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Un nuovo incendio ha distrutto la libreria antifascista “La Pecora Elettrica” di Roma



Nuovo rogo nella notte nella caffetteria/libreria La Pecora Elettrica a Roma, luogo dichiaratamente antifascista. Il locale, già distrutto dalle fiamme da un incendio la notte del 25 aprile, avrebbe dovuto riaprire domani. Sul posto carabinieri della compagnia Casilina e vigili del fuoco. Da chiarire le cause dell'incendio, anche se la strada più probabile è quella dell’azione dolosa. «L'incendio di stanotte l'ha distrutta di nuovo – sono le parole colme di dolore del titolare -. Sono entrati e hanno dato fuoco a tutto».

«Non siamo ancora in grado di quantificare i danni prodotti da questo nuovo incendio, non sarà possibile riaprire domani 6 mesi dopo il primo rogo come avevamo previsto. Siamo stati allertati nella notte dal sistema di allarme che avevamo fatto installare nel negozio». È affranto Danilo, uno dei librai. Il popolare quartiere di Centocelle, che ospita la libreria, si era mobilitato per favorirne la riapertura con una raccolta fondi a sostegno dei lavori di ristrutturazione. Il rogo potrebbe essere collegato a quello divampato quasi un mese fa nel locale di fronte: è questa una delle ipotesi al vaglio degli investigatori. Tra le piste quella che i due locali, gli unici aperti la sera, possano avere disturbato un giro di spaccio nel parco adiacente.
Solidarietà e vicinanza è stata espressa dal presidente della Regione Lazio e segretario del Pd, Nicola Zingaretti: «La Pecora Elettrica» è un luogo di cultura e aggregazione. Stanotte è stato dato alle fiamme dopo l'incendio dell'aprile scorso. Ai proprietari dico di tenere duro e lottare per restituire a Roma la bellezza e la passione del loro impegno sociale». Più sintetica ma sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Roma Virginia Raggi: «Inquietante – scrive su Twitter – l'ennesimo rogo alla libreria la Pecora Elettrica. Se fosse confermato l'atto doloso, sarebbe estremamente grave. Vicina ai proprietari, si faccia subito chiarezza».

5 librerie antiquarie che dovete visitare se siete a Torino


Patria del gelato e del tramezzino, capitale del vecchio Regno d’Italia, arteria industriale e centro sportivo di primaria importanza, Torino ha molte anime ed è un luogo vibrante di cultura e storia.
Sede del Salone Internazionale del Libro, Torino è anche il cuore pulsante dell’editoria e del mondo librario italiano, con oltre venti librerie antiquarie riconosciute dall’Associazione Librai Antiquari d’Italia.
Noi di AbeBooks, abbiamo voluto concederci una passeggiata per le vie cittadine visitando alcune delle librerie e studi bibliografici nostri partner. Ecco dunque 5 librerie da visitare se passate a Torino e i loro cataloghi ricchi di libri antichi, rari, fuori catalogo e pezzi unici da collezione!
Sita in Via Mombasiglio, facilmente raggiungibile in auto, in un negozio caldo e familiare, avrete la possibilità di imbattervi in libri selezionati di razza e di compagnia, antichi, insoliti, curiosi, rari, speciali e specializzati, strani e stranieri, esotici ed esoterici. La Libreria Le Colonne, attiva dal 1991, offre circa 9000 titoli online, venite a vederli qui
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Presente dal 1989, la libreria Biggio si trova nel centro della città nella zona tradizionalmente frequentata da collezionisti, grazie alle notevole presenza di antiquari e librerie. Nel negozio accogliente e curato potrete apprezzare libri che trattano di ogni argomento con particolare attenzione per la Storia, i Viaggi e altre curiosità. Date uno sguardo qui!
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Fondata nel 1992 da Alfredo Gilibert (scomparso nel 2005), da sempre appassionato bibliofilo e vulcanico collezionista di ogni genere d’antiquariato cartaceo. Insieme al figlio Massimo, l’attuale titolare, trasforma la passione di una vita in una bella realtà. La libreria si sviluppa su due piani che si aprono sulla splendida Galleria Subalpina, nel cuore di Torino, tra le piazze Castello e Carlo Alberto, a pochi metri dalla Biblioteca Reale, dal Museo Egizio e dal Museo del Risorgimento. Negli spazi del piano superiore vengono organizzate piccole iniziative culturali: mostre, presentazioni di libri e dibattiti legati al mondo della “bibliofilia” e della “bibliomania”. Scoprite la libreria con noi!
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Studio bibliografico, dal 1999 si occupa della ricerca e del commercio di libri antichi e rari e di manoscritti, con particolare attenzione ai temi riguardanti le Scienze Occulte, l’Alchimia, l’Esoterismo e gli Studi Tradizionali. Date uno sguardo al catalogo online!
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Disponibile su appuntamento, alle porte del centro, Giorgio Maffei è specializzato in testi originali delle avanguardie artistiche e letterarie del Novecento. Dalle opere storiche di inizio secolo, con gli ormai classici volumi futuristi, dadaisti, astrattisti e surrealisti, sino alle successive rivoluzioni dei linguaggi ad opera dei protagonisti del rinnovamento delle arti nella seconda metà del secolo. Date uno sguardo al catalogo!
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Oggi è la giornata internazionale del libro ma spariscono le librerie indipendenti

 Di Cinzia Gubbini
Il 23 aprile è la giornata internazionale del libro e del diritto di autore, proclamata dall'Unesco per difendere e promuovere i nostri compagni di viaggio. Anche in Italia sono previste mostre, iniziative, convegni (QUI il programma) che convergono nel "maggio dei libri". E' un'occasione per ri-parlare del recente dato diffuso dall'Istat: nel 2011 sono spariti 730 mila "lettori forti" abbattuti forse dalla crisi economica, forse aggrediti dalla mancanza di ricambio nelle giovani generazioni. L'identikit del "serial killer" dei lettori italiani è ancora sfuggente, o meglio i fattori che lo compongono sono complessi. Tra questi, però, c'è sicuramente anche la lenta e inesorabile morte delle librerie indipendenti nel nostro paese. Se la libreria sotto casa chiude i battenti, se nei quartieri scompaiono questi punti di civiltà e democrazia, se per comprare un libro bisogna andare in centro o addirittura in un centro commerciale, allora è più facile che si comprino meno libri. Ne parliamo con il presidente dell'Associazione dei librai italiani (Ali) , Paolo Pisanti.
Pisanti, è vero che oggi aprire una libreria è un'impresa a perdere?
Purtroppo da almeno dieci anni è così, anche se non lo è sempre stato e negli anni passati fare il libraio e avere una libreria era un  mestiere possibile.

Cosa è cambiato?
Principalmente sono cambiati gli attori del mercato. Prima le librerie indipendenti erano molte di più. Anzi, erano la maggioranza. Poi sono "calati" i grandi marchi che hanno creato le loro catene di librerie, i supermercati hanno iniziato a vendere libri, si sta affacciando anche l'on line. Sono questi i tre fattori che rendono la vita difficile alla libreria indipendente. Si calcola che in dieci anni in 300 abbiano chiuso i battenti. Certo, di queste 300 ancora non sappiamo quante hanno scelto il franchising come soluzione imprenditoriale: affiliarsi a un grande marchio per continuare a sopravvivere. Ma la moria è fortissima. 
Quali sono i principali problemi di una libreria?
Non riusciamo a coprire i costi: l'affitto e il personale, principalmente. Sul costo delle mura in Italia sappiamo abbastanza. Forse non tutti sanno però che i dipendenti delle librerie, proprio per la loro preparazione e competenza - che fanno il valore di una buona libreria - sono considerati un terzo livello nel commercio. E questo è giusto: il cliente ama la sua libreria proprio per i consigli che vi può trovare, per la fiducia che stabilisce con chi vi lavora. Tutto questo però costa. Tanto più che siamo sempre più costretti a orari lunghi, proprio per provare a competere con supermercati e centri commerciali. A ciò si aggiunga che accedere a un prestito in banca per un libraio è estremamente difficile, se non ha garanzie reali (e personali) da mettere in gioco. La garanzia del nostro magazzino, per le banche è carta straccia.
Sul costo di copertina di un libro, quanto spetta alla libreria? E' vero che siete penalizzati, insieme agli autori, rispetto a distribuzione e editori?
Al libraio spetta il 27%, e il prezzo è fisso. Certo, anche questo non ci aiuta. Ma in realtà rispetto al passato, quello che è cambiato è che, da un lato, le piccole librerie sono sempre di più costrette a fare gli sconti, proprio per attirare clientela e "farsi vedere". Dall'altro che non esiste più il deposito a nuovo, che è un meccanismo da ripristinare, a nostro avviso.
In cosa consiste?
Un tempo gli editori ci consentivano di fare gli ordini senza pagare l'anticipo. Era un sostegno pensato proprio a favore delle librerie, che ci permetteva di respirare. Ora non funziona più così, e anzi accade sempre più spesso che ci troviamo a pagare i libri ancor prima di averli venduti. Tanto più che il mercato dei libri ormai sforna titoli in modo incontrollato: 700 mila all'anno, quasi 200 titoli al giorno. Per noi scegliere, orientarci, assortire è estremamente difficile. E se una libreria non ha un buon assortimento non fa un buon lavoro.
700 mila titoli all'anno e 730 mila lettori forti in meno, dice l'Istat. Non è strano?
E' certamente un paradosso, di cui noi librai facciamo le spese. Purtroppo siamo vittime di un sistema che non funziona, a partire dalla scuola e dall'abitudine alla lettura che non viene coltivato.
Nella vostra crisi c'entra anche l'e-book?
Ancora non è un fenomeno così importante da incidere in modo serio sul mercato.
Allora la gente non compra più libri (ma scrive) perché non ha più soldi?
E' chiaro che se le persone fanno fatica ad arrivare alla quarta settimana gli investimenti in famiglia a favore della cultura tendono a diminuire. Magari i lettori frequentano di più le biblioteche, trovano espedienti di questo tipo. Ma è anche vero che in Italia abbiamo un problema specifico, e che il calo nella vendita dei libri segnala un più generale imbarbarimento culturale del paese. E' un fatto che in Grecia, paese che ha subito una crisi economica ben più grave della nostra, la vendita di libri non ha subito il tracollo italiano. Anzi, in Europa ovunque si cresce. Tranne che in Italia. 

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