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Trump-Kim, Razzi rivendica: "Fiero e orgoglioso, non era fantascienza"

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Di Chiara Sarra

La storica stretta di mano tra Donald Trump e Kim Jong-un? Merito (anche) di Antonio Razzi.

Lo rivendica lo stesso esponente di Forza Italia che pubblica su Facebook la foto della lettera che mandò al presidente Usa il primo febbraio 2017.
"Lo avevo detto in tutte le salse, ci credevo, ci ho sempre creduto a questo incontro tra Kim Jong Un e Trump che si è tenuto a Singapore", esulta Razzi, "La pace era a portata di mano già da anni e bisogna riconoscere che Trump ha fatto ciò che aveva promesso nel suo programma di governo. Sono veramente contento che si sia trovata la strada quella più ragionevole e giusta per il bene di tutto il mondo. Non è mai stata fantascienza ma una via che è sempre stata aperta dalla Repubblica Democratica Popolare di Corea".
L'azzurro sottolinea l'importanza del suo ruolo nell'accordo sigrato oggi tra Usa e Corea del Nord: "Personalmente ho lavorato in questo senso e sembrava, quella sì fantascienza, perché un senatore qualunque benché segretario della Commissione Esteri non fosse in grado di allacciare rapporti diplomatici privilegiati con Kim Jong Un", scrive ancora: "Avevo scritto al Presidente americano il primo febbraio 2017 mettendomi a disposizione per ogni e qualsiasi eventualità perché quella stretta di mano di oggi tra Kim e Trump durata dieci secondi si sarebbe potuta avere già da tempo. Siamo stati sull’orlo di una crisi gravissima che avrebbe potuto portare ad una guerra nucleare per la stoltezza ed inadeguatezza dei cosiddetti politici. Sono fiero ed orgoglioso di quanto ho cercato di fare usando solo ed unicamente il buon senso".

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