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Di Stefano Porcari

Le aziende tedesche fanno shopping nell'Italia a saldo. Anche la Micron di Avezzano – azienda ad alta tecnologia - passa di mano. Una lunga serie di acquisizioni dei gioielli industriali del nostro paese.
L'azienda Micron Technology, che occupa 1.624 addetti ad Avezzano, è stata acquisita dalla società tedesca Lfoundry.
L' accordo raggiunto è vincolante e prevede l'acquisizione di sito e relativi asset sulla cui base Micron, tra le altre cose, assegnerà a LFoundry un contratto di fornitura della durata di quattro anni attualmente in essere con Aptina per la produzione di sensori per immagine a 200 millimetri nello stabilimento abruzzese. I dettagli finanziari della transazione non sono stati resi noti.
Il sito industriale di Avezzano, dovrebbe essere rilevato dai tedeschi con una partnership con una cordata composta dal management italiano di Micron. Manca il dettaglio delle quote di capitale che le rispettive parti andranno a rilevare perchè, secondo il Sole 24 Ore, sarebbero ancora oggetto della trattativa tra le parti. LFoundry, per i primi due anni, dovrebbe assicurare una produzione da 6.500 wafer settimanali destinata a scendere in una seconda fase a quota 5mila pezzi. Tra le possibilità, si valutano applicazioni biomedicali come la produzione di microtelecamere per diagnosi mediche non invasive. Questo progetto ha finora portato al congelamento dei 700 esuberi precedentemente individuati in Abruzzo da Micron che, a livello nazionale, nei suoi cinque siti occupa 3.261 persone.

Sono sempre più numerosi i casi di “gioielli industriali” italiani acquisiti da aziende tedesche. Ultime in ordine di tempo la Ducati ad esempio o la Lamborghini. Secondo Milano/Finanza i nomi di alcune importanti aziende italiane che farebbero gola ai tedeschi sono stati evocati sia a Francoforte dagli uomini della Goldman Sachs sia a Roma, in una seconda riunione di industriali e banchieri tedeschi, a latere della visita in luglio di Angela Merkel. Oltre a quelli di Unicredit e Monte dei Paschi e di Ansaldo Energia, per cui è in pole position da tempo la Siemens, ci sarebbe anche l'Enel. Si fa il nome della E.On, il gigante tedesco dell'energia, che vanta una liquidità di 10 miliardi di euro e che vorrebbe espandere proprio nell'Europa meridionale il suo business.

Fonte:http://www.contropiano.org/it/economia/item/14803-la-germania-fa-shopping

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