Avvio anno scolastico. Problematiche ancora aperte- COMUNICATO CNDDU

ago 22, 2020 0 comments

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani esprime seria preoccupazione in
relazione all’allarmante incremento giornaliero dei contagi COVID 19 nell’ultima settimana in corso. I dati e
il comportamento assunto da giovani e meno giovani non lasciano molto margine di dubbio rispetto a quanto
si verificherà in futuro: una curva di crescita difficilmente controllabile. Circa tali rischi avevamo espresso la
nostra posizione più volte, rilevando quanto fossero inadeguate le misure adottate: un metro di distanza tra
gli studenti nelle aule non solo è difficilmente praticabile, anche a causa delle diverse problematiche in cui
versano molti fatiscenti istituti scolastici, ma, secondo alcuni virologi, risulta inefficace in spazi chiusi. 

In
merito alla mascherina da consigliare (imporre? Ancora non è ben chiaro) alla popolazione scolastica viene
da sorridere, se la questione non fosse drammaticamente preoccupante, constatando quanto i giovani nelle
nostre belle strade e piazze italiane siano ligi all’obbligo di indossarla dalle 18 pomeriggio alle 06 del
mattino. La misurazione della febbre che in tutti gli uffici pubblici dove esista la possibilità di creare
assembramento viene rilevata del personale di riferimento, a scuola sarebbe affidata alle famiglie, incorrendo
nel rischio di discriminazione tra personale pubblico. Per non parlare degli istituti a rischio, dove è
veramente complicato mantenere un barlume di regolarità nelle attività quotidiane; è difficilmente
ipotizzabile che ragazzi con propensione alla trasgressione delle norme possano essere gestiti
tranquillamente.

 La scuola è un grande mosaico con tasselli variopinti e diversificati; non si può
generalizzare, pensando di poter applicare agevolmente le stesse soluzioni a tutte le particolarità. Proprio per
questo già in passato avevamo avanzato delle riflessioni e dei suggerimenti. In un anno così
“imperscrutabile” sarebbe stato una prova di buon senso consentire agli “esodati” dalla legge 107/2015 di
riavvicinarsi a casa o rimanere nelle proprie sedi di residenza, in considerazione che la mobilità diventa
veicolo di trasmissione virale, addirittura qualche Governatore sta ventilando l’ipotesi di “chiudere” la
propria regione di pertinenza. Diventa altamente umiliante e frustrante constatare la sproporzione tra il costo
della vita e la retribuzione di un docente, soprattutto quando è costretto fuori sede con le condizioni attuali
che il COVID 19 comporta (biglietti dei trasporti introvabili e costosissimi; aumenti spese di permanenza;
spese di fitto; spese di consumo). Sarebbe auspicabile, soprattutto in considerazione dei nuovi rischi acquisiti
per gli educatori (isolamento; malattia; sicurezza sul luogo di lavoro) concedere un bonus decoroso tale da
poter coprire le considerevoli spese assunte oppure emanare un provvedimento legislativo atto a consentire il
ritorno presso la propria sede di residenza o eventualmente rivalutare la possibilità di far svolgere le attività
didattiche in modalità DaD per il personale in questione. Ricordiamo che gli insegnanti fuori sede nel
raggiungere le sedi di lavoro sono maggiormente a rischio salute e pertanto nel caso in cui si ammalassero
potrebbero ipoteticamente istruire una causa di servizio nei confronti del proprio datore di lavoro. Ci
auguriamo che vengano finalmente presi in considerazione i disagi e le difficoltà di una categoria che più
volte è stata elogiata dal Ministero per la dedizione e i sacrifici profusi al di là dei propri obblighi, aspetto
che non costituisce un dettaglio, ma “sostanza”, nel momento più cruciale per il nostro Paese dal secondo
dopoguerra.

Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

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