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Riflessioni sullo scandalo "Mafia capitale"

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Di Salvatore Santoru

Nei vari talk show politici in questi giorni si sta parlando molto del "recente" scandalo che ha colpito Roma, e che ha visto coinvolti diversi personaggi legati alla mafia, al terrorismo degli anni 70 e a diverse fazioni politiche.

Nello scandalo sono stati coinvolti personaggi legati alla 'ndrangheta, al terrorismo di estrema destra e sinistra, alle coop rosse, al mondo del calcio e dello spettacolo e legati sia ad ambienti di destra che di sinistra.

Le figure più rilevanti sono quelle di Massimo Carminati, un passato nei NAR e nella Banda della Magliana, e Salvatore Buzzi, già graziato da Scalfaro nel 94 per omicidio colposo, e noto per essere il fondatore e gestore della nota Cooperativa 29 Giugno.

Tale vicenda dimostra come non mai che il livello di corruzione e malaffare serpeggia come non mai nei vertici e non della politica "che conta", e ovviamente la sua trasversalità.

Difatti, nonostante c'è chi punta il dito a destra o a sinistra, in tale vicenda, così come in tante altre, si è avuta la dimostrazione che quando si tratta di denaro sporco destra o sinistra contano assai poco, tanto che un criminale legato ad ambienti eversivi del panorama "neofascista" e un' "antifascista" legato ad ambienti di sinistra radicale e non, si trovavano "casualmente" a braccetto nel fare affari illeciti.

La vicenda rappresenta solo la punta dell'iceberg di una politica, e di una società sempre di più colpite da un sistema fondato sulla corruzione e l'affarismo, che si dovrebbe al più presto eliminare al più presto, se si vuole rinnovare la società e la politica del paese.

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