inagibile, ma recuperando la scheda con la registrazione del filmato. Questa è la raccapricciante testimonianza dell’accaduto. Un fatto di grave e inspiegabile violenza ai danni di un giornalista che stava facendo solo il suo mestiere”.
“L’aggressione violenta al giornalista di Report Giorgio Mottola è un fatto gravissimo che non può essere trascurato o sottavalutato”. Lo affermano in una nota Stefano CorradinoGiuseppe Giulietti, direttore e portavoce di Articolo21. “E non è purtroppo un caso che a subire aggressioni e intimidazioni sono sempre quei cronisti e quelle trasmissioni, come “Report” di Milena Gabanelli che, in nome della libertà di espressione e della verità cercano di illuminare le tante oscurità, politiche, economiche, sociali… che circondano la nostra quotidianità. Per questo oltre ad esprimere la nostra totale solidarietà ci auguriamo che tutti i media diano l’adeguato spazio al deplorevole episodio di cui è stata vittima una delle migliori trasmissioni del servizio pubblico radiotelevisivo”.

Trent'anni fa la camorra uccise il giornalista Giancarlo Siani




http://andreainforma.blogspot.it/2015/09/trentanni-fa-la-camorra-uccise-il.html

Il 23 settembre 1985 il giornalista Giancarlo Siani veniva ucciso dalla camorra, nei pressi di casa sua, vicino piazza Leonardo a Napoli. 





Onore a Siani e a tutti i giornalisti (quelli veri) impegnati nella ricerca e nel racconto della verità.

Per approfondire: Giancarlo Siani (da Wikipedia)

Addio allo scrittore Manlio Cancogni: autore dell'inchiesta 'Capitale corrotta=Nazione infetta'


http://www.bolognatoday.it/cronaca/manlio-cancogni-morto-scrittore.html

È morto all'età di 99 anni lo scrittore e giornalista Manlio Cancogni. Nato nel 1916 a Bologna da genitori toscani trasferitisi in città durante la prima guerra mondiale. Ha passato gran parte della sua vita a Roma, dove si è laureato in Giurisprudenza e poi in Filosofia. Si è spento nella sua casa di Marina di Pietrasanta.


Addio allo scrittore Manlio Cancogni: autore dell'inchiesta 'Capitale corrotta=Nazione infetta'
Vincitore di tanti premi letterari, tra cui Lo Strega con il romanzo "Allegri, gioventù". Ha collaborato con numeros testate. Nel 1955 pubblicò sull’Espresso l’inchiesta sulla corruzione a Roma, Capitale corrotta = Nazione infetta.
Foto:http://www.giornalistitalia.it

Siria: in un'intervista per "Repubblica" Vanessa Marzullo avrebbe detto che vorrebbe tornare nel paese, ma il fratello smentisce che ci sia mai stata l'intervista

Salvini: "Greta e Vanessa facciano volontariato qui". E Meloni: "Restituiscano soldi"

Di Salvatore Santoru

Sta già costituendo un piccolo scandalo le presunte dichiarazioni di Vanessa Marzullo rilasciate a "Repubblica", che avrebbe affermato di essere intenzionata a ripartire in Siria insieme a Greta Ramelli, con cui era stata rapita e rilasciata poco tempo fa.

Secondo quanto riportato dall'Huffington Post, la famiglia di Vanessa Marzullo ha smentito categoricamente l'intervista, affermando che la ragazza si è rifiutata di concedere l'intervista, e il fratello Mario ha postato su Facebook un duro commento alla vicenda.

MARIO MARZULLO

Il giornalista RAI ed esperto di Siria Amedeo Riccuci secondo l'Huff Post avrebbe ripreso la replica di Marzullo, precisando però che la ragazza ha parlato con il giornalista della "Repubblica" Paolo Berizzi, in un colloquio del tutto informale, ma non ha assolutamente autorizzato lo stesso a pubblicare ciò che è stato detto.
Per precisare ulteriormente, Riccuci sul suo profilo Facebook ha smentito l'articolo dell'Huff Post sul fatto che avrebbe presumibilmente riportato il commento di Mario Marzullo, affermando che semmai ha chiesto lumi direttamente a Vanessa per la vicenda.

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