3 modi in cui i robot umanoidi cambieranno le relazioni

gen 30, 2026 0 comments


Di Gianluca Riccio

Londra, gennaio 2026. Berry Billingsley osserva un anziano che parla con Pepper, il “robot sociale” giapponese (ne abbiamo parlato qui). L’uomo sorride rilassato: Pepper, dal canto suo, “ascolta” senza interrompere, annuisce al momento giusto, e non giudica mai. È il compagno perfetto. Troppo perfetto.

Billingsley, che studia robotica all’Università di Canberra, ha iniziato a chiedersi cosa succede quando le persone si abituano a interazioni senza attrito. Quando ogni conversazione è calibrata ed ogni disaccordo viene accuratamente evitato. La risposta, anzi LE risposte hanno un sapore più agro che dolce: e sarà un problema per un mondo “invaso” da robot umanoidi nei prossimi anni. Tesla punta a un milione di Optimus entro il 2035, e dopo le fabbriche saranno nelle nostre case. Ma c’è un prezzo che nessuno ha messo nel listino: la nostra capacità di sopportarci a vicenda. In almeno 3 modi, che vado a illustrarvi, siòre e siòri.

Tesla Optimus
Tesla Optimus

Primo modo: la compagnia senza sforzo

Tesla Optimus nelle intenzioni del CEO Elon Musk (spesso troppo ottimistiche) dovrebbe arrivare nelle case americane entro la fine del 2027. Il prezzo stimato è sotto i 30.000 dollari. Da quelle parti sarebbe un po’ come comprare un’auto usata, solo che questa auto ti prepara il caffè, piega la biancheria… e non ti contraddice mai.

Musk parla di efficienza domestica. Billingsley parla di altro: quando deleghiamo troppe interazioni sociali a macchine progettate per essere sempre disponibili, sempre comprensive, sempre appropriate, dimentichiamo letteralmente come gestire quelle vere.

Serve ripeterlo? I robot umanoidi non hanno cattive giornate. Non dimenticano nemmeno un compleanno, non ti rispondono male solo perché hanno litigato al lavoro (e non litigano al lavoro). In sostanza sono l’opposto degli esseri umani: prevedibili, pazienti, calibrati.

Il problema è psicologico: la tolleranza sociale si allena. Se sparisce l’attrito, sparisce anche la capacità di gestirlo.

Secondo modo: il design della dipendenza

Questo è uno di quei settori in cui la forma conta davvero, è sostanza. I robot umanoidi hanno braccia, gambe, facce (stilizzate, ma riconoscibili) e ovviamente questo non è un caso.

Il nostro cervello, lo sapete, è programmato per riconoscere pattern umani: quando un robot ha due occhi e cammina su due gambe, scatta qualcosa dentro di noi. Lo trattiamo diversamente da un aspirapolvere rotondo: gli attribuiamo intenzioni. Ci aspettiamo che capisca.

Billingsley sottolinea che questo crea un problema di aspettative. Se il robot ha una faccia, vogliamo che ci guardi: se ha braccia, ci aspettiamo che ci aiuti. E quando tutto questo “flusso” funziona perfettamente, ci abituiamo ad essere costantemente ascoltati. Non avete nemmeno idea di quanto possa essere più invasivo anche delle echo chambers che hanno letteralmente deformato la nostra socialità.

Gli esseri umani veri, con le loro imperfezioni e i loro tempi, diventeranno una seccatura. Un sacco di persone sceglieranno la compagnia di un robot come qualcuno oggi preferisce la musica in streaming alla radio: niente interruzioni, niente pubblicità, niente DJ che parlano troppo. E niente, più niente in diretta: niente più tempo reale. Capito cosa intendo?

Le stime della robotica umanoide 2025-2030:

  • 18.000 unità vendute nel 2025 (Bank of America)
  • 38 miliardi di dollari mercato entro 2035 (Goldman Sachs)
  • 1 milione di Optimus target Tesla entro 2035 (sogni bagnati di Elon Musk)
  • 20-30 anni per diffusione di massa (Politecnico Milano)
Robot umanoidi
Figure

Terzo modo: l’isolamento efficiente

Amazon testa già robot bipedi nei magazziniFigure lavora con BMW. XPeng ha messo Iron nelle fabbriche cinesi. I robot umanoidi funzionano già, e non è più questione di “se”: c’è già da immaginare cosa potrà succedere quando arriveranno nelle case. Billingsley immagina uno scenario distopico ma plausibile: persone sigillate nelle proprie abitazioni, assistite da macchine efficienti, con sempre meno motivi per uscire e incontrare altri esseri umani imprevedibili.

Portato all’estremo, pensateci un attimo, il concetto di ottimizzare la propria vita equivale a morire: se un robot può fare la spesa, cucinare, pulire e fare compagnia, perché dovreste sopportare il vicino che parla troppo o il commesso scortese? La “convenienza” massima genererà un efficientissimo isolamento. I robot umanoidi non costringeranno la gente a restare in casa. Le toglieranno dei motivi per uscirne.

E non dite di no, non fate i campioni della socialità, che vi vedo a sacramentare perfino se dovete parlare con uno zio a Natale. C’è gente già messa malissimo: tutti, in qualche modo, stiamo peggiorando.

Robot umanoidi: allora come dobbiamo realizzarli?

Luca Dozio, direttore dell’Osservatorio Innovative Robotics del Politecnico di Milano, prevede la diffusione di massa dei robot umanoidi tra 20-30 anni. Io penso meno, ma in ogni caso ho stime più “lente” dell’hype cui assistiamo. Forse abbiamo ancora il tempo sufficiente per chiederci come progettarli meglio.

Billingsley suggerisce una via: invece di macchine sempre comprensive, serve progettare robot che ci guidino verso altri esseri umani. Un bot che dice: “C’è un club del crimine che inizia tra un’ora in biblioteca. Possiamo prendere il giornale strada facendo.”

Non un robot che “risolve” la solitudine, ma uno che ci aiuta a prevenirla: la differenza è sottile ma decisiva. Nel primo caso sostituisce le persone. Nel secondo le facilita.

Il design non è neutro. Ogni scelta tecnica porta con sé una visione di società. Musk parla di un milione di Optimus e altre aziende strombazzano i loro numeri, ma nessuno ha ancora parlato delle maledette regole.

Meglio pensarci ora, prima che l’alternativa diventi scegliere tra l’efficienza di un algoritmo e la connessione umana.

Non dovrebbe essere un aut aut.

Approfondisci

Ti interessa il tema dei robot umanoidi e delle loro implicazioni sociali? Leggi anche perché ai robot con la faccia servono regole con la testa. Oppure scopri perché i robot umanoidi arriveranno almeno 5 anni dopo per capire gli ostacoli reali dietro le promesse di Musk.

FONTE: https://www.futuroprossimo.it/2026/01/3-modi-in-cui-i-robot-umanoidi-cambieranno-le-relazioni/

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