Intervista di Nicola Sessa a Loretta Napoleoni
Il commissario europeo alle politiche monetarie Olli Rehn ha ricordato a tutti che stiamo per affrontare i giorni cruciali per la sopravvivenza della moneta unica.
Le banche si preparano alla scomparsa dell'euro o a un euro a due
velocità: uno forte e stabile per la Germania e gli altri paesi che
hanno rispettato le regole europee; meno solido e fluttuante quello che
circolerebbe nell'area mediterranea e in Irlanda. Stiamo assistendo
all'agonia dell'euro e a un indebolimento dell'Unione? In questa prima
parte Loretta Napoleoni,
economista, giornalista e scrittrice, che è stata tra i primi
economisti a predire l'avvento della grande crisi ci parla di euro,
banche e crisi di liquidità.
Nel suo ultimo libro, Il contagio (edito da Rizzoli), Napoleoni analizza gli effetti devastanti derivanti dal connubio tra una politica alimentata dalla corruzione e una finanza sempre più avida che ha messo sotto scacco la democrazia, portandoci alla rovina.
L'Italia rimane l'anello debole della catena, pur essendo allo stesso tempo un pilastro reggente dell'Unione. Un suo possibile default avrebbe conseguenze distruttive. Secondo indiscrezioni, il ministro per lo sviluppo economico, Corrado Passera, ha avanzato l'ipotesi di saldare i debiti dell'amministazione pubblica nei confornti di piccole e medie imprese attraverso l'emissione di titoli di stato per 90 miliardi di euro: soldi su carta e non liquidità, fonte di vita per le imprese. Uno scenario da paese in guerra. Assisteremo ad assalti alle banche? Il sistema bancario italiano gode di sufficiente liquidità? E qual è il ruolo del Fondo monetario internazionale in queste fasi delicatissime? A queste domande risponde Loretta Napoleoni nella seconda parte dell'intervista.
Da Peace Reporter
Nb: qua1 parte dell'intervista e qua la seconda.
Nel suo ultimo libro, Il contagio (edito da Rizzoli), Napoleoni analizza gli effetti devastanti derivanti dal connubio tra una politica alimentata dalla corruzione e una finanza sempre più avida che ha messo sotto scacco la democrazia, portandoci alla rovina.
L'Italia rimane l'anello debole della catena, pur essendo allo stesso tempo un pilastro reggente dell'Unione. Un suo possibile default avrebbe conseguenze distruttive. Secondo indiscrezioni, il ministro per lo sviluppo economico, Corrado Passera, ha avanzato l'ipotesi di saldare i debiti dell'amministazione pubblica nei confornti di piccole e medie imprese attraverso l'emissione di titoli di stato per 90 miliardi di euro: soldi su carta e non liquidità, fonte di vita per le imprese. Uno scenario da paese in guerra. Assisteremo ad assalti alle banche? Il sistema bancario italiano gode di sufficiente liquidità? E qual è il ruolo del Fondo monetario internazionale in queste fasi delicatissime? A queste domande risponde Loretta Napoleoni nella seconda parte dell'intervista.
Da Peace Reporter
Nb: qua1 parte dell'intervista e qua la seconda.
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