Quando Cosa nostra uccise Beppe Montana, il poliziotto che catturava i latitanti

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Di Angela Marino

Estate 1985. Mentre i giudici del pool antimafia, Paolo Borsellino e Giovanni Falcone sono in ritiro nella sperduta isola dell'Asinara per preparare l’istruttoria al maxi processo che vedrà a giudizio tutti i pezzi da 90 di Cosa nostra, a Palermo, anche la mafia sta pianificando le sue strategie.

Le rivelazioni del superpentito Tommaso Buscetta a Falcone avevano portato all'arresto di oltre 600 mafiosi nel famoso "maxiblitz di San Michele". Nell'operazione che prelude al più grande processo di mafia che si stia per celebrare nel carcere dell'Ucciardone di Palermo, si distingue un giovane poliziotto, Giuseppe Montana, nativo di Agrigento, arrivato a Palermo nel ’82, all’indomani dell'omicidio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Beppe era un uomo della sezione ‘Catturandi‘, la squadra che lavorava per arrestare i mafiosi ancora latitanti. Insieme al giudice Antonino Cassarà, braccio destro di Falcone, diventò a soli 34 anni uno degli investigatori più abili. I colleghi avevano cominciato a chiamarlo Serpico come  l'indimenticabile Al Pacino nel film di Sidney Lumet sulla mala di New York.

Fonte e articolo completo: http://www.fanpage.it/quando-cosa-nostra-uccise-beppe-montana-il-poliziotto-che-catturava-i-latitanti/

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